La visita di Sgarbi nell’agrigentino, tra musei, miniere e templi



Sgarbi a Racalmuto per omaggio Sciascia

Assessore visita miniere, ‘diventate un luogo di felicità’

“Non potevo sapere, ma oggi l’ho appreso, che le miniere di Racalmuto  fossero importanti almeno come il pensiero di Sciascia perché sono un elemento positivo di produzione che s’è riscattato dalla condizione di miseria, povertà e sofferenza che le miniere rappresentano nella nostra idea. L’entusiasmo del direttore è stato talmente contagioso che ci hanno dimostrato le miniere come un luogo di felicità”. Lo ha detto Vittorio Sgarbi, assessore regionale ai Beni culturali, a Racalmuto  – per rendere omaggio a Leonardo Sciascia e per visitare i luoghi cardine della “Strada degli scrittori” – subito dopo aver visitato la miniera di sale dei “carusi” di Regalpetra, di proprietà dell’Italkali. “Questa di Racalmuto è la prima miniera d’Italia, – ha aggiunto – da qua parte tutto il sale che mangiamo. Sono socio, da molti anni, del circolo dei zolfatai e dei salinari, ma per un riferimento letterario, ma non potevo immaginare che qui l’economia fosse perfino più forte della letteratura”.

Prima di Racalmuto Sgarbi a Sambuca di Sicilia per inagurare il Museo MudiA del Polo espositivo della Diocesi di Agrigento.

“Un museo realizzato all’interno di una chiesa molto bella che coniuga la spiritualità con l’arte e con una forte identità”. Così l’assessore regionale ai Beni Culturali Vittorio Sgarbi ha commentato l’apertura del MuDiA, uno dei Poli espositivi del Museo diffuso della diocesi di Agrigento, inaugurato a Sambuca di Sicilia nella seicentesca Chiesa del Purgatorio riaperta dopo 50 anni. La chiesa era inagibile dal terremoto che nel 1968 devastò la Valle del Belice; dopo un attento restauro è adesso destinata a museo d’Arte Sacra. Alla cerimonia inaugurale hanno partecipato tra gli altri, oltre all’assessore Sgarbi, la sovrintendente di Agrigento, Gabriella Costantino; il sindaco di Sambuca Leo Ciaccio e il direttore del MuDiA, don Giuseppe Pontillo.

Sgarbi alla Valle dei Templi.

Nel corso della visita nella Valle dei Templi di Vittorio Sgarbi, è stata comunque avanzata la possibilità di avviare un progetto più didattico, anche se assai meno scenico: una ricostruzione “virtuale” del tempio di Zeus. In cosa consista ancora non è stato svelato, ma forse presto potremo saperne qualcosa di più. Più volte, nei tempi passati, è stato proposto di ricostruire almeno una sezione del tempio greco. Nonostante ciò, l’unico che davvero si è cimentato in questa impresa due secoli fa, nel 1825, è stato l’archeologo e artista siracusano e agrigentino di adozione Raffaello Politi, grazie al quale abbiamo una ricostruzione del Telamone, uno dei Giganti che sostenevano l’architrave. Si tratta di una statua alta 7,65 metri, la più grande dell’antichità in Sicilia, ma anche tra le più grandi opere dell’intera arte greca del periodo.

Vittorio Sgarbi chiamato a far parte del comitato Raffaello 2020

Comune Urbino: Fedeli ha chiesto disponibilità del critico

Raffaello 2020: Vittorio Sgarbi è stato chiamato dalla ministra dell’istruzione, dell’università e della ricerca Valeria Fedeli, a far parte del Comitato Nazionale che promuove il mito di Raffaello Sanzio.

Lo rende noto il comune di Urbino, spiegando che la ministra Fedeli “ha chiesto la disponibilità di Vittorio Sgarbi, professore ordinario di Storia dell’arte a Perugia, assessore ai beni culturali della Regione Sicilia e assessore alla cultura del Comune di Urbino, per far parte del Comitato Nazionale per le celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Raffaello Sanzio, la cui composizione sarà formalizzata nei prossimi giorni”.

Il comune di Urbino con le altre Istituzioni della Città, auspica “un cammino collaborativo e fecondo con le varie anime raffaellesche che concorreranno alle celebrazioni del mezzo millennio di Raffaello”.

 

 

Ultima modifica: 8 gennaio 2018