22052012

San Tommaso d’Aquino,  dottore della Chiesa

Memoria liturgica oggi di questo grande santo e filosofo, il cui pensiero ha esercitato un influsso determinante sull’indirizzo del pensiero filosofico e teologico, del suo tempo  e  dei  secoli seguenti. Nato ad Aquino, presso Montecassino, in provincia di Frosinone, nel  1225, ha concluso la sua vita nel monastero cistercense di  Fossanova, in provincia di  Latina,  il 7 marzo 1274, mentre era in viaggio per partecipare, su invito del Papa Gregorio X,  al secondo Concilio Ecumenico di Lione.

Sacerdote domenicano, alla scuola di S. Alberto Magno,  nutrì la sua spiritualità e cultura con lo studio della Sacra Scrittura e la dottrina dei Padri della Chiesa. Si servì della filosofia, da lui considerata “ancilla theologiae”, per illustrare la fede, dando un  forte impulso alla cosiddetta filosofia scolastica. La quale aveva come suo principale orientamento quello di illustrare e difendere le verità di fede con l’uso della ragione, verso cui nutriva un atteggiamento positivo. Un certo limite era una qualche tendenza a sistemare soprattutto il sapere già esistente, anziché tendere prioritariamente ad elaborare nuove conoscenze. Perché l’intento precipuo degli scolastici era quello di sviluppare un sapere armonico, integrando la rivelazione cristiana con i sistemi filosofici del mondo greco-ellenistico, convinti della loro compatibilità, e anzi vedendo nel sapere dei classici, in particolare dei grandi pensatori come Socrate, Platone, Aristotele, Plotino, una conferma dei dogmi cattolici. In questa scenario culturale si inserisce l’innovativa presenza di Tommaso d’Aquino, che  accoglie la verità da chiunque posa provenire, respingendo con pari determinazione l’errore da chiunque proposto. Tra tutti i filosofi predilesse Aristotele, nell’interpretazione dei commentatori arabi, ma non trascurò Platone. In tal modo elaborò un sistema di pensiero che lo portò a diffondere l’attitudine a considerare Dio come fonte unica di verità  e quindi ad accogliere anche i frammenti di verità che si trovano in ogni  sincero sforzo umano di ricerca. Riuscì ad operare una grande sintesi dottrinale, espressa nella sua grande opera, la Summa Theologica. Ed il pensiero di S. Tommaso, definito “doctor angelicus”, “ continua ancora oggi ad influenzare la teologia post-conclilare, la  filosofia moderna e l’attuale spiritualità dei cristiani.

Viene riferito dai biografi e dagli storici,che quando papa Giovanni XXII nel 1323, iscrisse Tommaso d’Aquino nell’Albo dei Santi, a quanti obiettavano che egli non aveva compiuto grandi  miracoli e prodigi, né in vita né dopo morto, il papa rispose con una famosa frase: “Quante preposizioni teologiche scrisse, tanti miracoli fece”.

Ed è veramente così, perché parola di Gesù “Voi siete la luce del mondo” si può applicare a molte vocazioni cristiane ma è particolarmente adatta a questo santo i cui scritti illuminano ancora oggi il pensiero cristiano e tutto il pensiero umano. Lui, chiamato dai suoi compagni “bue muto”, continua a parlare ancora. Dotato   di ‘intelligenza vera, dinamica ed equilibrata, Tommaso d’Aquino ha potuto accogliere per questo anche idee pagane. Non ha avuto paura di studiare Aristotele e di cercare nelle sue opere luce per capire meglio il mondo creato da Dio. Non solo. Come  fanno osservare molti studiosi, egli, lungi dall’essere propagatore di idee cristiane impazzite,  è anzi riuscito a rendere sapienti le idee pagane.

28.01.2012

Diego Acquisto

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Un risultato to "San Tommaso d’Aquino,  dottore della Chiesa"

  1. Un mio amico studioso, qualificato Padre francescano, leggendo questo servizio su S. Tommaso, privatamente, mi ha rivolto un piccolo appunto, in questi termini:
    “…forse mi dirai: ad ogni giorno il suo santo…….ed è vero…ma un riferimento a s. BONAVENTURA potrebbe inquadrare meglio il personaggio ( che è certamente un grande faro della nostra dottrina cristiana).
    Al che ho risposto: “Hai ragione…e, come vedi, quando è proprio il caso, non ho difficoltà a riconoscerlo ! mi preme dirti, soprattutto per il mio ruolo di parroco in quel territorio dove si trovano le tue radici, che il tuo garbato appunto fa onore alla tua autentica e genuina vocazione francescana-conventuale ….mi propongo di riparare… forse anche a breve… !”.
    Un impegno che, secondo le mie possibilità, mi propongo di mantenere , forse anche con qualche vantaggio dei nostri lettori di Agrigento Oggi.

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