Il neo-pentito Quaranta a ruota libera: depositate altre 50 pagine di verbali



Altre cinquanta pagine di verbali, con parecchi omissis, e dodici ore di ininterrotto interrogatorio.

Giuseppe Quaranta, il neo pentito favarese arrestato nel corso dell’operazione “Montagna, non si ferma più. Parla, parla, accusa e indica nomi e cognomi. Uno per uno, gravandoli di responsabilità penali.

I verbali nuovi sono stati depositati dal sostituto procuratore della Repubblica di Palermo – Direzione distrettuale antimafia – nei vari processi originati dagli arrestati che hanno fatto ricorso davanti al Tribunale del Riesame.

Nella cinquantina di pagine sottoscritte da Quaranta si fa riferimento soprattutto al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti, attività per la quale lo stesso Quaranta si è assunto numerose e pesanti responsabilità penali chiamando in causa anche il raffadalese Robertto Lampasona, il capo mafia di Santa Elisabetta, Francesco Fragapane e l’aderente alle ndrine calabresi Vincenzo Politanò.

Intanto, il Tribunale del Riesame di Palermo, in parziale accoglimento del ricorso proposto dai difensori avvocati Bonsignore e Porcello, ha escluso per Gerlando e Stefano Valenti, entrambi arrestati nel contesto dell’operazione antimafia “Montagna”  la sussistenza dei gravi indizi per i reati-fine, nello specifico estorsioni e intestazione fittizia di società, confermando l’ordinanza per il reato di 416 bis.

Reato confermato dal nuovo collaboratore di giustizia Giuseppe Quaranta che li ha additati come facenti parte di Cosa nostra.

Oggi hanno discusso il riesame per Vincenzo Valenti, figlio di Stefano che risponde di intestazione fittizia di beni. A breve si conoscerà la decisione dei giudici.

 

Ultima modifica: 14 febbraio 2018