Poliziotti accerchiati da 8 persone per far scappare un sorvegliato: 4 arresti e 4 denunce



AGRIGENTO. Hanno fatto da scudo per far scappare un pregiudicato che non poteva stare in quel luogo. Quattro persone sono state arrestate dalla polizia di Agrigento ed altre 4 denunciate. Nel corso di un evento musicale presso il chiosco bar di via Artemide, gestito da Maurizio Camilleri di 41 anni, gli operatori di Polizia notavano nelle adiacenze del pub il figlio, Salvatore Camilleri, 21 anni in palese violazione delle prescrizioni della Sorveglianza Speciale con obbligo di soggiorno.

Alla vista dell’autovettura delle Forze dell’Ordine, il ragazzo tentava di rientrare in casa. Gli operatori, nell’immediatezza riuscivano a bloccare il soggetto nei pressi del portone d’ingresso; contestualmente l’inquilino dell’appartamento sito al piano terra, successivamente identificato per Salvatore Salamone di 35 anni, notando che gli agenti avevano bloccato Salvatore Camilleri, chiamava a gran voce gli astanti presenti presso il chiosco bar onde assicurare la fuga del sorvegliato speciale. Sul posto giungevano, correndo, una quindicina di persone.

Il portone d’ingresso di via Platone risultava aperto e Salvatore Camilleri, ponendo in essere una resistenza attiva, cercando di divincolarsi con violenza e tentando di colpire gli operanti, riusciva ad entrare all’interno dell’androne. Nello stesso momento riuscivano ad accedere all’interno gli astanti, precedentemente chiamati in aiuto da Salamone. L’uomo si frapponeva tra il figlio Salvatore e gli operanti, spintonandoli con violenza. Gli altri soggetti, postisi alle spalle del personale intervenuto, ponevano in essere atti di violenza diretta nei confronti degli stessi in quanto li colpivano con calci, pugni e violenti spintoni, il tutto al fine di lasciar fuggire Salvatore Camilleri. Gli aggressori, durante le fasi sopracitate, proferivano frasi minacciose nei confronti del personale intervenuto oltre che ingiurie ed offese di vario genere.

In seguito all’azione violenta, l’uomo riusciva a divincolarsi e si rifugiava nel suo appartamento di via Platone al secondo piano; affacciatosi al balcone continuava a proferire frasi irriguardose e minacciose nei confronti degli operatori di Polizia che già in passato avevano effettuato numerose operazioni a suo carico.

Alcuni astanti, di cui due successivamente identificati per Calogero Prinzivalli, agrigentino di 35 anni e Calogero Salamone di 51 anni suggerivano a Salvatore Camilleri di darsi alla fuga e si ponevano a protezione dello stesso. Il sorvegliato speciale abbandonava la propria abitazione e si dava a repentina fuga in direzione di via Artemide, riuscendo a far perdere le proprie tracce. Durante gli accadimenti si notava Angela Melilli, agrigentina di 28 anni avvicinarsi all’autovettura di servizio con colori d’istituto, Fiat Bravo targata H8058 e colpirla con un calcio, provocando una evidente ammaccatura. Con l’ausilio di altro personale giunto sul posto e la fattiva collaborazione dell’Arma dei Carabinieri, i soggetti che si erano resi protagonisti di azioni costituenti reato, venivano condotti negli Uffici dell’UPG e SP. Dopo le formalità di rito, CAMILLERI Maurizio nato ad Agrigento il 05.12.1977, MODICA Calogero nato ad Agrigento il 09.11.1983, ALONGI Alfonso nato ad Agrigento il 05.01.1996 e SALAMONE Salvatore nato ad Agrigento il 17.02.1987 venivano tratti in arresto e giusta disposizione dell’A.G. sottoposti agli arresti domiciliari, poiché indagati per favoreggiamento personale, resistenza violenza minacce e lesioni a P.U.; PR1NZIVALLI Calogero nato ad Agrigento il 14.04.1983 e SALAMONE Calogero nato ad Agrigento il 16.09.1967 venivano segnalati in stato di libertà per il reato di favoreggiamento personale e MELILLI Angela nata ad Agrigento il 04.06.1990 veniva segnalata in stato di libertà per il reato di danneggiamento aggravato. Infine CAMILLERI Salvatore nato ad Agrigento il 06/07/1997, ad oggi irreperibile, è stato segnalato in stato di libertà per i reati di resistenza violenza minacce e lesioni a P.U nonché per inosservanza delle prescrizioni della sorveglianza speciale. Due degli operatori intervenuti hanno riportato ferite ed escoriazioni agli arti, guaribili in 2 e 3 giorni.

Ultima modifica: 18 luglio 2018



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