Secondo concerto al Museo S. Spirito di Agrigento per la stagione concertistica dell’Associazione Chopin
marzo 19, 2010 by Redazione
Filed under Cultura e Società
Secondo concerto al Museo S. Spirito di Agrigento per la stagione concertistica dell’Associazione Chopin.
La stagione, iniziata giovedì 11 marzo, si propone di commemorare il duecentesimo compleanno di Chopin con una serie di concerti con musiche di compositore legati in parte al maestro polacco.
Quella di ieri sera è stata un evento che porta lustro alla vita culturale della nostra città.
Infatti, si è esibita una star internazionale e direi una virtuosa del pianoforte: Regina Shamvili.
Russa di nascita ma statunitense di formazione la grande pianista si è ritagliata una buona fetta di fama tanto che oltre a collaborazioni discografiche e non, dalla critica è osannata come una delle migliori interpreti del pianismo contemporaneo tanto da far affermare a molti critici che “è come stato come se Clara Schumann in persona fosse apparsa sulla scena”.
Il concerto si è aperto con la Kreisleriana op. 16 di Roberto Schumann (presente da un suo memorabile cd).
Sono otto fantasie che Schumann scrisse ispirandosi ad altrettanti racconti di Hoffmann.
Sono stati minuti (mezz’ora circa) in cui la maestria e l’estrema confidenza che la Shamvili ha mostrato, ha reso quei 30 minuti di puro “paradiso”. Non ha annoiato anche perché l’artista quasi recitava col corpo e a volte sembrava parlare allo strumento come se fosse una persona. A volte sembrava dire al piano di abbassare la sua voce altre volte di gridare le sue melodiose parole.
Forse più di ogni altro artista la pianista ha mostrato come parole (i racconti di Hoffmann) e il corpo (il movimento di spalle e la recitazione facciale) erano strettamente legati alla musica. In pratica ha posto in evidenza l’antico concetto greco che parole, musica, e danza (come linguaggio del corpo) sono la stessa cosa.
Normalmente dopo la prima parte segue un intervallo “culturale” ma l’artista ha preferito far saltare questo momento (dell’intervallo io non ne ho sentito la mancanza, sinceramente) forse per non rompere l’incanto creato dalla prima parte.
La pianista è uscita pochi secondi e poi e tornata al piano iniziando così la seconda parte.
Dalle fantasie per piano di Schumann, con le loro atmosfere e il loro impegno da parte del pubblico si è passati alle Piano Miniatures (miniature per piano) di Glinka. Di tono più leggero rispetto al repertorio della prima parte, hanno destato una certa curiosità da parte degli spettatori che hanno potuto scoprire un compositore della prima metà dell’ottocento importante come Glinka. (Di IGNAZIO CARDINALE)
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