Le donne anziane sono le più povere d’Italia
Sono le donne anziane le più povere d’Italia. È l’allarme lanciato dal presidente provinciale dell’A.D.A. associazione per i diritti degli anziani, Gera Turco, che, denuncia il grave stato d’indigenza in cui spesso sono costrette a vivere le donne, soprattutto nel sud.
“La povertà femminile anziana è un fenomeno in crescita,- ha dichiarato la Turco- strettamente legato, da un lato, alla bassa quota percentuale assegnata alle pensioni di reversibilità, anche quando rappresentano l’unico reddito posseduto; dall’altro perché il lavoro di cura, a cui le donne si sono dedicate per tutta la vita, sopperendo alle lacune di un welfare quasi inesistente, non ha trovato alcun riconoscimento contributivo”.
Diverse le motivazioni per cui tre milioni e mezzo di pensionate si trovano a dover vivere con 450 euro al mese. “A esporre maggiormente le anziane al rischio povertà,- continua la presidente- problemi a monte imperniati sul lavoro di cura, tutto a carico delle donne; un impegno che fa pagare alle donne il fatto di occuparsi per molti anni del lavoro non pagato, mentre si dovrebbe aumentare la quota dei servizi e riconoscere contributi a carico della collettività per il lavoro di cura, ma solo per quello relativo ai figli piccoli e alle persone non autosufficienti”.
In Italia, poi, la quota del gentil sesso, che non è mai entrata nel mercato del lavoro è molto alta, maggiore del 50%. Tra queste, il 28% (esattamente il doppio della quota media nell’Unione Europea) è inattiva per ragioni involontarie. Fondamentale quindi secondo Gera Turco, affrontare il problema con tempestività per evitare che le giovani donne di oggi, diventino le future povere di domani.
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