Intervento del Vicesindaco di Licata Arnone a nome dell’amministrazione
comunale Graci sulla chiusura dei 28 punti nascita, dal primo ottobre 2012, in
Sicilia e in particolar modo per il nosocomio licatese.
A parte che la battaglia dei licatesi e della Giunta è stata alla luce del
sole, con dei presìdi e raccolte di firme che hanno portato a una proroga e la
sospensione in commissione sanità del decreto Russo.
Con la pubblicazione del decreto Russo in Gazzetta giorno 05 gennaio e la
chiusura dei punti nascita con meno di 500 parti l’anno, abbiamo una precisa
azione del Governo Lombardo a razionalizzare la spesa sanitaria, e voglio
ricordare a qualche “Tremonti locale” che tutto ciò è la conseguenza di una
serie di direttive comunitarie e di un decreto ministeriale sulla base del
nuovo piano sanitario nazionale che prevede, nel resto di Italia, la chiusura
di punti nascita con meno di 1000 parti l’anno, anche se la posizione
geografica e le esigenze di una comunità non possono essere tagliati solo da un
punto di vista numerico, perchè Licata è distante sia da Agrigento sia da Gela
continua Arnone..
Comunque il Decreto prevede che ci sia la possibilità, da parte dei Direttori
Generali dell’Asp di appartenenza, che avranno il compito di monitorare l’
attività degli ospedali fino al 30 giugno per proporre eventuali deroghe per
particolari ed eccezionali motivazioni, ecco perchè ho richiesto un incontro
urgente con il Manager dell’Asp 1 di Agrigento Dott. Messina.




