Uil Agrigento. Acquisto e Di Bennardo: ”Dopo la rapina all’ufficio postale di Favara si deve intervenire sulla sicurezza dei lavoratori”



Uil Agrigento. Acquisto e Di Bennardo: ”Dopo la rapina all’ufficio postale di Favara si cambi registro, si deve intervenire sulla sicurezza dei lavoratori”

La Uil provinciale di Agrigento interviene con Gero Acquisto e Carmelo Di Bennardo dopo l’ultima plateale rapina all’ufficio postale di Favara Succursale 2, che è l’ennesimo atto criminale nei confronti di una sede della nostra provincia.

“I due sindacalisti denunciano da tempo ai vertici regionali e nazionali delle poste spa una situazione di disagio e di totale insicurezza nei confronti delle sede provinciali e dello stesso personale che si trova a lavorare in condizioni di assoluta insicurezza e non rispettando i principi elementari del decreto legislativo 81/08 che impone l’attenta valutazione dei rischi ad ogni datore di lavoro.

Nell’ultimo periodo in questo territorio si sono registrati troppi casi che qui elenchiamo solo per rendere edotta anche l’opinione pubblica lo stato di stress che subiscono i lavoratori.

Nella nostra provincia agrigentina, da tempo presa di mira dai malavitosi, la rilevante recrudescenza di azioni delittuose ha interessato gli Uffici Postali di: Favara/succ/2, Agrigento/succ/5, Ravanusa, Porto Empedocle, Santa Margherita Belice, Porto Empedocle/succ/1, Palma di Montechiaro/succ/1, Agrigento/succ/8, Licata/succ/2, Sciacca/succ/1, Sambuca di Sicilia, Camastra, Canicatti/succ/1, Realmente, Casteltermini, Santa Elisabetta, Villafranca Sicula, Licata/succ/3, Ribera/succ/1 (tentata rapina) Sciacca centro (tentato furto con scasso), Agrigento centro (tentata rapina) Agrigento/succ/1 (furto con scasso).

Per questo tutti questi fatti e per una serie infinita di problematiche sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, sollecitiamo ancora una volta l’azienda ad intervenire e provvedere urgentemente per ripristinare e rispettare le norme vigenti e assicurare il buon funzionamento e la tranquillità dei lavoratori che non possono pagare scelte superficiali da parte dei vertici aziendali che mettono seriamente a rischio il normale svolgimento di lavoro da parte degli stessi operatori che hanno subito nel corso degli ultimi anni.

La Uil e la Uil poste, ritengono inaccettabili tale immobilismo e disinteresse, in merito alle misure di sicurezza che impongono l’installazione delle telecamere di videosorveglianza e videoregistrazione interne ed esterne agli uffici postali, a tutela dell’incolumità fisica dei dipendenti e della relativa clientela, come previsto e disciplinato dalla legge (art. 2087 codice civile e art. 15 D.lgs 81/08). Riteniamo che lavorare in un ambiente sicuro rappresenti un autentico valore aggiunto e conseguentemente, pensiamo che mettere tutti gli uffici in sicurezza rappresenti non un costo, ma un investimento pienamente produttivo per Poste Italiane S.p.A.

Ultima modifica: 5 gennaio 2018