Comunicato n.1

 

-di Eugenio Cairone

Marcello Giavarini dapprima convoca i giornalisti per raccontare la verità sulla ormai famosa cessione della squadra dopo che tutti già sapevano della presenza in città di ignoti Procuratori interessati alla vicenda.

Mai come adesso le cosiddette voci di corridoio hanno avuto una conferma.

Giavarini la conferma di quanto stesse accadendo l’ha data egli stesso convocando, appunto, i giornalisti.

Poi, ripensandoci o forse meglio consigliato da qualcuno, l’azionista di maggioranza ha revocato l’incontro con la stampa rinviandolo a data da destinarsi, ovvero a quando la trattativa verrà ritenuta conclusa.

Giavarini si appella alla privacy e alla necessità di non turbare la contrattazione.

Magari fosse solo una questione di privacy.

Il nostro augurio è che possa davvero essere cosi per cui ben venga il rinvio della conferenza stampa.

Per la verità il comunicato del presidente aveva creato brutti pensieri.

Anche perché ci avevano abituati ad una telenovela per niente piacevole.

 

                                  Comunicato n. 2

 

A rispondere a Giavarini per aver chiamato in causa il sindaco di Agrigento, è stato l’assessore allo Sport Giovanni Amico.

Una risposta che dice tutto e il contrario di tutto.

Dice che il Comune (e sarà pure vero) non può entrare nella trattativa in corso che riguarda l’Akragas però, sempre il Comune, non si tirerà indietro per quanto riguarda le problematiche relative allo stadio Esseneto.

Non lo farà anche se la squadra dovesse cambiare proprietà.

Un passo considerato auspicabile.

L’assessore Amico, afferma tra le righe che l’Akragas è un patrimonio della città che va salvaguardato. Grazie ma su questo non era il caso che lo dicesse un assessore comunale.

Perché lo sanno tutti.

E quando Giavarini ha chiamato in causa il sindaco lo ha fatto sicuramente  pensando proprio a questo. Staremo a vedere.

 

Eugenio Cairone

Ultima modifica: 13 settembre 2017