Ricordato il 33esimo anniversario dell’uccisione dell’appuntato dei carabinieri Alfonso Principato

CANICATTI’.  E’ stata celebrata la ricorrenza del 33° anniversario dell’uccisione dell’Appuntato dell’Arma dei Carabinieri Alfonso Principato, Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria, assassinato il 15 aprile 1985 a seguito di conflitto a fuoco occorso in servizio nel territorio di Racalmuto.

Per la circostanza, alle ore 10.00 – presso il cimitero “Bonamorone” di Agrigento – è stata deposta una composizione floreale sulla tomba del militare vittima del dovere, alla presenza dei familiari e delle massime Autorità civili e militari provinciali.

Successivamente, alle ore 11.00 presso la Chiesa San Diego di Canicattì, è stata celebrata una Santa Messa da parte del Cappellano Militare della Legione Carabinieri “Sicilia” (Don Salvatore Falzone), unitamente al locale parroco (Don Salvatore Casà), alla quale hanno partecipato i familiari del Decorato (il fratello Giuseppe e le sorelle Concetta e Palma), il Comandante Provinciale dei Carabinieri (Tenente Colonnello Giovanni Pellegrino), il Prefetto (dott. Dario Caputo), il Vice Questore Vicario, il Sindaco di Canicattì, i Vertici degli Uffici Giudiziari di Agrigento, quelli delle Forze dell’Ordine locali, Magistrati in quiescenza ed altre Autorità civili e militari. Era presente anche una rappresentanza di circa 60 studenti di scuola media inferiore (Istituto Comprensivo “S. Gangitano”) e di scuola media superiore (Istituto Tecnico Commerciale per Geometri “G. Galilei”) di Canicattì e rappresentanze dell’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo delle Sezioni di Agrigento, Palma di Montechiaro e Santo Stefano Quisquina.

All’Appuntato Alfonso Principato fu tributata la Medaglia d’Oro al Valor Militare “alla memoria” con la seguente motivazione:

“Durante un servizio perlustrativo inseguiva tre malfattori che dopo aver consumato due rapine a mano armata, abbandonato il mezzo sul quale viaggiavano, cercavano di far perdere le proprie tracce con la fuga nei campi. Raggiunto, dopo reiterati conflitti a fuoco, uno dei rapinatori, mentre con determinazione e sprezzo del pericolo lo affrontava, veniva da questi mortalmente ferito. Fulgido esempio di elette virtù militari spinto fino al sacrificio della vita”.

Racalmuto (Ag), 15 aprile 1985

Ultima modifica: 16 aprile 2018

In questo articolo