21052012

Nuove tariffe idriche, intervento di Forza Sud

Da sempre sensibile ai problemi del territorio, Grande Sud si fa interprete del malcontento serpeggiante tra i cittadini in merito alla nuova tariffazione proposta da Girgenti Acque s.p.a. relativa al servizio idrico, assumendo posizioni precise, alternative e propositive.  Alcuni punti della convenzione stipulata nel 2007 tra l’ATO Idrico e Girgenti Acque s.p.a. risultano poco chiari e, pertanto, si chiede al Comune di Agrigento una risposta immediata ed esaustiva a quesiti ben precisi:

1) Come mai la Carta dei Servizi e il Regolamento per l’Utenza, strumenti indispensabili per verificare gli elementi che incidono sull’abbassamento o innalzamento delle tariffe, sono stati approvati solo ora nonostante l’ente gestore dovesse predisporli entro sei mesi dalla sottoscrizione della convenzione?
2) E’ stato predisposta la certificazione del sistema di qualità, cosi come previsto nella convenzione, al fine di  ottimizzare il ciclo di gestione con abbassamento della tariffa?
3) Considerato che nella formulazione della tariffa si applica il metodo normalizzato che contiene anche le perdite da monte a valle della rete idrica, sono stati attuati gli interventi ritenuti prioritari nella convenzione quali: riqualificazione e/o rifacimento delle reti necessari ed urgenti, istallazione / sostituzione dei contatori?
4) Quali misure sono state adottate per fronteggiare i mancati incassi dovuti all’evasione?
Il Coordinamento Provinciale di Grande Sud, tramite l’avv. Barbara Garascia e l’Ing. Marco Mantisi, osserva  “abbiamo proceduto ad un’accurata disamina della nuova proposta di tariffazione da cui è emersa una suddivisione in 4 fasce di consumo; nulla però viene specificato in merito ai criteri adottati per individuarle né si rilevano elementi che consentano di ritenere tutelato il diritto dei cittadini alla fruizione di un bene primario. In ogni caso, riteniamo che la tariffazione proposta da Girgenti Acque rappresenti un ulteriore aggravio di spesa (circa € 100,00) su bollette già onerose.

Da una statistica nazionale, considerando che il consumo medio giornaliero di una persona è di circa 65 mc/annui (se si utilizza l’acqua con parsimonia), nella prima fascia (da o a 80) potrebbe collocarsi un nucleo familiare composto da una sola persona;

Una famiglia di tre persone con un consumo medio stimato in 195 mc/annui (sempre con uso parsimonioso) rientrerà per il 25 % nella quarta fascia con un parametro di 2,7955 €/ mc. La famiglia media italiana (marito, moglie e due figli) rientrerebbe interamente nella 4 fascia per più di 100 mc/annui con un costo di 2,7955 €/mc.

 

 

Va sottolineato che con queste 4 fasce la tariffa media non verrebbe ad essere di 1,55 €/mc come stabilito nella convenzione ma di circa 1,90 €/mc.

La nostra proposta, rispettosa dei parametri fissati nella convenzione, intervenendo soltanto sulla distribuzione del consumo per fascia dei residenti, lungi dal determinare un sovraccarico per il cittadino, garantirebbe un risparmio reale medio a famiglia.

Il nostro partito, consapevole della gravità della crisi economica che stiamo vivendo,  propone inoltre, per supportare ulteriormente le fasce deboli, di far rientrare nel primo scaglione i nuclei familiari percettori di un solo reddito derivante unicamente da: pensione sociale o pensione di reversibilità.

Per le famiglie definite numerose (con più di 3 figli a carico), con reddito complessivo inferiore a   € 15.000,00 e per i nuclei familiari in cui vi siano gravi disabilità (L. 104/92) privi di indennità di accompagnamento e con reddito complessivo inferiore a € 12.000,00 si propone di ricomprenderli nella seconda fascia.

Ed ancora, riteniamo che, qualora si volesse mantenere la tariffazione col metodo pro die, bisognerebbe prevedere il conguaglio annuale sui costi riferiti all’intero anno.

Le proposte succitate sono riferite allo stato attuale normativo e di affidamento di gestione con l’attuale convenzione, ma siamo convinti che sia sicuramente auspicabile un ritorno alle tariffe del 2005 democraticamente deliberate. Per un ulteriore abbattimento delle tariffe sarebbe necessario un rientro dei costi razionalizzando: l’uso dei locali (sfruttando locali comunali offerti gratuitamente e dismettendo quelli in locazione che si appalesano superflui); le spese di rappresentanza, le spese per i consigli di amministrazione, e potenziando con accertamenti sul territorio la lotta all’evasione.

Infine, reputiamo un’evidente ingiustizia che gli ATO, come già verificatosi con la TIA negli anni passati, richiedano atti e documenti in prossimità del compimento del periodo di prescrizione. Non si capisce perché tali richieste avvengano a distanza di anni dall’inizio della gestione del servizio e abbiano ad oggetto documenti di cui la P.A. è già in possesso. L’osservazione, a nostro avviso pertinente, pone l’accento sul fatto che da siffatta impropria consuetudine procedurale scattano per il  cittadino pretese sanzionatorie pesanti ed ulteriori onerosità, da cui potrebbe discendere anche un indebito arricchimento per la P.A. a danno ulteriore dei cittadini.

Non sarebbe il caso di esercitare un controllo più pregnante da parte degli organi amministrativi preposti per far si che trovi attuazione il principio di efficienza della P.A.? In uno stato equo non tutte le colpe possono ricadere sui cittadini.

Vista l’improcrastinabilità degli interventi da attuare, contiamo di incontrare al più presto il Presidente della Provincia di Agrigento, che ha mostrato ampia disponibilità per la risoluzione della problematica, così da sottoporgli le nostre proposte”.

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