Politiche 2018: fatte le liste, restano i malpancismi



Politiche 2018

Qualche riflessione sulle liste elettorali

Mentre i partiti si muovono nel buio, scendono in campo anche i professionisti avvocati, giornalisti, medici e accademici. Firetto invece punta tutto su Agrigento 2020. 

Dal Teatro Eliseo di Roma il Pd lancia la campagna elettorale con in candidati. Subito l’attacco duro al leader del M5s Di Maio. A portarlo il segretario dem Renzi: «Di Maio risponderà di quanto ha detto in tribunale, se è un uomo e rinuncia all’immunità». «Accusarci di prendere voti mafiosi è assurdo» ha poi detto Renzi all’assemblea.

Il botta e risposta tra Luigi Di Maio e Matteo Renzi sugli “impresentabili” è solo uno dei momenti di una campagna elettorale povera d’idee e proposte cominciata sulla base di liste elettorali i cui malumori dentro Forza Italia e in tutti gli altri movimenti e partiti fanno ancora discutere.

Non si era mai determinata un’indignazione così forte sulle liste elettorali nella storia della Repubblica, un’indignazione che si estende da un capo all’altro dello stivale ma che certamente nei collegi del nostro territorio è stata ancora più eclatante e generalizzata.

Tutti i partiti e gli schieramenti sono attraversati da polemiche e malpancismi, attivisti e simpatizzanti sull’orlo di una crisi di nervi.

Il Partito democratico subisce un ammutinamento dei circoli senza precedenti con ripetute dimissioni che neanche il “caso Alessi” (primarie con Forza Italia) aveva provocato.

Gli ex democristiani ormai sono considerati “padroni indiscussi” del partito di Renzi.

“Moriremo democristiani” diceva Massimo Cacciari ma si chiedeva soprattutto di che democristiani moriremo. Certamente non di buoni democristiani se di quel partito vengono mutuate le peggiori prassi feudali con la trasmissione parentale dei candidati.

Malpancismi anche in Forza Italia, totalmente appaltata a interessi slegati dal territorio con logiche colonizzatrici in totale disprezzo degli elettori.

In lista ci troviamo figli di ex senatori, di ex deputati, mogli o compagne di attuali esponenti di governo, oppure volti noti dello spettacolo, privi di formazione politica e competenze specifiche delle quali le assemblee parlamentari non avvertono bisogno.

Il Movimento 5stelle si nasconde dietro volti giovani dalle facce pulite.  “Siamo gli unici che hanno fatto votare gli iscritti” hanno orgogliosamente annunciato i dirigenti pentastellati. Quando però si è chiesto loro in quanti avessero votato, il simpatico Di Battista ha risposto che il dato non aveva nessuna importanza e dunque non veniva svelato. E’ la dichiarazione più singolare che si è sentita ma in fondo nemmeno la più sgradevole.

Assistiamo inermi a una tornata elettorale in cui i partiti si muovono nel buio a proposito dei collegi enormemente allargati nell’uninominale e del tutto nuovi per i listini proporzionali. Scendono in campo anche i professionisti, avvocati, giornalisti, medici, accademici. Sono molti i nomi alle elezioni che arrivano alla politica da categorie professionali. È la moda del “candidato esterno”, abbracciata anche dal Movimento 5 Stelle.

Il grande assente è Calogero Firetto. Rimane per il sindaco di Agrigento il rammarico di non essersi potuto candidare (Avrebbe dovuto cessare la funzione di sindaco almeno 180 giorni prima della data di scadenza naturale del quinquennio di durata del Parlamento). Il primo cittadino però è impegnatissimo su un’altra candidatura. Sta scommettendo tutto su Agrigento2020. Se dovesse fallire non osiamo immaginare quali scenari dovessero aprirsi anche se la data più importante per lui rimane il 28 febbraio. In quella circostanza la Corte dei Conti dovrà pronunciarsi sul default del Comune di Porto Empedocle che ha amministrato fino al 2014. Sono stati chiesti un milione di danni e l’interdizione dall’attuale carica.

Ritornando alle candidature per le parlamentari, tra i volti “nuovi” troviamo Michele Sodano (M5S), Giuseppe Sodano, figlio dell’ex sindaco di Agrigento, Calogero Sodano, in lista nel PD (Tutti i candidati). Candidato per tutta la coalizione centrodestra, nel collegio uninominale della Camera, è l’agrigentino Calogero Pisano. Il 36enne, del partito Fratelli d’Italia è stato consigliere comunale di Agrigento.

Capolista nel plurinominale alla Camera, nel collegio di Agrigento è Giusi Bartolozzi. Il magistrato è nata a Gela, ma è cresciuta a Licata. Sarà lei la capolista nel collegio di Agrigento per Forza Italia, seguita da Marcello Fattori.

 

Diminuiti però i magistrati che si candidano. Nessun pm, nessuno impegnato in processi mediaticamente significativi è in lizza.  Partito per partito, chi ha vinto e chi ha perso nel gioco delle liste lo sapremo il 5 marzo (l’indomani il voto del 4 ndr). Mentre le singolar tenzoni che certe volte vale più delle urne, continua in tv, attendiamo di conoscere chi si è spaventato ma ce l’ha fatta e chi si è indignato perché non ce l’ha fatta eludendo di ammettere i propri errori. (DV)

Ultima modifica: 7 febbraio 2018