Omicidio del marmista Miceli, nuovi controlli sul luogo del delitto



Saranno eseguiti nuovi accertamenti alla ricerca di impronte, tracce o altro che possa contribuire alle indagini sull’omicidio del marmista Giuseppe Miceli,  67 anni trovato cadavere il 7 dicembre dl 2016 a Cattolica Eraclea. Ad essere passati al setaccio, gli oggetti contundenti che sarebbero stati utilizzati per uccidere l’uomo. 

I nuovi accertamenti sono stati richiesti dalla difesa e riguarderanno un booster e un piatto di marmo, ritenuti dagli investigatori gli oggetti con i quali è stato compiuto l’assassinio.

Unico imputato del delitto è Gaetano Sciortino, 53 anni, anche lui di Cattolica Eraclea, che nelle settimane passate è stato sottoposto ad un esame antropometrico.  Ad effettuarlo, il biologo universitario Gregorio Sedita, nominato dalla famiglia dell’accusato, che ha compiuto un “particolare” accertamento sul piede del 53nne, recluso al carcere agrigentino da alcuni mesi dopo che le indagini della Procura della Repubblica di Agrigento lo hanno indicato come responsabile dell’assassinio del marmista cattolicese.

L’esame è stato effettuato attraverso la l’esatta misurazione del piede per effettuare il confronto con quanto rilevato dai carabinieri che rinvennero la scarpa.

 

Ultima modifica: 23 febbraio 2018