Gli abitanti di Villaseta e Monserrato sono stanchi di stringere. Sono preoccupati per l’aria che respirano, per il livello dell’inquinamento atmosferico e ambientale, che sarebbe al di sopra dei canoni consentiti. I residenti riuniti in un Comitato Civico “Insieme per Monserrato e Villaseta”, hanno inviato una lettera-denuncia a tutti le Autorità competenti.
“Siamo stanchi – hanno scritto i cittadini – di aspettare e incassare passivamente gli eventi, non vorremmo che per l’inquinamento si verificassero casi patologi così gravi da causare morti. La salute prima di ogni cosa.
Ci siamo dati un unico scopo – continuano gli abitanti – dare chiarezza e sicurezza alla salute nostra e dei nostri cari, non vogliamo più aspettare o rimandare a domani un problema di una codesta gravità”.
I cittadini chiedono che venga revocata la decisione di non includere il territorio comunale di Agrigento tra le aree di recupero ambientale e di non monitorare il territorio di Monserrato e Villaseta con centraline di rilevamento.
Tali centraline posizionate a Monserrato hanno evidenziato nel corso degli ultimi anni sforamenti costanti, su base oraria del limite massimo previsto dalla legge di 50 microgrammi di PM1O (uno dei sette inquinanti dell’aria più importanti), dovuti all’inquinamento causato da diversi insediamenti industriali presenti nel territorio di Agrigento e che in quello di Porto Empedocle.
Questi sforamenti, sempre su base oraria, sono stati n 267 nel 2007 con picchi di 666 mg e n 372 sforamenti con picchi di 245 mg nei primi sei mesi del 2008. Sempre nel primo semestre del 2008 ci sono stati 14 giorni di sforamento medio giornaliero della soglia di 50 mg di PM1O e su altri giorni i dati non consentono di stabilire correttamente se tale sforamento si sia verificato. Inoltre dal 22 giugno al 31 dicembre 2008 il servizio di rilevamento delle centraline è stato sospeso.
Proprio a tal proposito, la Commissione europea in data 29/01/09 con nota trasmessa al Ministro degli Esteri On. Frattini ha ricordato al Governo Italiano che le città di Agrigento e di Porto Empedocle hanno superato i limiti consentiti di PM1O, sia nel 2006 che nel 2007, violando l’art.5 paragrafo 1 della direttiva 1999/30/CE del Consiglio.
I dati del 2009, pur segnalando degli sforamenti inferiori, devono tenere conto della ridotta produttività degli impianti a seguito della crisi economica che ha colpito l’economia mondiale. Né risulta, ad oggi, che detti impianti abbiano provveduto ad adeguare il sistema di filtraggio per abbattere le emissioni nell’aria, entro i limiti di legge.
Pertanto al fine di scongiurare un aumento delle emissioni di PM10, tanto nocive per la salute e pericolose, specie per i bambini e gli anziani, il Comitato chiede all’Assessore al Territorio ed Ambiente, Prof. Avv. Mario Milone, di rivedere la decisione di non includere il territorio comunale di Agrigento tra le aree di recupero ambientale e di dotare di centraline di rilevamento il territorio di Monserrato e Villaseta.
I cittadini peraltro sottolineano l’intenzione di perseguire tutte le azioni di tutela per la salute degli abitanti compreso il ricorso all’autorità giudiziaria, qualora questo
Assessorato non ritenga opportuno mantenere il monitoraggio delle emissioni di agenti inquinanti in presenza di dati allarmanti già validati negli anni scorsi, verificati dall’ all’Agenzia Regionale Protezione Ambiente e trasmessi, alla Comunità Europea.
Chiedono inoltre che si conoscano le azioni intraprese dall’Assessorato al Territorio e Ambiente per combattere tale fenomeno.
All’Assessore Provinciale all’Ambiente, Territorio e alla Polizia Provinciale dott. Pietro Macedonio, il Comitato chiede una programmazione periodica di rilevamento dei dati, stabilendo quando estrarre i dati da comunicare all’Agenzia Regionale Protezione Ambiente, da divulgare anche alla popolazione interessata, attraverso web e/o altro mezzo di comunicazione.
Ancora al Presidente della Commissione Provinciale per la Tutela dell’Ambiente e la lotta contro l’inquinamento, dott. Onofrio LO DICO, i cittadini chiedono una riunione fino a 3 volte al mese del Presidente, con i medici dell’ASL, il rappresentante della Federazione Industriali e rappresentanti sindacali della CGIL, CISL e UIL, al fine di controllare e ispezionare periodicamente i siti in questione e relazionare su eventuali sostanze inquinanti, pubblicando e trasmettendo con comunicati o altro, l’esito delle ispezioni, che di volta in volta verranno effettuate.
Al Presidente dell’Unione Industriale Giuseppe Catanzaro il Comitato chiede infine, di adottare un codice di comportamento deontologico, affinchè tutte le attività industriali, lavorino nel rispetto delle norme e della sicurezza, garantendo la salute dei cittadini, vigilando su di essi e sanzionando ove necessario, coloro che non rispettano tali regole.




