Comincia male il cammino del neo sindaco di Palma di Montechiaro. Notificato dai carabinieri un avviso di garanzia nella mattinata odierna. I militari dell’arma, sezione di polizia giudiziaria della Procura della Repubblica presso il tribunale di Agrigento, hanno notificato al sindaco Stefano Castellino, un avviso di garanzia emesso dalla suddetta autorita’ giudiziaria per i reati di cui agli articoli 479 – 323 – 328 del codice penale. La vicenda giudiziaria riguarda la mancata demolizione di alcuni immobili abusivi ubicati nel territorio di Palma di Montechiaro, che dovevano obbligatoriamente essere demoliti.

Intanto non ci sta e ribadisce: “Sono un uomo dello Stato è vero, ma sono anche un uomo del popolo. Qui ci sono problemi che si trascinano da circa 30 anni”.  “La Procura- ha proseguito Castellino- fa bene a fare il suo lavoro e giorno 18 mi presenterò per chiarire la mia posizione. Non accetto moralità da parte di nessuno però. In questi mesi ho cercato di far coniugare i principi di giustizia e legalità, ma non posso accettare che lo Stato diventi vessatorio”.

Lo scorso 7 agosto, Castellino aveva scritto al Prefetto Nicola Diomede e al procuratore capo Luigi Patronaggio revocando il protocollo d’intesa sottoscritto con la Procura.

“Demolire a macchia di leopardo, indiscriminatamente, non è foriero della rinaturalizzazione dell’area e- sottolineava il sindaco di Palma- può creare un aggravio delle problematiche ambientali. Senza dire che resta intollerabile socialmente assistere alle demolizioni delle abitazioni e, contestualmente, alla volontà di autorizzare villaggi turistici nella stessa fascia di rispetto. E’ ferma la volontà di procedere alle demolizioni degli abusi che insistono sul territorio comunale di nostra competenza ma non seguendo il mero e freddo ordine cronologico, come convenuto con un protocollo di intesa che consideriamo inefficace e, di fatto, revocato”.

Secondo Castellino si doveva seguire una precisa “scaletta” di demolizioni. Partire dagli  immobili di rilevante impatto ambientale o costruiti su area demaniale o in zona soggetta a vincolo ambientale e paesaggistico o a vincolo sismico o a vincolo idrogeologico o a vincolo archeologico o storico-artistico; proseguire poi con quegli immobili che per qualunque motivo costituiscono pericolo per la pubblica e privata incolumità e infine abbattere gli immobili che sono nella disponibilità di soggetti condannati per 416bis.

Ultima modifica: 12 ottobre 2017