Pensando al famoso 31 ottobre 1517 di Diego Acquisto



Cioè all’inizio della Riforma, adesso nella promettente “avventura” dell’ecumenismo dell’incontro. Quanto più si avvicina tale data, tanto più mi ritorna in mente, quello che ha detto nei giorni scorsi Papa Francesco nella ricorrenza dei 25 anni dalla firma della Costituzione Apostolica “Fidei Depositum”. E cioè che “la dottrina non si conserva in naftalina senza farla progredire”, perché – ha spiegato – “la Parola di Dio è una realtà dinamica, sempre viva, che progredisce e cresce perché è tesa verso un compimento che gli uomini non possono fermare”. Un dinamismo della “Parola” che ci viene quasi plasticamente mostrato in questi giorni in cui siamo richiamati a ricordare quello che si è verificato esattamente 500 anni fa, con quell’ evento-simbolo che ha sconvolto e stravolto non solo la storia della Chiesa, ma della stessa Europa. Cioè l’inizio della Riforma protestante con l’affissione sulla porta della Cattedrale di Wittenberg, da parte di Martin Lutero, un Padre agostiniano, dottore in teologia, di un elenco di 99 tesi sulla questione delle indulgenze , offrendosi di sostenerle contro chiunque in pubblica disputa. Un argomento molto caldo e sentito allora quello delle indulgenze che metteva in discussione alcuni principi di fede allora giudicati intangibili, ma che ne includeva tanti altri e non solo di carattere squisitamente teologico. Intanto si scontrava con tanta superficialità spirituale, accompagnata da rozzezza culturale, interessata unicamente a fare cassa. Non indifferente poi , anzi decisamente rilevante il carattere politico-economico di tutta la questione. Cosa che portava a valutare Lutero (1483-1546), come un vero eroe della coscienza morale offesa, la cui voce si voleva mettere a tacere perché oltre a turbare gravemente l’ordine costituito, disturbava la cuccagna di tanti potenti corrotti, sia laici che ecclesiastici anche ai più alti livelli. Adesso a 500 anni di distanza tutto si valuta in modo diverso ed il dinamismo della Parola ha contribuito a trovare punti di convergenza che prima sarebbe stato umanamente impossibile ipotizzare. Tanto per fare un esempio! volendo la Chiesa Cattolica, in opposizione alla Riforma, riaffermare la verità del sacerdozio ministeriale con il sacramento dell’Ordine, per un lungo periodo è stato trascurata la verità del sacerdozio “regale”, tanto cara ai seguaci di Lutero; sacerdozio comune che coinvolge tutti i battezzati in forza del battesimo. Così ad esempio alla domanda “Chi celebra la Messa?”, anche oggi a molti cattolici viene spontanea la risposta: “Il sacerdote”! Ma il Catechismo della Chiesa Cattolica risponde diversamente e dice : “La comunità dei battezzati” (n. 1141)! E questa non è una novità del Concilio Vaticano II (1962-1965), perché il battezzato non è un semplice simpatizzante di Cristo, e quindi un semplice spettatore nei sacri riti e specialmente nella Messa. Il cristiano partecipa alla stessa missione profetica, sacerdotale e regale di Cristo. In altre parole, i battezzati sono chiamati ad offrire la propria vita in sacrificio. Un’ottica nuova che accomuna la visione di Chiesa di quanti si professano cristiani, come cattolici e luterani. Si tratta solo di un piccolo ma significativo esempio, che però ci fa capire il senso con cui la ricorrenza del prossimo 31 ottobre va celebrata, nell’ottica del dinamismo di quella Parola a cui bisogna essere docili, secondo l’insegnamento di Papa Francesco, che come vescovo di Roma esercita quel “ministero petrino”, per cui lo stesso Gesù ha pregato, assicurando quella fede che non verrà mai meno per confermare i fratelli nella vera fede. Nello spirito del cammino ecumenico verso la riconciliazione, cattolici e luterani, eliminando tanti discutibili comportamenti del passato soprattutto remoto, spinti dall’amore di cristo, si incontrano, si confrontano, pregano assieme, riflettono, dialogano. Ed in questa ottica apprezziamo gli sforzi compiuti e cogliamo lo spirito della Dichiarazione congiunta che Papa Francesco e il Vescovo Munib Younan, presidente della Federazione luterana mondiale (Flm) hanno firmato il 31 ottobre dell’anno scorso, a Lund, in occasione della preghiera ecumenica, in cui luterani e cattolici hanno commemorato insieme la Riforma ed iniziato l’anno giubilare. Perciò, così testualmente si legge nella Dichiarazione: “Mentre il passato non può essere cambiato, la memoria e il modo di fare memoria possono essere trasformati. Ci impegniamo a crescere ulteriormente nella comunione radicata nel battesimo, cercando di rimuovere i rimanenti ostacoli che ci impediscono di raggiungere la piena unità”. Non solo ! concretamente viene pure lanciato un appello “a tutte le parrocchie e comunità luterane e cattoliche, perché siano coraggiose e creative, gioiose e piene di speranza nel loro impegno a continuare la grande avventura che ci aspetta”. Cioè l’ecumenismo dell’incontro, senza forzature, impazienze e quant’altro che possa ostacolare il dinamismo della Parola.

Diego Acquisto

Ultima modifica: 26 ottobre 2017