SALUTE e RICERCA
Nuove speranze per la cura
Della malattia di Alzheimer
Di Leonardo Guida
I ricercatori dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” di Milano, hanno individuato una possibile strategia terapeutica innovativa per il trattamento della malattia di Alzheimer.
La ricerca, pubblicata sul prestigioso Journal of Biological Chemistry, ha evidenziato il ruolo chiave di un particolare enzima, denominato JNK, dimostrando il suo coinvolgimento nella generazione e nella progressione dell’Alzheimer.
Tale enzima JNK – è stato dimostrato – agisce su due proteine alla base della neurodegenerazione cellulare:
la proteina Amiloide – riportiamo integralmente dal Journal –responsabile della formazione delle specie neurotossiche e la proteina Tau, responsabile dei grovigli neuro-fibrillari.
“Partendo da questa scoperta – spiega Tiziana Borsello, del Dipartimento Neuroscienze dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” – abbiamo messo a punto e somministrato il primo trattamento cronico su un topo affetto da Alzheimer.
L’inibitore somministrato, il D-JNKI1, si è dimostrato in grado di prevenire l’azione degenerativa provocata dall’enzima JNK su entrambi i markers ( il marker, ch’è sostanzialmente proteico, può essere di ogni natura; viene usato in biologia per indicare, soprattutto, una molecola che identifica la presenza di un determinato tessuto: quest’ultimo è un insieme di cellule associate per funzione).
Il trattamento cronico con D-JNKI1, somministrato in una fase conclamata della malattia – continua Tiziana Borsello – è stato in grado di annullare completamente i deficit cognitivi e le alterazioni elettrofisiologiche ( perdita di memoria caratteristica della malattia), senza effetti collaterali rilevanti”.
“Il trattamento effettuato sui topi – conclude Tiziana Borsello – ha notevolissime implicazioni cliniche e apre nuove speranze per lo sviluppo dei farmaci in grado di curare la malattia di Alzheimer”.
Chiunque desiderasse ulteriori notizie o indirizzi dei ricercatori citati, può rivolgersi alla nostra redazione che avrà cura di contattare chi scrive.
La notizia, datata novembre 2011, la riprendiamo e la diffondiamo per dare speranza di cura, in un futuro, si spera, non molto lontano, a chi ne fosse interessato.
Leonardo Guida





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