Sicurezza delle spiagge libere di San Leone: i bagnini arrivano a luglio
giugno 5, 2009 by Domenico Vecchio
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Con l’arrivo dell’estate, torna puntuale il problema della sicurezza delle spiagge libere di San Leone, che con il suo mare aperto costituisce una minaccia per i bagnanti imprudenti. A parlare dell’argomento, ieri mattina, nel corso della diretta di Rgs, condotta da Giuseppe Cascio, oltre il condirettore Giovanni Pepi , sono intervenuti il sindaco della città dei templi Marco Zambuto, il consigliere comunale di Italia dei Valori, Nello Hamel e Peppe Vita che da oltre dodici anni gestisce lo chalet della terza spiaggia di San Leone. “La sicurezza sui nostri lidi – ha spiegato nel corso della diretta il consigliere d’opposizione Hamel – ha prospettive poco tranquillizzanti, perché oltre a mancare una sicura copertura finanziaria del servizio assistenza ai bagnanti, tutto è subordinato dall’approvazione del bilancio da parte del consiglio comunale”. Tempi lunghi quindi prima di vedere i “Baywatch” in azione. “Nonostante le risorse siano limitate – spiega il sindaco Zambuto – il primo luglio saremo in condizione di fare partire i guarda spiagge ed entro la prossima settimana potremo avviare la gara per l’affidamento, così come abbiamo fatto la scorsa stagione quando il servizio è iniziato anche senza l’approvazione del consiglio”. Per quanto riguarda la copertura finanziaria, il sindaco non pare molto preoccupato, anche se ammette che ci sono alcuni ostacoli da superare. “Il finanziamento previsto è di centoquarantamila euro che ci assicura di appaltare la sicurezza per sessanta giorni. Tuttavia – aggiunge Zambuto – la copertura dovrà essere assicurata da tre enti diversi. La Regione Sicilia, finanzia il cinquanta per cento e la restante parte va divisa a metà tra il Municipio e la Provincia, ma dall’ente presieduto da Eugenio D’Orsi, ci hanno già fatto sapere che possono partecipare solo per il quindici per cento, quindi la restante parte dovremmo metterla noi”. Dai microfoni in diffusione regionale era intervenuto anche Giuseppe Vita, per il quale le somme erogate sarebbero addirittura troppe. “A mio avviso – spiega Vita – che conosco i costi giornalieri di un bagnino, visto che noi siamo tenuti ad assicurare questo servizio, basterebbero poche torrette di salvataggio, perché nella nostra costa, almeno il 75 per cento del litorale è occupato da stabilimenti autorizzati. Le parti libere – conclude il gestore – rimangono davvero poche e considerata l’esigua distanza che c’è tra una struttura ed un’altra saremmo in grado di garantire la sicurezza”
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Mi trovavo a mare in un giorno di fine Maggio, alla spiaggia delle Dune. L’unico giorno in cui si stava bene, perchè il tempo è poi cambiato. Ma all’arrivo mi sono sentito perso: spiaggia quasi vuota e neanche la torretta del bagnino. Non mi sono fatto il bagno, ma avevo paura ad entrare in acqua vicino alla riva. Non mi sentivo protetto.
Intanto si era verificato un caso di colpo di sole ad una signora che si trovava in acqua, soccorsa in tempo da alcuni bagnanti che le erano vicini. Si è dovuta chiamare l’ambulanza che è arrivata dopo un bel pezzo di tempo, poichè nei paraggi non vi era nessuno.
Come dire, a Maggio è vietato annegare.