Il momento non si presta certo alle battute da bar.
Eppure le “sentenze” dei ministri tecnici del governo Monti, continuano ad essere emesse senza alcun pudore. Si torna ai “bamboccioni”.
Cinque anni fa il ministro dell’Economia del governo Prodi, il defunto Tommaso Padua Schioppa, si permise di definire bamboccioni i giovani che preferiscono stare vicino casa, non nel lettone di mamma.
Adesso ci risiamo e ci si dovrebbe vergognare nel continuare a provocare e punzecchiare le famiglie italiane.
Questi signori, lascino in pace i figli degli altri.
Aveva iniziato Monti a parlare di posto fisso da cancellare in quanto monotono, poi la “sparata” del vice ministro Martone sui tempi di laurea, poi ancora la Fornero (chi non ricorda le sue lacrime di coccodrillo) adesso la Cancellieri.
Tutti bravi, insomma, a pontificare.
Si potrebbe dire da quale pulpito viene la predica.
Da Martone, alla figlia del ministro Fornero, cioè Silvia Deaglio, sposata con un dirigente di UniCredit, occupata nella stessa università della madre e per giunta con un secondo lavoro presso una Fondazione sovvenzionata, vedi caso, dalla Compagnia di San Paolo di cui la signora madre è stata vice presidente. E’ sufficiente per invitare la signora Fornero a stare zitta e avere quanto meno il buon senso di non rompere le scatole ai nostri ragazzi?
La smettano con le battute stupide e provocatorie. Lascino stare i figli degli altri. Prima di aprire bocca Fornero, Cancellieri e compagnia bella, pensino al proprio stato di genitori con una fortuna che non è caduta certo dal cielo.
Lascino in pace gli italiani. Non ci sono dubbi che ci troviamo di fronte ad una caduta di stile di un governo, i cui tecnici sono tecnici bravi anche nel rompere l’anima a quanti in questo duro momento di crisi esasperante farebbero volentieri a meno delle loro stupidaggini.
EUGENIO CAIRONE




