Tentata rapina a tabaccaio:criminalità in aumento
Tentata rapina ieri pomeriggio, presso la rivendita di tabacchi di via Petrarca 34, ad Agrigento. Le urla del titolare dell’attività commerciale, Gerlando Casà, sono riuscite a mettere in fuga il rapinatore, che aveva fatto irruzione dentro la tabaccheria con il volto coperto ed un taglierino in mano.
Si tratta dell’ennesimo atto criminale che si verifica in pieno giorno nella nostra città, e che fa crescere i numeri dei reati commessi ad Agrigento e dintorni negli ultimi due mesi. Un vera e propria escalation di furti e rapine, tentate o riuscite, topi d’appartamento, gesti di criminalità , su cui svolgono un’adeguata azione di controllo le forze dell’ordine, ma che sono in continuo aumento. Il proliferare della microcriminalità in città, contribuisce a mutare il volto di un territorio che prima era considerato “relativamente” tranquillo, ma che adesso non lo è più. Da ottobre ad adesso , soltanto nel territorio strettamente agrigentino sono stati registrati 6 furti a danno di ville ed attività commerciali, che sarebbero ad opera di una banda di giovanissimi, dai 16 ai 18 anni; più di 4 rapine, più o meno andate in porto, presso rivenditori di tabacchi, sia del centro che del villaggio Mosè, più di 10 furti d’auto, senza contare i clamorosi ed efferati crimini delittuosi, come l’omicidio della maestra di Montallegro, sempre in provincia di Agrigento, alla quale era stato sottratto del denaro che teneva nell’abitazione.
Un dossier del Censis (il centro studi investimenti sociali), recentemente pubblicato sul Sole 24 ore, ha registrato che al Sud un comune su tre (per la precisione il 37,9%) è permeato dalla presenza della criminalità che ha origine mafiosa, Il record negativo spetta alla provincia di Agrigento, dove 37 comuni, pari all’86% del totale evidenziano almeno un elemento di criticità tra i paesi presi in considerazione dal Censis (il centro studi investimenti sociali). Oltre al problema dei crimini connessi a racket e mafia, c’è anche il problema della delinquenza giovanile, che sta conoscendo una notevole crescita. Le istituzioni hanno di recente proposto dei progetti di recupero, attraverso i quali , agendo in rete, si cerca di arginare questo mare della criminalità, prima che diventi incontrollato. Di recente il direttore del Centro di Giustizia minorile per la Sicilia, Michele Di Martino, in occasione della presentazione di un piano di prevenzione a carattere regionale, ha affermato che: “Nella provincia di Agrigento negli ultimi tempi sono stati registrati 277 casi di delinquenza giovanile e di questi 29 sono donne e 35 minori stranieri provenienti dal Marocco e dall’Egitto.
La città capoluogo ha fatto registrare il numero più alto di casi , ben 56. Nel triangolo di Palma di Montechiaro, Licata e Favara la delinquenza giovanile si sviluppa nello spaccio della droga.”. Secondo il Presidente della Provincia Regionale di Agrigento, Eugenio D’Orsi: “La violenza tra i giovani è un male molto diffuso. Abbiamo bisogno di cambiare modo di pensare e immetterci nella strada di una nuova cultura di un pensiero che porti i giovani a saper scegliere tra il bene ed il male. Sulle radici dell’ignoranza cresce ed alligna la malapianta della criminalità, mentre con una vera e profonda crescita culturale possiamo adeguatamente combattere la criminalità giovanile”. Una buona base di partenza per la lotta alla criminalità deve nascere tra i banchi di scuola, come afferma il Ministro di Giustizia Angelino Alfano: ” Il circuito della sicurezza nasce tra i banchi di scuola ed i giovani sono i più sensibili al dettato dell’art. 27 della Costituzione Italiana.
Per avere maggiore sicurezza occorre eliminare la recidiva, specialmente nei giovani e puntare ad un maggiore recupero della persona che ha sbagliato aiutandola ad inserirsi nel tessuto sociale”. Il crimine si combatte con la mentalità e con la fiducia nelle istituzioni, come esse stesse cercano di garantire,attraverso protocolli d’intesa di vario livello, quindi ai cittadini non resta che fidarsi e sperare nei frequenti controlli delle forze dell’ordine.
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