Una tassa che fa ridere
- sabato, agosto 11, 2012, 0:17
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Una tassa di soggiorno per i turisti ad Agrigento, per le condizioni in cui versa la città, farebbe solo ridere. Anche se non è solo il Comune di Agrigento a volere scegliere questa strada per fare quattrini.
Ci stanno pensando, infatti, anche a Palermo.
Ma per quanto ci riguarda, una eventuale tassa da affibbiare ai visitatori sarebbe una scelta ridicola che va scartata senza tentennamenti se non si vuole finire sui rotocalchi satirici. Perché una tassa sui turisti che arrivando ad Agrigento non dispongono neppure di un solo servizio degno di nota, sarebbe davvero una grande buffonata. Condividiamo perfettamente la “minaccia” dell’assessore al turismo di andare via qualora la proposta non venisse modificata.
Cosi come condividiamo la decisione del sindaco Zambuto di investire direttamente il Consiglio comunale della faccenda.
Se i nostri consiglieri, spesso tanto attenti anche alle cavolate, riusciranno a dire la loro cercando di evitare, anzitutto, i danni all’immagine della città, allora si potrà continuare a discutere.
Prima di proporre tasse del genere, ci si dovrebbe preoccupare piuttosto di andare a colmare i tanti vuoti esistenti per fare di Agrigento una città turistica per eccellenza dove una tassa, seppure odiosa, ci potrebbe pure stare.
Ma adesso che siamo appena alla sufficienza la tassa è da scartare assolutamente.
EUGENIO CAIRONE
Infomazioni autore
3 Commenti on “Una tassa che fa ridere”
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Ora ci metti a paquitoe fanno l’assessorato agli aperitivi. Ps senza offesa
Siamo appena alla sufficienza?Ma lei sig. Cairone dove abita a San Vito lo Capo o forse abita a Siracusa o forse ancora abita a Capo d’Orlando ?( a proposito se le capita faccia una gita in questi posti )E incredibile come ancora oggi ,ripeto,ancora oggi c’è gente che parla di turismo e di turisti per questa città.Ma le nostre strade le vedete si o no?Inostri marciapiedi li vedete si o no?I nostri spazi verdi (veramente sono gialli) li vedete si o no?Fate un giro in auto dal viale delle dune a villaggio mosè e controllate quello che c’è ai bordi della strada.Non siamo appena alla sufficienza siamo il Burundi.
P.S. Andate da un bravo ottico.
Adolfo, posso anche essere d’accordo, però,bisognerebbe saper rispettare il posto in cui vive. Non si può dare la colpa solo al sindaco se qualcuno, o più di qualcuno, non sa cosa sia la civiltà. Evidentemente nei luoghi da Lei citati, abitano persone che il Burundi non lo vogliono.
e.c.