Ridisegniamo Favara. Non bisogna perdere altro tempo



Ridisegniamo Favara
Non bisogna perdere altro tempo ! e senza bisogno forse di aggiungere “nella legalità”, perché data la denuncia politica da tutti condivisa, lo slogan innovativo non può che necessariamente includerla, come base di partenza.
Uno slogan, “Ridisegniamo Favara”, che quattro anni fa, lanciato dalla Farm, tramite uno dei suoi più convinti responsabili, cioè il compianto Armando Giglia, ha dato uno scossone al tessuto sociale, determinando anche nuovi orientamenti politici finalizzati a volere seppellire decisamente il passato, con le sue perverse logiche e disastrose strategie amministrative, che sono sotto gli occhi di tutti.
E Favara, poco più di un anno fa, nel modo più civile che si possa immaginare, si è pronunciata massicciamente per il cambiamento. E’ interesse di tutti che tale cambiamento avvenga, in maniera decisa e magari graduale, ma senza nostalgie o peggio furbesche operazioni di intralcio, anche con presenze insolite di rilievo, di dubbia credibilità ed equivoche . Come pure ricompattamenti “miracolosi” da natura politico-elettorale, con occhio interessato alle prossime scadenze !
Favara deve essere ridisegnata dai favaresi ! e tutto si può tollerare tranne che passi il messaggio che nulla si possa fare di buono in questa martoriata città se non nell’illegalità. Il cammino verso il CAMBIAMENTO è un processo che non si può e non si deve fermare. E’ stato scritto che “ tutti noi siamo FARM CULTURAL PARK, nuova cultura, nuova Favara, nuova Sicilia, nuovo mondo che ama e vive la bellezza dell’arte della vita”. Bellissimo pensiero che a chi è più avanti, impone il dovere di aiutare chi è più indietro, con un percorso più lento che richiede intelligente comprensione, senza nociva intolleranza o peggio ancora aristocratico ed elitario disprezzo, fonte di liti di classismo sociale proprio di taluni regimi
Possibili errori, dato che nessuno è infallibile, devono essere civilmente riconosciuti e corretti, alla luce delle leggi esistenti e non di quelle che potranno e forse dovranno essere approvate da chi di competenza, e che saranno in vigore in futuro.
Gli organismi amministrativi e giudiziari devono attenersi, – (a Favara come altrove) – solo alle leggi attualmente in vigore.
E’ davvero giunto il momento di mettere da parte ogni polemica, ogni offesa gratuita ed inutile, ogni dietrologia, sospettando chissà quali complotti, per accusare altri di essere privi di “gusto artistico”, e diventare invece “perfetta fabbrica di perfidia”. Un clima che solo chi non conosce l’ambiente favarese, può così tentare di infangarlo! Piuttosto sarebbe assai meglio magari raccogliere invece qualche voce genuina che viene dal popolo più umile, che, con amarezza e magari errori sintattico-grammaticali di ogni genere, invita ad estendere il gusto artistico anche nel campo della legalità .. e pure come giustizia sociale ! Perché si tace “davanti a lavori a nero, orari di lavoro fuori dalla norma e dignità lesa… giovani che si spaccano la schiena mentre altri ci mettono la faccia per poi emigrare all’estero…. Dobbiamo dirlo che a Favara, terra di cambiamento, da questo punto di vista, non cambia proprio niente…”.
Considerazione amara che si legge sul social network più popolare e che merita sicuramente attenzione, soprattutto dai politici che si fanno avanti !
Personalmente credo che in tutti gli attori che devono risolvere la questione, Farm-Comune, tutti della stessa famiglia politica pentastellatata, in tutti sia insito nell’anelito a chiudere positivamente la questione nella legalità.
Forse è opportuno ritornare subito al documento concordato nella riunione del 3 agosto scorso, affrontando le “criticità” riscontrate, ognuno per la sua parte, sia Farm che Comune. E sarebbe un segnale positivo, una discussione franca sulla legalità da mettere in pratica , – (forse la prima volta che avviene a Favara !) – con una soluzione condivisa a livello amministrativo.
Senza perdere tempo ed inseguire chissà quali promesse, puntare alle leggi esistenti . Come scrive l’avv. Mimmo Russello, “Per ridisegnare Favara oggi abbiamo uno strumento normativo a disposizione, la legge regionale n. 13, del 10 luglio 2015, sul recupero e la valorizzazione dei centri storici, davvero interessante. Il Comune dovrebbe preparare uno studio del territorio e, tramite una propria relazione, da fare approvare in consiglio comunale, procedere alla classificazione delle diverse tipologie edilizie presenti in centro storico, per programmare e ridisegnare la nostra città futura. Questo studio è fondamentale per il recupero, la valorizzazione e lo sviluppo del centro storico”.
Diego Acquisto

Ultima modifica: 14 agosto 2017