CASTROFILIPPO – I poco più di duemila abitanti, legati prevalentemente a una tradizione economica contadina, devono ancora riprendersi. Per molti di loro l’arresto del primo cittadino è stato un fulmine a ciel sereno. Nessuno si aspettava che il loro sindaco , già al secondo mandato consecutivo, potesse essere coinvolto con la mafia. A sentire gli abitanti del piccolo centro in provincia di Agrigento, Ippolito stava operando bene, “era un buon amministratore – dicono – ma se ha sbagliato si assuma le proprie responsabilità”.
Intanto, il destino del municipio è legato alle decisioni della commissione prefittizia, guidata da Nicolò Diomede – vice prefetto vicario ad Agrigento – che si è insediata nel tardo pomeriggio venerdì. Una bomba a orologeria, il cui scoppio si aspettava da tempo, è quella piombata sul piccolo comune agrigentino. Appare orami scontato che si arrivi allo scioglimento totale della compagine amministrativa, giunta e consiglio comunale e dirottare il comune verso un commissariamento.
Non un fatto nuovo da queste parti. Intanto Domenico Sferrazza, assessore alla Cultura e al Bilancio a Castrofilippo, lascia la sua poltrona e spiega il perchè in poche righe: “Sono molto dispiaciuto per le vicende giudiziarie che hanno travolto il nostro palazzo di città. Lascio la vita amministrativa per tornare ad essere un cittadino attivo, distaccato ma presente”.




