Agrigento, Palermo, Messina sempre più distanti. Meno treni in Sicilia
ottobre 7, 2009 by Giada Attanasio
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Si allungano le distanze tra i capoluoghi siciciliani. Spostarsi in treno in Sicilia rappresenta ancora una scelta poco felice e per il futuro “Trenitalia” sta pianificando ulteriori dimensionamenti del servizio.
Mentre ogni giorno i pendolari, salgono e scendono, da treni ritardatari, dove l’aria condizionata è un optional che quasi mai funziona e le pulizia è spesso approssimativa, dove basterebbero pochi accorgimenti per apportare delle migliorie capaci di rilanciare il servizio, Trenitalia ed Rete ferrovie Italia, continuano la loro opera di depotenziamento del nodo ferroviario e marittimo messinese e di conseguenza tutto il trasporto da e verso l’isola.
La Sicilia resterà così ulteriormente tagliata fuori dai collegamenti con il resto dell’Italia! I sindacati di settore continuano la loro lotta per evitare lo smantellamento del nodo ferroviario peloritano: “Assistiamo a Messina proprio in queste ore -scrivono i sindacati- all’ennesima opera di Trenitalia per depotenziare il nodo ferroviario messinese e con esso tutto il trasporto nell’isola. Le sigle sindacali di settore hanno oggi denunciato la programmata volontà di Trenitalia di lasciare scoperti posti nevralgici per l’esercizio ferroviario”.
Trenitalia, però, sembra essere incurante dei disagi provocati ai passeggeri, secondo i sindacati “si ravvisa una precisa volontà aziendale volta unicamente alla dismissione del trasporto ferroviario Siciliano. I segretari dei sindacati dei ferrovieri, infine, ritengono che a nulla siano serviti i proclami, finora, giunti da ogni parte e se l’azienda dei trasporti continuerà con la sua scellerata politica si sancirà “il definitivo isolamento della Sicilia dal resto d’Italia”.
La questione è divenuta oggetto di interesse parlamentare, come si legge nell’ interrogazione di giorno 01/10/09 presentata in Senato dal Senatore del PD Giuseppe Lumia al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti: “ la comunità siciliana subisce da anni una graduale ma costante riduzione del servizio ferroviario pubblico che viene attuata dall’azienda Ferrovie dello Stato mediante la riduzioni di numerose corse dei treni a lunga percorrenza e delle navi traghetto operanti nello stretto di Messin, dall’anno 2007 ad oggi sono state soppresse ben 6 coppie di corse dei treni a lunga percorrenza da e per la Sicilia e ridotte le unità navali adibite al traghettamento dei treni, il servizio di traghettamento veloce, destinato alle migliaia di pendolari e studenti dell’area integrata dello stretto di Messina, nonostante gli accordi intercorsi fra il Governo e le parti sociali, ha subito un’ulteriore riduzione delle corse giornaliere i livelli occupazionali sono in continuo calo e si fa eccessivo ricorso al lavoro precario.
La società Rete ferroviaria italiana (RFI) omette anche di applicare la sentenza esecutiva del tribunale di Messina che obbliga l’azienda ad assumere i lavoratori a tempo indeterminato, rischiando, fra l’altro, di dover risarcire i ricorrenti con ulteriori somme di denaro pubblico”. Il Senatore chiede al Governo quali provvedimenti intenderà adottare “per garantire alla comunità siciliana il diritto alla mobilità anche tramite la difesa della continuità territoriale, ossia della possibilità per tutti i cittadini di spostarsi nel territorio nazionale e comunitario con pari opportunità, accedendo ad un servizio pubblico che garantisca condizioni economiche e qualitative uniformi.”
In una nota sempre relativa a giorno 1/10/09 l’onorevole Garofalo del PDL mette in evidenza come sia “assolutamente urgente l’intervento del Governo sulle problematiche di mobilità e sviluppo innescate dalle Ferrovie dello Stato in Sicilia e, in particolare nell’area dello Stretto;tali aree, lungi dall’essere considerate strategiche in termini di trasporto, subiscono invece da anni una imperdonabile politica di disimpegno da parte dei vertici del gruppo FS che sta gravemente compromettendo le potenzialità di sviluppo del territorio e l’indiscutibile diritto dei siciliani ad una mobilità efficiente, rafforzata dal principio della continuità territoriale dovuta dallo Stato alle popolazioni insulari; in una contingenza temporale di particolare criticità che dovrebbe accentuare l’impegno infrastrutturale in favore delle aree del Mezzogiorno, e della Sicilia in particolare, assistiamo invece ad una politica di dismissione con gravi ricadute sulle potenzialità di crescita economica e sociale del territorio, sull’occupazione e sull’ambiente”.
Il problema ferroviario va al di là delle logiche di partito. L’assenza di efficienti collegamenti ferroviari rende indispensabile l’utilizzo delle automobili, con notevoli emissioni di agenti inquinanti nell’atmosfera, oltre che con un aumento della percentuale di rischio dovuta al traffico stradale intensificato. La conflittualità sociale derivante dalla riduzione dell’impiego aumenterà ancora, soprattutto nelle province di Messina, Catania, Palermo, e, conseguentemente, aumenterebbero anche i costi di eventuali ammortizzatori sociali.
A tutto ciò va aggiunto anche che la graduale ma costante riduzione delle linee ferroviarie comporterebbe molti disagi ai pendolari che devono attraversare lo Stretto e creerebbe una disaffezione verso il sistema ferroviario, con ulteriore diminuzione del suo utilizzo. Se da bambini sognavamo guardando un treno, adesso che guardiamo in faccia la realtà, ci rendiamo conto che le nostre strade ferrate non solo non ci avvicinano all’Italia, ma ce ne allontanano, togliendo posti di lavoro e collegamenti.
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bell’articolo, complimenti! avete saputo analizzare la nostra realtà ferroviaria che è davvero triste, sperano forse di poter costruire lo stretto togliendo i treni?
Povera italia povera sicilia, sempre indietro andiamo
Credo che sia una questione di razionalizzare il servizio. Treni Italia deve far fronte ad anni di sprechi e di soldi investiti male
Scusate ma che fine ha fatto la velocizzazione della tratta ferrata Palermo Agrigento, per cui ci sono cantieri aperti da almeno tre anni. Hanno versato milioni di metri cubi di calcestruzzo, spero non depotenziato. A che punto sono. Per favore informatevi ed informateci
Brava Giada, adesso però occorre dare voce a Treni Italia, non fermiamoci all’apparenza, diamo la possibilità di spiegare cosa bolle in pendola. Grazie
Ho sentito dire che la Stazione Centrale presto chiuderà. Il progetto prevede che si ritorni alla stazione bassa, praticamente ci riportano indietro ai tempi prima del fascismo. Voi cosa sapete, questo argomento è molto interessante
A che punto è la situazione delle piste ciclabili che la regione finanzia al posto delle ferrovie
Io direi di essere un pò piu ottimisti per il futuro.
Da circa 3 anni sono cominciati i lavori per la velocizzazione della linea ferroviaria Agrigento-Palermo, lavori in cui sono stati investiti decine di miliardi di euro e che comprendono la creazione di nuove gallerie, l’adeguamento dei ponti esistenti, l’adeguamento delle gallerie esistenti, la soppressione dei passaggi a livello, la ristrutturazione di alcune stazioni ferroviarie e la realizzazione di varianti al tracciato esistente soprattutto mediante la rettifica di circa 80 curve.
Tutti gli interventi, sia civili che tecnologici sono stati previsti in condizioni di linea in esercizio.Questo in qualche caso può portare a dei rallentamenti lungo la linea come sel resto avviene in ogni strada quando ci sono lavori in corso.
La velocizzazione di questa linea porterà all’aumento degli utilizzatori del trasporto ferroviario e sicuramente all’aumento del numero di corse e treni messi a disposizione.
Tanto per portare una ventata di ottimismo a questa discussione e non collegare ogni cosa da fare al ponte sullo stretto, perchè non vedo alcuna incompatibilità.
Penso semmai che noi agrigentini per quello che non abbiamo avuto negli anni passati meritiamo tutto quello che in parte si sta già facendo se si aggiunge a questo il raddoppio della statale 640 i cui lavori sono già iniziati da qualche mese e la velocizzazione ed adeguamento della statale 189 Agrigento-Palermo, il potenziamento ed adeguamento del porto di Porto Empedocle e di altri porti turistici in provincia. L’unico dubbio resta ancora oggi per l’Aeroporto ma anche per quello continuo ad essere ottimista nonostante i 10 anni persi.
Ottimo! è un argomento che dobbiamo approfondire