Piano Casa in Sicilia si ritorna al passato

ottobre 7, 2009 by admin  
Filed under Cultura e Società

mercato-immobiliareScritto dall’Ing. Giuseppe Vecchio: Sarebbe un grave errore il ritiro del piano casa in Sicilia. Le conseguenze disastrose per l’economia siciliana sarebbero un blocco della ripresa economica nel settore dell’edilizia con perdita continua di posti di lavoro e aumento della disoccupazione già oggi arrivata ormai a livelli insostenibili.
Il ritiro del piano casa infatti comporterebbe un allungamento a dismisura dei tempi di un’eventuale nuova scrittura ed approvazione a causa del ritorno in giunta, poi in commissione ed infine nuovamente in aula.
Oggi il piano casa era già arrivato in Commissione, si potrebbe semplicemente aggiungere un emendamento che esclude dal piano le abitazioni sanate senza generalizzare però, ora vedremo il perché, e quelle situate in zone a rischio geologico o cmq strutturalmente vetuste e quindi non adeguate da un punto di vista sismico.
Riguardo alle abitazioni sanate bisognerebbe escludere solamente quelle situate in zone a rischio geologico (idrogeologico, frane, smottamenti ecc..) già individuate in quasi tutto il territorio italiano mentre si potrebbero lasciare quelle che hanno già ottenuto una sanatoria e che nn si trovano in zone “a rischio”.
Per chi invece ha la casa in zone a rischio geologico bisognerebbe estendere gli incentivi del piano casa a quei proprietari che decidono di ricostruirsi la casa in zone sicure dello stesso Comune e non necessariamente limitrofe come nella prima versione del piano.
Il Piano casa è una grande occasione di sviluppo per l’economia regionale ed è un’occasione che non va persa, anzi la lezione che ci da quanto successo nel messinese deve essere quella di sollecitare una sua approvazione utilizzandolo per risolvere anche i problemi delle costruzioni nelle zone a rischio e non ritirando una legge e aspettando chissà quanti altri anni per l’approvazione di una nuova.
La Natura ha tempi molto piu brevi della legislazione e burocraziona regionale e comunale, vogliamo aspettare altre dimostrazioni prima di fare qualcosa di concreto?

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Comments

3 Responses to “Piano Casa in Sicilia si ritorna al passato”
  1. fabio fabio scrive:

    Ma fatemi il piacere!
    Quale danno economico..
    Perchè invece non si pensa a recuperare il centro storico attuando l’art.33 della legge finanziaria regionale.
    La cementificazione illimitata è un errore abnorme che non si vuole comprendere
    Io non capisco perchè se costruisci una nuova struttura la regione ti aiuta col mutuo. Se invece intendi recuperare un vecchio stabile, ubicato sicuramente in zone non rischio, ma che col temp a causa dell’abbandono arreca un dano sociale, la regione ti prende in giro normativamente, ma di fatto non ti dà un bel niente!

  2. Ing. Giuseppe Vecchio Ing. Giuseppe Vecchio scrive:

    Io invece penso che una cosa non escluda l’altra. E’ normale che il piano casa non può prevedere ampliamenti nei centri storici considerando che spesso si tratta di agglomerati già saturi di abitazioni e con pochi spazi liberi.
    Il senso del piano casa secondo me dovrebbe essere anche quello di ricostruire in zone non soggette al rischio geologico con tecniche d’avanguardia di bioedilizia ed antisismiche.
    Per i centri storici sono già previste diverse misure in molti comuni di tutta Italia ed agevolazioni per i privati che intendano ristrutturare la propria abitazione.
    Riguardo ad Agrigento è già in vigore il Piano particolareggiato del centro storico, ed al piu presto usciranno bandi anche per il finanziamento delle ristrutturazioni in centro storico.
    Infine non si pone nemmeno il problema della cementificazione illimitata in quanto si potrebbero ampliare del 20% edifici già esistenti quindi senza consumo di nuovo territorio e nel caso della demolizione e ricostruzione si eliminirebbero quelle case costruite ad esempio in zone franose o nei bacini idrografici di fiumi e torrenti, tipo giampilieri o scaletta zanclea per intenderci, e si ricostruirebbero in zone piu idonee nell’ambito dello stesso Comune e previste nei rispettivi piani regolatori.
    Infine i vantaggi per l’economia sarebbero innegabili sbloccando finalmente un settore in crisi come quello dell’edilizia e dando nuovi posti di lavoro a tanta gente, permettendo a tante famiglie di migliorare il proprio tenore di vita.

  3. Giada A. Giada A. scrive:

    Ma allora siamo praticamente colleghi :P che bello come sono contenta
    in merito all’articolo, c’è da dire che sicuramente , se i piami regolatori partissero proprio da ciò che dici tu, ossia migliorare il tenore di vita, allora sarebbe tutto diverso sono anche io per la ricostruzione in zone a rischio inferiore, sai?

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