Spariti i soldi dei tributi, indagine anche in 6 comuni Agrigentini



Spariti i soldi dei tributi, indagine sui Comuni :

Nella provincia di Agrigento ci sono anche Favara, Naro e Aragona.

I sindaci si sono affidati a servizi di riscossione che non hanno mai versato il corrispettivo, recuperare i soldi adesso appare impossibile

 

In provincia di Agrigento mancano all’appello ben 2 milioni 681.543 euro. Nulla se contiamo che nel resto dell’isola l’ammontare della somma mancante è di  20 milioni e 560 mila euro. Si tratta di soldi  derivanti dalle tasse pagate dai cittadini. Somme che come d’incanto sono sparite e ora i sindaci se li sono fatti sfuggire per essersi affidati a società inaffidabili, nessuno risarcirà le casse pubbliche malgrado una valanga di indagini e condanne.

La Corte dei Conti ha scoperto 56 Comuni siciliani che avevano affidato il servizio di riscossione dei tributi a società, a volte neppure iscritte all’albo di settore, che poi pur avendo incassato le tasse non hanno versato i soldi. Somme letteralmente sparite.

L’indagine, come spiega il giornale di Sicilia,  portata avanti dalla Procura della Corte dei Conti, guidata da Gianluca Albo, ha scoperchiato un sistema che è alla base della crisi finanziaria di molti Comuni siciliani. Giusto per fare qualche esempio, il Comune di Trapani ha perso così un milione e 919 mila euro. Nella provincia di Agrigento  i comuni il comune di Naro si è visto soffiare 1.484.365 euro, Aragona 231.194 euro, Capobello di Licata 106.291 euro, Palma di Montechiaro 50.mila euro, Favara 640.012 euro, Ravanusa 169.681 euro. Si tratta  degli incassi di Ici, Imu, Tari e tutti gli altri tributi locali versati dai cittadini.

Tutto questo a causa dell’affidamento da parte dei  sindaci (negli ultimi 10 anni ) del servizio di riscossione a società che poi hanno trattenuto i soldi senza versarli alle casse comunali.

La magistratura contabile adesso si chiede su come sia stato possibile che un sindaco – invece di rivolgersi a Riscossione Sicilia o Equitalia – abbia scelto di affidare l’incasso delle tasse dal 2009 in poi a una società oscura e per di più già finita al centro di inchieste. Il tutto in un contesto in cui non c’è sindaco che non lamenti la crisi di risorse. Una prassi andata avanti fino all’anno scorso e che probabilmente va avanti ancora. Nel solo 2017 le sentenze di condanna emesse dalla Conti dei Conti sono state 32 e un’altra è già arrivata a gennaio di quest’anno: descrivono un fenomeno in crescita invece che in diminuzione visto che dal 2011 alla fine del 2016 le sentenze di condanna erano state 24.

 La magistratura contabile, scrive sempre il GDS,  ha riconosciuto il danno erariale a carico di Tributi Italia, che quindi è stata condannata a risarcire i Comuni. Ma questa società risulta fallita e recuperare le somme è praticamente impossibile.

Ultima modifica: 4 marzo 2018