Vicenda Carpi. Adesso basta

maggio 27, 2010 by Elio Di Bella  
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Nella vicenda Carpi i magistrati hanno detto di avere  prove sufficienti sul fatto che alcuni innocenti    dopo sei anni  di martirio hanno diritto ad  avere giustizia e  devono essere rispettati. Compresi gli accusatori. Anzi da loro per primi.  Rispettare la loro innocenze è anche rispettare le sentenze e la giustizia in Italia. E’ rispettare la Costituzione.   Il problema è sempre lo stesso dopo questi fatti:  chi ripagherà le  persone che hanno vissuto insieme alle loro famiglie questa odissea ? Ma per noi agrigentini vi è anche un altro problema: questa città deve poter dire  basta contro questi metodi di lotta politica che hanno già portato alla morte qualche anno fa un funzionario del comune e oggi continuano a causare sofferenze fisiche gravissime. E tutto ciò senza che chi dovrebbe chieda almeno scusa, ma piuttosto continua a fare l’azzeccagarbugli e a cercare pretesti da lana caprina per convincerci che lui ha sempre ragione. Read more

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Bettino Craxi, chi ha voluto rendere omaggio all’onorevole ?

gennaio 20, 2010 by Elio Di Bella  
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Non so voi, ma a me avere saputo che il Comune ha patrocinato, pagando manifesti e inviti, un convegno organizzato in occasione del decennale della scomparsa di un latitante, mi ha amareggiato. Prendere dalle magre casse comunali i miei e i vostri soldi per sostenere economicamente chi ha voluto rendere omaggio all’onorevole Bettino Craxi, che si è sottratto al giudizio dei tribunali della Repubblica ed è fuggito ad Hammamet, non mi sembra neppure  rispettoso delle decisioni dei magistrati italiani, che tra l’altro non vengono ricordati per il meritevole impegno di avere rispettato il principio che la legge è uguale per tutti, mandando alla sbarra e condannando regolarmente un capo di governo. L’amministrazione comunale certamente era a conoscenza del programma dei lavori del convegno e dei relatori e sapeva pertanto che di Craxi si sarebbe detto ogni bene. Tra l’altro se anche non l’avessero fatto gli oratori ci ha pensato il vice Sindaco Massimo Muglia, intervenuto a nome del Sindaco, a ricordarci che Craxi è stato un “grande statista”, mentre ha spiegato che invece i cattolici siciliani sono tra i peggiori, perchè hanno lottato per miserabili interessi. Ha poi definito diabolica l’associazione cattolica Comunione e Liberazione e ha condannato quanti pensano ancora di riportare in vita la democrazia cristiana. Ha insomma portato sugli altari il condannato Craxi e ha denigrato quel mondo da cui lui, Muglia, ha ottenuto e continua ad ottenere incredibili benefici. Il nostro Massimo, infatti, non è mai stato eletto dal popolo, non ha mai avuto i voti degli elettori agrigentini. Ha avuto l’incarico di assessore provinciale alla  pubblica istruzione dall’ex democristiano Angelo Errore, e altri incarichi pubblici ha avuto dell’ex democristiano Mannino, dall’ex democristiano Cuffaro e oggi dall’ex democristiano Zambuto. Chissà poi cosa direbbe il ministro Angelino Alfano, molto vicino a Muglia, se sapesse cosa pensa il nostro ex Sindaco dei seguaci del compianto don Giussani ! Come è noto infatti il ministro della Giustizia è molto vicino alla “diabolica associazione di Comunione e Liberazione”, partecipava ai loro incontri di catechesi, ed è amico del Meeting estivo di Cl a Rimini, come dicono gli stessi organizzatori che lo invitano spesso.  Insomma Muglia ha davvero ottimi punti di riferimento: il latitante Craxi e Alfano, amico  di una diabolica setta di quel mondo cattolico che persegue miserabili interessi.

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Sagra Mento

gennaio 17, 2010 by Elio Di Bella  
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Il re Mida trasformava in oro tutto ciò che toccava, secondo la mitologia. La classe politica agrigentina attuale passerà certamente alla storia perché riesce facilmente a compiere il miracolo inverso.

I greci ci hanno lasciato la Valle dei Templi e la natura ci da i mandorli in fiore a gennaio e così poco più di mezzo secolo fa gli agrigentini pensarono di mettere insieme tale bellezza artistica e naturale in una grande manifestazione di pace: la sagra del mandorlo in fiore e il suo festival internazionale del folklore. Erano gli agrigentini a costruire questo evento, con pochi soldi spesso. Oggi gli ingredienti sono gli stessi, ma il testimone è arrivato agli attuali amministratori  che come per magia   hanno trasformato una bella iniziativa di pace in una vergognosa lite da cortile. Read more

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“Quel posto è mio!” Delitto in chiesa

L’orgoglio miete vittime persino là dove non ce lo aspetteremmo davvero.  Questa  volta infatti la  tragedia, (anche questa per futili motivi) che emerge dalle antiche carte dell’Archivio di Stato di Agrigento ha come scenario un luogo che pure gli animi dovrebbe rappacificarli: una chiesa,  durante una solenne celebrazione liturgica. Read more

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Mala taliata

Suo padre, buon’anima, glielo ripeteva sempre, fino a “stonargli” la testa:” calati junchu quannu passa u patruni”, abbassati, come una canna piegata dal vento, quando vedi passare un signore, un Voscenza. Ma Antonino era troppo orgoglioso e certe volte, specie da ragazzo, rispetto per i Voscenza del suo paese di Villafranca Sicula pareva non averne proprio. E quindi suo padre tante volte aveva dovuto fargliela piegare a colpi di verga quella testa. Poi, crescendo, Antonino aveva preso giudizio. Ma malvolentieri. Read more

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Bimba senza testa

Appena saputo il “fatto” dal figlio, la povera Mariagrazia era scappata verso la chiesa, incredula e mentre correva minacciava il ragazzo che se il “fatto” non era vero, tornata a casa l’avrebbe bastonato, che non erano quelle cose da inventare per spaventare una povera madre. Read more

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Una città nella memoria: Il biennio rosso in Provincia di Agrigento

dicembre 16, 2009 by Elio Di Bella  
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elio-di-bellaPochi anni della storia d’Italia moderna sono stati, come il biennio 1918-20, anni di profonda e generale crisi della società e dello Stato e di fermento rivoluzionario. Gli storici hanno chiamato questo periodo “biennio rosso”, per l’ansia rivoluzionaria da cui fu pervaso e per il ruolo preminente avuto dai movimenti socialisti e per il fascino che in quei mesi sembrò avere sul proletariato italiano la recente rivoluzione russa del 1917.

Appena conclusa la prima guerra mondiale, si era riaccesa tra gli italiani l’attesa di grandi cambiamenti. Ma fu subito evidente che profondamente mutate erano le condizioni delle province italiane all’indomani della grande guerra. Alle disillusioni causate dalla vittoria “mutilata”, si aggiunge il duro impatto con una dura crisi economica. Il deficit statale fa registrare una grave impennata. Read more

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Non c’è futuro senza passato

foto457Noi viviamo in contemporanea tre tempi: il presente del passato, che è la storia; il presente del presente, che è la visione; il presente del futuro, che è l’attesa. Credo che in questa celebre frase di Sant’Agostino ci sia la sintesi della nuova rubrica che prende il via su Agrigentooggi.

“Una città nella memoria” nasce con l’intento di proporre alcuni momenti della storia agrigentina poco conosciuti. L’autore è Elio Di Bella, noto giornalista e storico, che attraverso un’attenta ricerca, condotta in particolare su  documenti conservati presso l’Archivio di Stato della nostra città, riporta alla luce quello che è stato della Girgenti di un tempo. Read more

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