Ondata di freddo innesca Uragano: nascerà in Sicilia



Temperatura in picchiata e nuova ondata di freddo in arrivo in Sicilia. E’ arrivata la prima irruzione fredda della stagione, con temperature decisamente al di sotto della media. Ma le giornate più fredde dovrebbero essere già passate. A generarle l’ondata di gelo proveniente dalla penisola Scandinava.

Le temperature crolleranno di oltre 10°C in tutt’Italia rispetto al clima del weekend, che sarà comunque tipicamente autunnale. Il freddo più intenso sarà al Nord, dove avremo nevicate fino a quote molto basse ed intense gelate sulle Alpi dove la neve cadrà persino nei fondovalle.

Al sud, in particolare in Sicilia: l’arrivo delle correnti gelide, comporterà la formazione di quello che gli esperti chiamano “Uragano Mediterraneo“. Si tratta di un vortice di vento ed acqua che imperverserà nella zona  del  Tirreno meridionale, attraversando gran parte della Sicilia per attestarsi nella zona di mare compresa tra CampaniaCalabria e Sardegna. Il fenomeno atmosferico non sorprende più di tanto i meteorologi (è il terzo dall’inizio dell’autunno): l’estate 2017, infatti, è stata molto calda ed anche i due mesi di autunno finora passati hanno presentato delle temperature al di sopra della media, dunque è normale che l’arrivo di correnti molto fredde generi fenomeni atmosferici di questa entità.

In queste ore l’uragano si trova a largo delle coste della Libia e della Tunisia, dove sta causando diversi problemi alle popolazioni locali. Ciò che preoccupa è che nei prossimi giorni  dovrebbe guadagnare ulteriore forza, proprio durante il passaggio tra GreciaMalta e Sicilia, con il rischio che possa causare conseguenze catastrofiche. Per questo motivo i vari comuni siciliani hanno diramato l’allerta meteo e stabilito la cessazione delle attività scolastiche nei prossimi giorni. La tempesta dovrebbe finire la circumnavigazione dell’Isola giovedì 16 novembre.

Uragano Mediterraneo. Si chiama così. Ed è l’evoluzione del maltempo della settimana entrante, scatenata dalla prima irruzione fredda della stagione: già da stasera le correnti provenienti dalla Scandinavia faranno crollare le temperature sulle Alpi, e il fronte freddo nella notte “conquisterà” tutto il Nord, “tuffandosi” anche nel Mediterraneo tramite la Valle del Rodano e raggiungendo velocemente la Sardegna accompagnato da forti venti di maestrale.

Le regioni particolarmente interessate sono quelle di Calabria e Sicilia nelle quali si sono registrati fenomeni a carattere temporalesco anche di forte intensità che hanno causato diverse situazioni di criticità. Viabilità rallentata lungo le zone costiere a causa di alcuni incidenti stradali che hanno visto l’intervento dei Vigili de Fuoco. Una situazione che non sembra migliorare anche alla luce delle previsioni formulate dagli esperti per la nuova settimana, dove l’uragano mediterraneo continuerà a farla da padrona .

La tempesta si formerà Martedì 14 Novembre nel basso Tirreno, e inizierà a ruotare molto lentamente intorno alla Sicilia, completando la totale “circumnavigazione” dell’isola dopo due giorni, cioè Giovedì 16 Novembre. E saranno giornate terribili per il maltempo che colpirà tutto il Sud, soprattutto le Regioni Adriatiche (Abruzzo, Molise e Puglia) e quelle meridionali (Basilicata, Campania, Calabria e Sicilia). I fenomeni più violenti colpiranno proprio Puglia, Calabria e Sicilia, con violenti temporali in risalita da sud/est nella giornata di Martedì, e poi piogge cicloniche molto intense nei due giorni successivi, Mercoledì 15 e Giovedì 16. Soltanto Venerdì 17 avremo un miglioramento delle condizioni del tempo, mentre la tempesta si allontanerà verso est sul mar Jonio senza però perdere forza. Nel weekend si abbatterà con violenza dapprima, Sabato 18, in Grecia, tra l’isola di Creta e il Peloponneso meridionale, provocando piogge torrenziali e venti impetuosi; successivamente, Domenica 19, colpirà la Turchia e le isole del mar Egeo, anche in questo caso con fenomeni violentissimi.

Nei prossimi giorni, quindi, massima attenzione a quello che succederà al Sud. E’ elevatissimo il rischio di fenomeni atmosferici avversi di pesante entità.

FOTO ALDO LAURICELLA

Ultima modifica: 14 novembre 2017