Salute: uso terapeutico della Cannabis medica, Armao annuncia un tavolo tecnico-scientifico in Sicilia | VIDEO

Il vicepresidente della Regione ne ha parlato ieri ad Agrigento nel videointervento introduttivo del convegno su “Cannabis medica, esperienza terapeutica in Sicilia e Sistema sanitario regionale” organizzato dal Rotary. I problemi dei costi da parte del paziente e dell’approvvigionamento per i farmaci cannabinoidi considerati dai medici ideali nella terapia del dolore  

Comunicato – Mentre oggi a Palermo si svolge davanti a Palazzo d’Orleans, sede della Presidenza della Regione, una manifestazione sulla cannabis terapeutica, ieri sera ad Agrigento il vicepresidente della Regione Gaetano Armao, nel videointervento introduttivo  al  convegno su “Cannabis medica, esperienza terapeutica in Sicilia e Sistema sanitario regionale” , ha parlato della necessità di istituire un tavolo tecnico con medici e farmacisti che si occupano di queste cure palliative. Il convegno, moderato dal farmacista Paolo Minacori, è stato e organizzato nello Spazio Tèmenos dal Rotary, rappresentato dal presidente Francesco Vitellaro , con il patrocinio dell’Ordine dei Medici, dei Farmacisti, di Federfarma provinciale e dell’Asp1.

Dalla giornata di studi è emerso come la terapia cannabinoide consenta un considerevole innalzamento della qualità della vita per un bacino potenzialmente molto vasto di pazienti affetti da dolore cronico (sclerosi multipla, lesioni del midollo spinale, effetti di chemio e radioterapia previsti dal DM 9/11/2015*). Ma pochissimi se ne servono poiché la somministrazione di questi farmaci galenici, ossia preparati dai farmacisti, è attualmente molto onerosa (in media duecento euro al mese) e il costo è attualmente solo a carico del paziente.

Nel corso del convegno, numerosi gli interventi di medici impegnati sul fronte della terapia cannabinoide. Francesco Crestani, dell’Unità Operativa antalgica dell’Ulss 5 di Rovigo ha parlato di un dibattito che ondeggia tra “decenni di demonizzazione a causa del proibizionismo e un’accettazione acritica delle possibilità terapeutiche di questa pianta” invitando a considerare “le prove scientifiche”. Subito offerte da Sergio Chisari, dirigente Medico di Terapia del dolore nel Policlinico Universitario Catania, che ha definito la cannabis “una opzione terapeutica formidabile” fornendo i dati di una casistica già strutturata: “questa terapia ha ridotto di più del 60% il sintomo dolore arrivando a oltre l’80% nei casi in cui è stato utilizzato con dosi ridotte di oppioidi, riducendo gli effetti collaterali di quest’ultimi”.

Dati analoghi da Monica Sapio, che lavora nel reparto Terapia del Dolore dell’ospedale Buccheri La Ferla di Palermo e ha paragonato ul trattamento della fibromialgia con cannabinoidi e con protocolli standard. “Nel primo gruppo nel 75% dei casi il dolore è sceso fino a un valore NRS – la scala numerica utilizzata per misurare il dolore – minore di 4, nel secondo gruppo questo livello è stato raggiunto soltanto nel 25% dei casi”.

Un invito ai medici “a concentrarci sugli studi clinici” è poi venuto dal prof. Paolo Poli, direttore della Clinica del Dolore di Pisa, un’autentica autorità in materia, che in un videomessaggio ha raccontato come la Sirc (Società italiana ricerca cannabis) stia lavorando a una sensibilizzazione della Politica “affinché la cannabis possa essere prima di tutto disponibile e poi gratuita per tutti i pazienti”.

Altri medici intervenuti sono stati Geraldo Alongi, dirigente dell’Hospice dell’Asp di Agrigento, che ha illustrato “evidenze scientifiche, linee guida, limiti e potenzialità dell’efficacia analgesica nei protocolli terapeutici a base di cannabis” e Carlo Privitera che ha parlato del Progetto MediComm, che consente la teleassistenza per i pazienti trattati con fitocannabinoidi.

Nell’intervento di Valerio Cimino, farmacista esperto nelle normative riguardanti la cannabis, è stato sottolineato come, nell’allestimento di preparati galenici, “In Sicilia una delibera di Giunta affida la preparazione alla Asp e Ao ma è rimasta, di fatto, inapplicata per cui i malati siciliani devono affrontare spese elevate per potersi curare”. E auspica che, come avviene in Emilia o nel Bolzanino, si proceda alla “rimborsabilità delle preparazioni galeniche effettuate in farmacia”.

Giuseppe Bellavia, responsabile delle Farmacie ospedaliere dell’Asp di Agrigento, ha spiegato che le strutture pubbliche sono “in grado di preparare i farmaci a base di cannabis” ma che “i problemi riguardano soprattutto l’approvvigionamento, riguardo alle quantità limitate e alle procedure da snellire”. Anche Claudia Restivo, rappresentante siciliana della Lega Italiana contro il Dolore, ha sottolineato la necessità di reperire più facilmente la cannabis e soprattutto di renderla gratuita, superando così “lo scoglio dell’altissimo costo delle preparazioni” che impedisce ai pazienti siciliani affetti da dolore cronico di utilizzare una terapia “unanimemente considerata efficace”.

Ultima modifica: 21 aprile 2018