Prove generali, ad Agrigento debuttano I promessi Sposi
luglio 27, 2010 by Redazione
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Gira la scenografia monumentale di Luciano Ricceri. Sul gigantesco palco ai piedi della Valle dei Templi di Agrigento si è conclusa la prova generale. Stasera il debutto ufficiale. Il fronte di 40 metri per un’altezza di 16 che ripropone il Duomo di Milano e’ stato testato nei minimi particolari.
Le prove generali dei Promessi Sposi di Michele Guardì e Pippo Flora, sono solo un piccolo assaggio di un appuntamento atteso, sopratutto, dopo il successo registrato il 18 giugno scorso allo stadio di San Siro, con oltre 20mila spettatori.
Guardi’ e Flora, entrambi agrigentini, spiegano la scelta di portare lo spettacolo nella valle dei templi come un gesto d’amore verso la loro terra: ”Qui e’ stata pensata e scritta l’opera – rivela il regista della Rai – nel corso delle vacanze estive. Il primo pezzo fu L’addio ai monti che scrivemmo di getto: io con un pezzo di carta e una penna in mano mentre Pippo accennava la musica sul suo pianoforte”. Per il compositore, amico fraterno di Guardi’, si tratta della realizzazione di un s
ogno: ”Abbiamo lavorato a questo progetto per 12 anni – racconta Pippo Flora, 78 anni – adesso finalmente e’ diventato realta’.
La prova generale ha consetito al regista agrigentino di ottimizzare lo spettecolo in questa nuova “location”. Ormai è tutto pronto per il grande evento che porterà ad Agrigento spettatori da ogni parte della Sicilia. (Copyright © foto AgrigentoOggi )
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mamma mia che bruttooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo
eri sera è apparso in prima serata tv il musical “I promessi sposi” di Guardì & Flora.
Già sin dall’inizio sono rimasto perplesso per tutte le comparse e gli attori che si muovevano a casaccio sulla scena, continuando per circa mezzora in una specie di babele con il solo scopo di stupire.
Nel proseguo, sia i personaggi che le canzoni presentate mi sono sembrate sciatte e sdolcinate. Gli attori, alcuni bravi, hanno fatto del loro meglio per supplire la mancanza di testi che potessero mostrare una nervatura portante.
Nulla m’è sembrato, da quanto visto, che potesse dare impulsi alla bellezza storica e drammatica delle pagine manzoniane.
Quello che mi ha lasciato per lo più disorientato è stato che la parte maggiore delle musiche sia stata affidata a gruppi vocali che, senza nulla togliere alla loro bravura e competenza , avevano il solo intento di spettacolizzare il dramma senza che gli autori tenessero in conto di avere in mano il più grande romanzo che l’Italia vanti.
D’altronde era prevedibile che lo spettacolo sarebbe stato un flop, visto che da parecchi anni, molto prima della sua uscita, veniva pubblicizzato attraverso “le corti delle tv” e grazie a “potenti mezzi” (si parla di 5/10 milioni di Euro) potendo contare anche sul beneplacito di autori di programmi di intrattenimento.
E’ inutile dire che una cosa è imbastire giochi televisivi e ben altra cosa è allestire un “musical” tratto dall’arte storica tenera e drammatica del carattere manzoniano.
Ci vuole talento e, in questo caso, il talento è mancato.
Infatti, prima di spegnere il televisore, ho avuto il tempo di assistere alla scena della bambina che porge la bambola alla Monaca di Monza, certo di parecchio effetto, ma che mi ha ricordato pari pari il melodramma della canzone “Balocchi e profumi.”
Ferdinando Giannone Critico letterario & musicale
Ho provato a vederlo con molta buona volonta’, pero’ quando ho sentito Don Rodrigo cantare la stessa canzone del gobbo di Notre Dame ,ho cambiato canale.Che pena! Ritornino pure a prendere in giro la gente con il camioncino dei Fatti Vostri.Di Riccardo Cocciante ce n’e'uno, tutti gli altri son nessuno.Saluti malscopiazzati da Silvana.