SOS – Elezioni Regionali ! La sfida della democrazia nel voto d’opinione.

di Diego Acquisto

Il 5 novembre, data delle elezioni regionali per rinnovare gli organi di governo della nostra Sicilia si avvicina, ed ancora va succedendo di tutto e di più; e non solo a livello regionale.
Perché l’abbandono del PD da parte del Presidente del Senato Grasso, unitamente alle notizie non positive che irrompono dalla Sicilia sullo scenario nazionale per lo stesso Partito, pare che stiano provocando una serie di abbandoni che non possono lasciare tranquilli i responsabili nazionali non solo di questo partito, ma anche dei piccoli partiti che lo fiancheggiano. E ciò pur nell’euforia dell’approvazione del Rosatellum da molti però giudicato un Porcellum-bis, ancora più abile a sottrarre al popolo la sovranità nella scelta dei parlamentari.
A livello locale poi, per esempio, proprio mentre scriviamo, fa senso nel collegio della nostra provincia di Agrigento, la notizia della rinuncia della docente universitaria, architetto Gio Limblici candidata, nel movimento di Sicilia Futura a supporto del candidato a Presidente Prof. Fabrizio Micari, “per non potere condividere proprio le idee del leader della coalizione”. E sempre sullo stesso fronte, sicuramente fa senso apprendere che, – uno dei più autorevoli esponenti in Sicilia del PD, come l’on. Davide Faraone, sottosegretario al Ministero della Salute e renziano doc – parli con convinzione di “autonomia siciliana dannosa” e quindi del proposito di indire un referendum popolare ad hoc per l’abrogazione , con la certezza di avere dalla sua parte la stragrande maggioranza del popolo siciliano.
Ed in questo forse davvero non si sbaglia, dato che si fa portavoce di un sentire molto diffuso che valuta che lo Statuto speciale, anziché per i Siciliani utile solo per i politici siciliani e relative clientele e caste politico- burocratiche collegate. E su facebook, ancora in questi giorni si parla della Regione Sicilia con il triplo dei dipendenti della Lombardia e un numero di dirigenti pari a quello di 15 regioni. E naturalmente tutti con stipendi da “statuto speciale”.
Non solo ! forse anche per questo recentissime rilevazioni di Demopolis denunciano tanta disaffezione e sfiducia ei siciliani verso l’ordinamento regionale. Ed a pochi giorni dalla chiusura della campagna elettorale, si fa notare che un siciliano su quattro non sa neppure che si vota. Un dato questo davvero preoccupante , che induce a pensare che si possa ripetere o peggio ancora fare aumentare l’astensione dal voto, anche rispetto a cinque anni fa.
Sfiducia e mancata partecipazione per un verso, come pure forte rabbia e giustificata ma irragionevole protesta per il verso opposto, sono forse le due grandi insidie del momento, per cui c’è davvero da lanciare un SOS per un voto responsabile e meditato. Perché sia la rassegnazione, sia la decisione di non andare a votare, sia quella del voto solo per pura protesta,… ci sembrano tutte decisioni sbagliate e dannose, capaci solo di produrre altri guasti ancora più deleteri di quelli che sono stati già prodotti in questi anni.
La costruzione ( o meglio, se vogliamo, la ricostruzione) della casa comune – ci hanno detto i Vescovi di Sicilia nel recente documento pubblico – “non può diventare appannaggio di gruppi autoreferenziali che pretendono di governare in forza dell’investitura di una parte minoritaria del popolo siciliano”. Investitura minoritaria che abbiamo già ampiamente sperimentato, mi pare, con la presidenza Crocetta, con gli esiti che sono sotto gli occhi e l’intelligenza di tutti.
I Vescovi inoltre chiedono “competenza, correttezza e coerenza morale nell’impegno socio-politico-amministrativo” con un “netto rifiuto delle varie forme di corruzione e di clientelismo” e una forte “coerenza etica personale”.
Ed allora SOS-ELEZIONI…un SOS che deve spingere ad una riflessione seria ! E qualche idea vogliamo offrirla ! Bisogna punire i professionisti della politica colpevoli del disastro, favorire l’avvicendamento, votare per facce nuove, pulite e credibili.
Non guardare alle coalizioni, esaminare bene tutte le liste, vecchie e nuove, scegliere persone professionalmente serie, capaci, culturalmente preparate. I politici di razza, con parecchie legislature alle spalle, possono essere sconfitti solo dalla maggioranza dei cittadini che votano per cambiare.
In questo senso va l’appello dei VESCOVI di Sicilia che invitano ad accettare le sfide della democrazia, esortando ogni cittadino ad usare bene il potere che ha in mano, dignitosamente e silenziosamente. Votare in massa, senza clamore, da persone libere che non si piegano ai ricatti di chicchessia, (del potente che sta a Palermo o a Roma…. come dell’Amministratore … del dirigente scolastico o … dell’impiegatuccio che fa sentire la sua autorità (?) e ricatta magari per un certificato… ). Persone tutte che magari poi si riempiono la bocca ( e forse anche il portafoglio ! ) organizzando addirittura pure convegni per parlare di legalità.
Guardare unicamente all’interesse generale e collettivo, al bene comune ! Favorire la speranza, con un semplice segno di matita nel segreto della cabina elettorale. Ed a questi suggerimenti ed auspici, aggiungere lo sforzo umano perché, si ritrovi davvero la via migliore per il futuro della nostra bella isola, troppo mortificata da una politica maldestra, con la conseguenza di vedere emigrare tanti, troppi suoi figli, soprattutto giovani. Ricordiamo che l’ottimo è nemico del bene e che la politica è l’arte del possibile; possibile che bisogna sempre coraggiosamente tentare per il bene comune. La Chiesa, come ormai da tempo, ritiene più opportuno affermare di non volersi schierare per nessun partito, per nessuna coalizione, per nessun candidato, anche se questo, naturalmente, non deve indurre nessuno a pensare di essere, come cristiani, neutrali di fronte ai valori della Dottrina Sociale della Chiesa ed alle culture e prassi politiche che quei valori esprimono e suggeriscono.

DIEGO ACQUISTO

Ultima modifica: 29 ottobre 2017