21052012

Legambiente su qualità della vita, riceviamo e pubblichiamo

Riceviamo e pubblichiamo comunicato stampa di Legambiente Agrigento a firma di Cluadia Casa.

Che cos’è la qualità della vita? E soprattutto: chi e che cosa la determina?

Ad imporre queste domande, invero almeno per noi assai retoriche, sono gli stucchevoli commenti e gli sdegnati strepiti suscitati dalla graduatoria stilata da Il Sole 24 Ore che appena pochi giorni fa ha assegnato alla provincia di Agrigento la posizione meno ambita, dacché siamo ultimi, anzi ultimissimi. E certamente lo siamo non per forza di cose ma con pieno “demerito”, un demerito che – a parere di chi scrive – va equamente ripartito tra “pubblico” e “privato”, tra “governanti” e “governati”, tra “classe dirigente” e “popolino”.

Per contrastare il dato squalificante emerso dalla rigorosa ricerca condotta dal quotidiano di Confindustria da più parti – politici, giornalisti e gente comune – ci si è ridicolmente attaccati alla mitezza del clima ed alle incomparabili bellezze naturali disseminate sul nostro territorio, facendo finta di non sapere che la qualità della vita oggetto di studio ed analisi da parte degli esperti de Il Sole 24 Ore in collaborazione con Legambiente scaturisce innanzitutto dal livello dei servizi messi a disposizione dei cittadini non già dal Padreterno – che per parte sua, invero, non è stato affatto parco di privilegi –  ma da chi ha il compito di gestire la cosa pubblica, per mandato elettorale o per mestiere. E ci vuole veramente una bella faccia tosta per negare ciò che purtroppo è sotto gli occhi di tutti facendo ridicolmente ricorso al caldo sole che allieta le nostre giornate invernali o ai mandorli fioriti di fine dicembre che a Trieste e provincia (prima in classifica, e non per caso…) se li possono solo sognare!

Sarebbe stato invece il caso di chiedersi, molto più responsabilmente, perché ad Agrigento, anziché seguire le orme dei nostri avi assecondando e facendo tesoro di ciò che Madre Natura ci ha abbondantemente elargito, si è scelto deliberatamente e colpevolmente non solo di non valorizzare adeguatamente questo inestimabile patrimonio ma addirittura di fare a gara per dilapidarlo! Incuria, degrado, assenza di controlli, carenza di progettualità, logiche di piccolo cabotaggio, politiche col fiato corto e senza prospettive. È dalla somma di tutti questi fattori e non da un presunto pregiudizio del Nord verso il Sud che scaturisce il pessimo posizionamento in quella classifica della nostra provincia. E chi qui comanda, anziché sbraitare contro chi ha prodotto cotanto meritato “affronto”, farebbe bene a stare zitto, incartare, portare a casa e magari cominciare seriamente a sbracciarsi per invertire finalmente la rotta del disastro!

E i cittadini? La maggior parte nel migliore dei casi abbozza, fa “spallucce”, guarda e passa, oppure neanche ci pensa, ma forse nemmeno se ne accorge. E puta caso se ne accorga si lamenta, eccome se si lamenta, ma in men che non si dica si adegua ed arriva sinanco a compiacersi di avere quotidianamente qualcosa di cui lamentarsi. Ecco dunque svelato l’arcano di quell’ignobile ultima posizione: il parametro del lamento, evidentemente, non è stato tenuto in alcun conto dai “soloni” del quotidiano salmonato, se minimamente vi avessero posto mente Agrigento e la sua provincia in quella classifica sarebbero sicuramente a ridosso del podio, perché il detto antico in fondo in fondo, si sa, non sbaglia mai: “Vo’ stari beni? Lamentati!”.

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