Il 2016 di Agrigento: gli eventi salienti di un anno di cronaca



di Angelo Ruoppolo (Teleacras Agrigento)

1 gennaio, I botti di Capodanno : 3 feriti nell’agrigentino, tutti residenti a Racalmuto, dove il più grave è un tunisino di 42 anni prima ricoverato all’ ospedale di Canicattì e poi trasferito al reparto di Chirurgia plastica dell’ ospedale Civico di Palermo dove gli hanno amputata la mano destra. L’esplosione gli ha anche provocato un grave trauma ad un occhio. Ed è stato ferito al volto, a causa delle schegge, un ventenne che è stato accanto al tunisino al momento dello scoppio. Un altro racalmutese di 40 anni ha subito ustioni alla mano destra giudicate guaribili in 21 giorni dai medici dell’ ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento.

1 gennaio, A Racalmuto i Carabinieri hanno arrestato Eugenio Capitano, 37 anni, per maltrattamenti in famiglia a danno del padre. Capitano avrebbe picchiato selvaggiamente il genitore ed è stato denunciato dai familiari. Adesso è recluso nel carcere Petrusa .

1 gennaio, A Grotte nel pomeriggio del primo gennaio un ragazzo di 21 anni, T C sono le iniziali del nome, si è suicidato impiccandosi all’interno della propria abitazione. I Carabinieri della locale Stazione, intervenuti sul posto, sono impegnati a comprendere i motivi che hanno indotto il giovane a compiere l’insano gesto.

2 gennaio, A Canicattì, in via Lipari, ignoti, nottetempo, hanno danneggiato colpendolo con un mezzo contundente il parabrezza di un furgone Fiat di proprietà dell’impresa edile LMR. Il danno ammonta a circa 300 euro. Indagano i Carabinieri alla ricerca del movente del gesto, se vandalico o intimidatorio.

2 gennaio, A Santa Elisabetta i Carabinieri e i Vigili del fuoco, allarmati dai vicini di casa insospettiti dalla sua assenza, hanno scoperto dentro un’abitazione un’anziana invalida di 62 anni riversa a terra. La donna, in stato di semi – incoscienza, è stata soccorsa in ospedale ad Agrigento. I Carabinieri indagano alla ricerca di eventuali responsabilità dello stato di abbandono.

2 gennaio, In territorio di Racalmuto, in contrada Zaccanello, lungo la statale 640, ignoti sono entrati all’ interno del cantiere della ditta Romano Telecomunicazioni e hanno rubato vario materiale edile e cavi in rame per un valore di circa 50 mila euro, compresi anche 3 furgoni della stessa ditta, con i quali i malviventi hanno trasportato la merce rubata. Indagano i Carabinieri.

3 gennaio, Ad Agrigento, nel parcheggio dell’ ospedale San Giovanni di Dio, ignoti hanno squarciato i pneumatici della Fiat 500 di una ostetrica di 59 anni, C Z sono le iniziali del nome, in servizio nel reparto di Ginecologia. E’ stata la donna, appena terminato il turno di lavoro, ad accorgersi di quanto compiuto a suo danno. E non sarebbe la prima volta. Indagano i Carabinieri.

3 gennaio, Ad Agrigento, nei pressi della rotonda Giunone, lungo la strada statale 640, i poliziotti della Squadra Volanti, agli ordini di Tommaso Amato, hanno sorpreso due uomini di 45 e 35 anni, di Agrigento, a bordo di una utilitaria e in possesso di 2 dosi di cocaina. Sono stati denunciati a piede libero alla Procura della Repubblica di Agrigento per l’ipotesi di reato di detenzione di sostanze stupefacenti a fine di spaccio.

4 gennaio, Ad Agrigento attimi di apprensione e di preoccupazione perché una ragazzina minorenne ha litigato con la madre e si è allontanata da casa. I genitori l’hanno cercata non riuscendo a trovarla. Hanno allarmato i Carabinieri e i Vigili del fuoco, che hanno setacciato per diverse ore l’ intera zona intorno al boschetto della Maddalusa, dove abita la 15enne che poi, autonomamente, è rientrata lei a casa.

4 gennaio, A Licata i Carabinieri della locale Compagnia hanno arrestato in flagranza di reato un minorenne di 15 anni, R F sono le iniziali del nome, di Marsala, e hanno denunciato a piede libero un altro minorenne di 16 anni, M G sono le iniziali del nome, di Salemi. A Licata i Carabinieri sono intervenuti in via Borromini per una lite insorta in una comunità per minorenni, e sono stati aggrediti fisicamente dal 15enne il quale, impugnando un coltello di genere vietato, dopo aver terrorizzato alcuni volontari della struttura, ha minacciato anche i militari ed è stato disarmato con difficoltà. E nel corso della colluttazione,strappare la fondina con la pistola d’ordinanza di uno dei Carabinieri.

4 gennaio, Ad Agrigento lo scorso 26 novembre è morto l’ imprenditore Giovanni Scibetta, 73 anni, pochi giorni dopo l’avere subito la demolizione di un suo immobile abusivo nei pressi del Villaggio Peruzzo, un tempo adibito anche a ristorante – pizzeria, il “Principessa Zaira”. Ebbene, a casa del sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, è stata recapitata una copia del manifesto funebre di Giovanni Scibetta. E’ stata la moglie del sindaco a scoprire il macabro messaggio. Poi il marito ha denunciato quanto accaduto alla Digos della Questura. La demolizione dell’ immobile di Scibetta è stata compresa nell’ ambito delle prime decine (e sono centinaia) demolizioni di immobili abusivi, con sentenza in giudicato, imposte, con diffida, dalla Procura di Agrigento alle amministrazioni locali agrigentine tra cui Agrigento. Altri 130 mila euro sono stati appena stanziati dal Comune di Agrigento per procedere ad altre demolizioni comprese nell’ elenco delle costruzioni da abbattere.

5 gennaio, Ad Aragona dallo scorso 31 dicembre non vi è stata più traccia di un macellaio di 50 anni, Gino Salamone. Secondo quanto riferito dalla famiglia ai Carabinieri della locale stazione, Gino Salamone si è allontanato in automobile e non è più rientrato a casa. Ricerche e indagini sono state compiute fino ad oggi quando Salamone è stato rintracciato, in stato confusionale, nella zona industriale di Agrigento ed è stato soccorso in ospedale per essere sottoposto a delle cure.

5 gennaio, I poliziotti del Commissariato di Porto Empedocle, a seguito della segnalazione del titolare, hanno denunciato una famiglia locale perché ha occupato un appartamento di edilizia popolare in via Cesare Battisti, che avrebbe dovuto essere disabitato. I componenti della famiglia risponderanno del reato di occupazione abusiva.

5 gennaio, Come pubblicato lo scorso 2 gennaio, a Grotte il pomeriggio del Capodanno si è suicidato un ragazzo di 21 anni, T C, sono le iniziali del nome. Ebbene, secondo quanto trapelato, il giovane si sarebbe impiccato all’interno della sua abitazione a seguito di una delusione amorosa. Il corpo senza vita è stato scoperto dalle sorelle minori al rientro dal pranzo di Capodanno.

5 gennaio, A Canicattì, nel reparto di Pediatria dell’ ospedale “Barone Lombardo”, è ricoverata una bambina di 14 mesi, figlia di una coppia originaria della Romania, scoperta dai Carabinieri in un’abitazione fatiscente e precaria, denutrita e in condizioni di ipotermia. La piccola è stata subito soccorsa. Adesso è compito degli assistenti sociali valutare se affidare la bambina a una comunità protetta. Al vaglio degli inquirenti è la posizione dei genitori.

5 gennaio, Nei pressi di Canicattì ignoti malviventi hanno divelto e rubato una colonnina contenente i soldi di un distributore di benzina. Per scassinare la colonnina i banditi hanno utilizzato un trattore appena rubato in un fondo agricolo a Ravanusa. Poi il trattore è stato abbandonato a poca distanza dal distributore, è stato recuperato dai Carabinieri e restituito al proprietario. Il bottino è misero, circa 80 euro, ma il colpo ha provocato ingenti danni al distributore.

5 gennaio, A Porto Empedocle, in via dello Sport, ignoti, approfittando della temporanea assenza dei proprietari, sono entrati dentro un’abitazione popolare e hanno rubato alcuni oggetti preziosi per un valore di circa 2mila euro.

5 gennaio, A Canicattì nottetempo ignoti hanno forzato una finestra, sono entrati dentro la scuola media “Giovanni Verga”, e nell’ aula multimediale dell’istituto hanno rubato alcuni computer. Indaga la Polizia.

6 gennaio, Nell’ ambito dell’ inchiesta cosiddetta Duty Free, della Guardia di Finanza e della Procura di Agrigento, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, accogliendo le istanze dei difensori, gli avvocati Nino e Vincenza Gaziano, ha ridotto a 1 mese il periodo di sospensione dall’ esercizio della professione di medico al favarese Giovanni Crapanzano, 67 anni. Già il Tribunale del Riesame, ancora su ricorso degli avvocati Nino e Vincenza Gaziano, ha ridotto lo scorso 20 dicembre il periodo di sospensione da 6 mesi a 2.

6 gennaio, Ad Agrigento, a San Leone, il pomeriggio del venerdì 2 ottobre scorso è annegato in mare un ragazzino di 12 anni, originario dell’ Egitto. Ebbene, adesso due persone sono state iscritte nel registro degli indagati dalla Procura di Agrigento. Si tratta di Angelo Romano, 44 anni, di Palma di Montechiaro, e di Clara D’Agostino, 28 anni, di Naro. Sono i responsabili della Comunità per minori di Cannatello, ad Agrigento, dove è stato ospite il ragazzino morto, che si è allontanato dalla Comunità e, senza avvisare nessuno, si è recato a mare, a San Leone, per un bagno che gli è stato fatale. Accertamenti sono in corso sull’ ipotesi di mancata vigilanza.

7 gennaio, A Canicattì due banditi a viso coperto da passamontagna e armati di pistola sono entrati dentro l’ Ufficio postale in via Cristoforo Colombo. Hanno minacciato dipendenti e clienti, e hanno ottenuto la consegna dei soldi, in quantità essendo giornata di pagamento delle pensioni. Il bottino ammonterebbe a diverse decine di migliaia di euro. I Carabinieri sono alla ricerca anche di un terzo complice, probabilmente il basista.

7 gennaio, A Palma di Montechiaro, in via 4 novembre, nottetempo, un commando di banditi ha tentato di svaligiare l’ Ufficio postale. I malviventi hanno utilizzato, come ariete per sfondare, un escavatore. Hanno lanciato il mezzo pesante contro una porta laterale ma al momento del violento impatto è scattato l’allarme. E la sirena ha indotto i ladri a scappare, abbandonando sul posto l’escavatore, probabilmente rubato. Peraltro, la colonnina da cui si prelevano i soldi è andata subito in “protezione”, macchiando le banconote in modo da renderle inservibili.

7 gennaio, In territorio di Campobello di Licata ignoti hanno rubato cavi di rame per circa 5 chilometri. Al buio tante contrade, tra Milici, Rapporto e Musta. Un gruppo di commercianti e di residenti ha inviato una lettera di protesta al sindaco di Campobello, Gianni Picone, e al ministro dell’ Interno, Alfano.

7 gennaio, In territorio di Naro è stato compiuto un furto di cavi elettrici. Ignoti malviventi hanno rubato diverse centinaia di metri di cavi in rame dell’elettricità. Al buio è stata una vasta area di campagna. I tecnici dell’Enel hanno poi provveduto al ripristino. Indagano i Carabinieri della stazione di Naro.

7 gennaio, A Racalmuto, in contrada Zaccanello, nei pressi della statale 640, ignoti banditi hanno forzato una finestra, sono entrati dentro la villa di un avvocato, e hanno rubato alcuni oggetti preziosi, tra cui un arazzo sacro di fine 800, poi pellicce, televisori e denaro contante. Il bottino sarebbe ingente. Il proprietario ha sporto denuncia ai Carabinieri.

7 gennaio, A Realmonte in una concessionaria lungo la statale 115 verso Siculiana ignoti ladri, riusciti ad entrare all’interno dei locali, hanno rubato una Fiat 500 ed una Alfa Romeo Giulietta usate ed esposte in vendita. Indagano i Carabinieri.

7 gennaio, Ad Agrigento in via Dante il fuoco, di origine incerta, ha bruciato un’ automobile Nissan di proprietà di un impiegato della Forestale. Il rogo ha danneggiato anche una Ford Focus posteggiata accanto. E a Porto Empedocle in via Granciara ha subito un incendio un Fiat Ducato di un commerciante di fiori. A lavoro i Vigili del fuoco. Indagini in corso.

8 gennaio, La Direzione distrettuale antimafia di Palermo, tramite la pubblico ministero Rita Fulantelli (che è prossima al trasferimento alla Procura Generale), a conclusione della requisitoria, ha invocato la condanna a 22 anni di carcere a carico di Gerlandino Messina, 43 anni, di Porto Empedocle, attualmente detenuto al 41 bis nel carcere di Tolmezzo, in provincia di Udine. Gerlandino Messina è imputato di associazione mafiosa in riferimento ai periodi non coperti da precedenti condanne o procedimenti giudiziari. Messina, catturato il 23 ottobre del 2010 dai Carabinieri a Favara, sconta già un ergastolo definitivo per associazione mafiosa e omicidio oltre a svariate altre condanne.

8 gennaio, Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento emette la sentenza al processo “Ex Asi”. 6 assolti, 1 prosciolto e un solo imputato rinviato a giudizio. Lo scorso 28 aprile 2015, ad Agrigento, al palazzo di giustizia, nel corso della requisitoria, il pubblico ministero, Andrea Maggioni, ha citato il film “La grande abbuffata” a sostegno delle accuse contro ex dirigenti e amministratori del Consorzio Asi di Agrigento. Adesso, invece, il giudice per le udienze preliminari del Tribunale, Stefano Zammuto, ha ridotto drasticamente le pietanze, e della “grande abbuffata” è sopravvissuto solo un rinvio a giudizio, e tutti gli altri sono stati assolti nell’ ambito dell’ inchiesta su presunti sperperi di denaro pubblico e abusi all’ ex Asi, l’ Area sviluppo industriale, di Agrigento. Assoluzione, con formula piena, “perché il fatto non sussiste”, per l’ex presidente dell’ Asi, Stefano Catuara, 52 anni, di Raffadali, per l’ex dirigente tecnico, Salvatore Callari, 54 anni, di Mussomeli, e il pubblico ministero Maggioni ha invocato la condanna a 3 anni e 4 mesi di reclusione per Catuara, imputato di abuso d’ufficio e peculato, e poi 1 anno di reclusione per Callari, imputato solo di abuso d’ufficio. Poi, ancora assolti, altrettanto con formula piena, l’ ex componente del Consiglio direttivo, Giuseppe Sorce, 59 anni, di Favara, difeso dall’ avvocato Salvatore Cusumano, e gli ex componenti del Consiglio direttivo dell’ Asi, Maurizio Bonomo, 41 anni, di Agrigento, Eugenio Esposto, 63 anni, di Racalmuto, e Filippo Siracusa, 43 anni, di Agrigento. A fronte della richiesta di rinvio a giudizio, è stato prosciolto Salvatore Gangi, 66 anni, di Cattolica Eraclea. E poi, è stato rinviato a giudizio Rosario Gibilaro, 58 anni, di Agrigento. E poi, si procederà separatamente per Francesca Marcenò, 54 anni, di Palermo, Girolamo Cutrone, 52 anni, di Corleone, e Antonino Casesa, 55 anni, di Agrigento. Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto, Ignazio Fonzo, e dallo stesso sostituto, Andrea Maggioni, avrebbero svelato esagerazioni su spese di rappresentanza, promozioni e aumenti di stipendio. Le parti civili costituite sono Regione, ConfIndustria Agrigento, e il Consorzio Asi adesso in liquidazione e già presente in aula tramite il legale rappresentante, Alfonso Cicero, ex presidente dell’Irsap, l’ Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive, e tra i più agguerriti accusatori degli imputati, alcuni dei quali impegnati anche nel giudizio contabile innanzi alla Corte dei Conti e nella vertenza al Giudice del Lavoro.

9 gennaio, Ad Agrigento al mattino di oggi si è suicidato un ragazzo di 19 anni buttandosi dal balcone della propria abitazione. Le iniziali del nome sono A M. Il giovane ha scritto sul suo profilo Facebook un messaggio di addio ai suoi amici e alla sua fidanzata : “Scusatemi se lascio questo mondo (..) mi mancherete”. Verosimilmente si tratta di una delusione o di un dispiacere.

9 gennaio, Ad Agrigento i poliziotti della Squadra Volanti hanno arrestato un fruttivendolo di 24 anni, A C sono le iniziali del nome, perché sorpreso a San Leone a rubare un borsone dall’ automobile di un surfista, con dentro una carta di credito e un cellulare i-Phone. Accogliendo le istanze del difensore, l’ avvocato Daniele Re, al ladro è stato imposto l’obbligo di firma a piede libero in attesa del giudizio per direttissima in calendario il 19 aprile.

9 gennaio, Il 3 dicembre 2014 a Palma di Montechiaro ha sparato e ha ucciso la sua compagna, una romena di 22 anni, Alina Condurache. Il Tribunale di Agrigento ha accolto le istanze del difensore, l’avvocato Santo Lucia, e lo ha scarcerato. E’ agli arresti domiciliari Angelo Azzarello, 26 anni, di Palma di Montechiaro.

9 gennaio, Ad Agrigento i Carabinieri hanno arrestato Giuseppe Mantisi, 18 anni, per evasione dall’ obbligo di dimora che gli è stato imposto a Milano nella propria abitazione per una presunta rapina.

9 gennaio, Nell’agrigentino, in occasione delle festività di fine anno, i poliziotti della Stradale, diretti da Andrea Morreale, sono stati impegnati con 113 pattuglie. In consuntivo, sono state elevate 163 contravvenzioni per violazione del codice della strada, e 196 punti sono stati decurtati dalle patenti di guida. La maggior parte delle infrazioni riguardano il mancato utilizzo, obbligatorio per legge, delle cinture di sicurezza, e la pericolosa abitudine di parlare al telefono mentre si è alla guida.

10 gennaio, Incidente stradale a Casteltermini in via Onorevole Bonfiglio dove un’automobile Citroen C1, per cause in corso di accertamento da parte dei Carabinieri, si è schiantata contro un albero e poi è scivolata giù in una scarpata. E’ morta la passeggera del mezzo, una ragazza di 17 anni, Manuela Pia Buono. La donna al volante dell’ auto, di 25 anni, ha subito solo lievi ferite ed è stata soccorsa all’ ospedale di Mussomeli. L’ automobile è stata recuperata dai Vigili del fuoco.

10 gennaio, A Favara in via dei Mille ha subito un incendio l’ archivio della scuola media Mendola. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco. I Carabinieri della locale Tenenza non escludono si tratti dell’ opera di vandali. Indagini in corso.

10 gennaio, A Porto Empedocle, i poliziotti del locale Commissariato, diretti dal vice questore, Cesare Castelli, hanno denunciato un uomo di 25 anni che ha picchiato selvaggiamente la fidanzata di 17 anni incinta al settimo mese di gravidanza. La minorenne, sanguinante, è fuggita da casa, in contrada Ciuccafa, invocando aiuto in strada. Un automobilista l’ ha soccorsa e ha telefonato al 113. I poliziotti hanno rintracciato e denunciato il 25enne. Risponderà alla Procura di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali, resistenza a pubblico ufficiale e rifiuto di fornire le generalità. La ragazza è stata ricoverata in Ospedale ad Agrigento.

11 gennaio, A Canicattì in via Fasci Siciliani un uomo armato con una pistola è entrato in una tabaccheria e ha rapinato l’incasso. Poi è fuggito forse insieme ad un complice che sarebbe stato il basista. Il bottino è da quantificare. Indagano i Carabinieri.

11 gennaio, A Canicattì è stato rapinato un distributore di carburanti in via Saetta. Hanno agito due banditi. Uno a mano armata e travisato con un passamontagna ha rapinato l’incasso. L’ altro ha guidato l’automobile per la fuga. Sul posto è intervenuta la Polizia. Il mezzo è stato recuperato poco distante. Indagini in corso.

11 gennaio, La Corte dei Conti, sezione giurisdizionale d’Appello della Regione Sicilia, ha assolto l’ ex sindaco di Lampedusa, Bernardino De Rubeis, dall’ accusa di danno all’Erario al Comune di Lampedusa e Linosa, per avere consentito a imprese private il prelievo di acqua dai pozzi comunali senza il pagamento della relativa tariffa per l’importo complessivo di 290mila e 732 euro. I giudici hanno accolto le tesi dei difensori di De Rubeis, gli avvocati Gaetano Armao, Vincenzo Caponnetto e Tiziana Milana, e hanno annullato la sentenza di primo grado che ha condannato De Rubeis al pagamento della somma, oltre alla rivalutazione monetaria e agli interessi legali, ritenendolo l’unico responsabile del pregiudizio all’ Erario.

11 gennaio, Accogliendo le istanze del difensore, l’avvocato Rino Messina, la Corte d’Appello di Palermo ha riconosciuto il risarcimento dei danni, che sarà pagato dal ministero alla Salute, a 2 donne di Ribera che nel 1974, negli ospedali di Bologna e di Firenze, hanno contratto l’epatite C a seguito di trasfusioni di sangue.

12 gennaio, Non si placa l’escalation di furti di rame nell’ agrigentino. I ladri dell’ oro rosso non risparmiano il deposito dell’ imprenditore Marco Campione ad Agrigento, nei pressi dell’ Ospedale “San Giovanni di Dio”, in contrada Consolida. Nottetempo, ignoti hanno forzato un ingresso, sono entrati dentro il magazzino, e hanno rubato alcune quantità di rame custodito all’ interno. Sul posto è intervenuta la Polizia. Indagini in corso. Si confida nelle registrazioni delle telecamere di videosorveglianza.

12 gennaio, Ad Agrigento i poliziotti della Stradale hanno sventato un suicidio perché, in transito lungo il viadotto Moranti, si sono accorti di un’ automobile in sosta e di un uomo, di 38 anni, intento a scavalcare il guardrail. Gli agenti hanno allarmato anche i Carabinieri, e, insieme, sono riusciti a trattenere l’uomo, che poi è stato soccorso in ambulanza all’ ospedale.

12 gennaio, Accogliendo le istanze del difensore, l’avvocato Daniele Re, la giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, ha concesso gli arresti domiciliari a Cono Cucina, 43 anni, di Lampedusa, arrestato in flagranza di reato dai Carabinieri lo scorso 20 novembre 2015 a Lampedusa per estorsione aggravata allorchè prima avrebbe incendiato delle automobili in un autonoleggio e poi avrebbe preteso dal titolare un pizzo di 200 euro per la garanzia della sicurezza.

12 gennaio, Ad Agrigento, all’ interno di un autolavaggio al Quadrivio Spinasanta, ignoti hanno scassinato la macchinetta distributrice automatica del caffè. Il bottino non è ingente, solo pochi euro in monetine. Indaga la Polizia.

12 gennaio, Ad Agrigento, in via Manzoni, ignoti ladri sono entrati dentro un appartamento a piano terra nottetempo, incuranti che all’ interno vi fosse un pensionato addormentato. L’ uomo però ha udito i rumori e ha iniziato a urlare inducendo i malviventi alla fuga. Poi ha telefonato al 113. Indaga la Polizia.

12 gennaio, Ad Agrigento, a San Leone, al Viale delle Dune, intorno alle 2 della notte, la Polizia è intervenuta a seguito del ribaltamento fuori strada di un’ automobile, una Polo Volkswagen. La conducente, una studentessa universitaria di 22 anni, è illesa ma è stata denunciata perché positiva al controllo del tasso di alcol nel sangue. Risponderà di guida in stato di ebbrezza. E le è stata ritirata la patente.

13 gennaio, Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, innanzi al giudice per le udienze preliminari, Roberto Riggio, il pubblico ministero della Dda di Palermo, Ennio Petrini, ha chiesto 14 anni di reclusione ciascuno a carico di 3 extracomunitari originari della Nigeria, giudicati in abbreviato e imputati di sequestro di persona a scopo di estorsione, tentato omicidio e detenzione illegale di coltelli. I 3 nigeriani, arrestati il 21 dicembre 2014, abbordarono 4 pakistani appena sbarcati a Porto Empedocle promettendogli pasti caldi e vestiti. Invece, sarebbero stati trasportati in un appartamento al Quadrivio Spinasanta, immobilizzati, minacciati con i coltelli, e costretti a telefonare ad un connazionale che avrebbe dovuto pagare un riscatto di 4mila euro. I pakistani però riuscirono a fuggire e ad allarmare i Carabinieri, che arrestarono i 3 nigeriani, tra i 24 e i 32 anni di età.

13 gennaio, Ad Agrigento un furibonda rissa tra extracomunitari si è scatenata nel centro storico, in Vicolo Vella. I residenti hanno telefonato al 113. Quando la Polizia è giunta sul posto, i rissanti sono fuggiti tranne uno ferito alla mano, e che è stato soccorso in Ospedale. Lo scontro, secondo le prime sommarie informazioni, sarebbe insorto per contrasti tra opposte fazioni.

13 gennaio, A Canicattì, in via Tenente La Carruba, ignoti sono entrati furtivamente in un negozio di abbigliamento e hanno rubato la cassaforte dell’esercizio commerciale con dentro poche centinaia di euro. Indaga la Polizia. Ancora a Canicattì hanno subito un furto 2 studi medici, uno in Via Garibaldi e l’altro in via Capitano Ippolito. I ladri hanno rubato i computer, provocando danni perché con i dati dei pazienti e delle cartelle cliniche.

Il 13 febbraio 2014 la Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza emessa il 19 luglio 2012 dalla Corte d’Assise d’Appello di Caltanissetta che ha assolto Gaetano Marturana, 48 anni, di Canicattì, gà condannato all’ ergastolo dalla Corte d’Assise di Caltanissetta il 30 luglio del 2010, e imputato dell’ omicidio del pensionato Angelo Anello, 72 anni, anche lui di Canicattì, ucciso a colpi di pistola il 19 luglio del 2005 in contrada Grottarossa, in provincia di Caltanissetta. Il delitto sarebbe maturato nell’ambito di un contrasto legato alla compravendita di un terreno. Dunque, si procede ad un secondo processo d’Appello, la Procura generale di Catania ha chiesto la condanna all’ergastolo a carico dello stesso Marturana, e la Corte d’Assise d’Appello adesso ha accolto la richiesta, infliggendo all’ imputato il carcere a vita.

13 gennaio, A Ravanusa i Carabinieri hanno denunciato a piede libero alla Procura di Agrigento un uomo di 36 anni originario della Romania e domiciliato a Ravanusa, per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti allorchè è stato sorpreso in possesso, nella sua abitazione, che è stata perquisita, di 19 grammi di marijuana, suddivisi in dosi pronte per essere spacciate. La droga è stata sequestrata.

13 gennaio, I Carabinieri della Compagnia di Cammarata hanno arrestato Liseo Angelo Gaetani, 51 anni, di Santo Stefano di Quisquina, muratore, perché, nonostante sia ristretto agli arresti domiciliari, sarebbe stato colto più volte in flagranza all’esterno della propria abitazione. A Gaetani è contestato anche l’ incendio, il 6 settembre 2012, delle automobili private dei Carabinieri e della Polizia municipale del Comune di Santo Stefano Quisquina, danneggiando anche con un pugno il cofano di un’auto.

13 gennaio, Ad Agrigento fuoco e fiamme nottetempo in via Demetra, dove hanno subito un incendio 3 automobili e un’ altra è stata danneggiata. Una Fiat Punto, una Lancia Y, una Peugeot 206 del tutto bruciate, e una Volkswagen Polo danneggiata nella parte posteriore. Sul posto, allarmati dai residenti, sono intervenuti i Vigili del fuoco e i Carabinieri. Indagini in corso sulle cause del rogo.

13 gennaio, La Capitaneria di Porto Empedocle, agli ordini di Massimo Di Marco, ha concluso l’operazione di controllo della filiera della pesca intitolata “Tallone d’Achille”, a tutela del consumatore e a salvaguardia della salute. L’indagine ha determinato il sequestro, e la conseguente distruzione di 30 chilogrammi di pesce dichiarato “non idoneo al consumo umano”, poi 10 sanzioni amministrative per un totale di 13mila euro, e poi 31 controlli ed una denuncia penale per frode in commercio.

14 gennaio, A Palermo, al palazzo di giustizia, la Corte d’Appello, nell’ ambito dell’ inchiesta antimafia cosiddetta “Dna” nell’agrigentino, ha condannato a 6 anni di carcere Salvatore Romeo, 57 anni, di Porto Empedocle, e a 11 anni e 8 mesi di reclusione (in prosecuzione con il processo Akragas) Domenico Seddio, 43 anni, anche lui di Porto Empedocle. I due imputati sono accusati di associazione mafiosa per essere stati parte della famiglia di Porto Empedocle nell’ interesse di Gerlandino Messina. Si tratta del secondo processo d’appello dopo un annullamento con rinvio dalla Cassazione per rideterminare, riducendola, la condanna escludendo l’ aggravante del riciclaggio delle risorse mafiose.

14 gennaio, A Palermo, al palazzo di giustizia, a conclusione della requisitoria nell’ ambito dell’ inchiesta antidroga tra Ribera e dintorni cosiddetta “Big family”, la pubblico ministero Amelia Luise ha chiesto complessivi 143 anni di carcere a carico di tutti i 13 imputati. Le condanne più severe sono state invocate per Ciretta Veible, 56 anni di età e 13 anni di reclusione, e Carlo Giardiello, 31 anni di età e 20 anni e 6 mesi di reclusione.

14 gennaio, A Licata i Carabinieri della locale Compagnia hanno arrestato Raimondo Bennici, 23 anni, perché è entrato a casa dei nonni, di 76 lui e di 69 anni lei, ha imperversato a soqquadro dell’ abitazione danneggiando alcuni arredi, e li ha minacciati per ottenere 20 euro. I Carabinieri hanno accertato che da almeno 5 anni Bennici avrebbe in tal modo costretto i nonni a consegnargli tra 10 e 50 euro al giorno. A Raimondo Bennici è stato sequestrato un coltello a serramanico di 17 centimetri e una pistola a salve “Bruni” calibro 8 priva del tappo rosso, oltre a 15 euro in contanti.

14 gennaio, A Naro i Carabinieri della locale Stazione hanno arrestato Angelo Allegro, 63 anni, pastore, per evasione dagli arresti domiciliari allorchè è stato sorpreso fuori dal proprio domicilio a chiacchierare con un proprio conoscente.

14 gennaio, A Canicattì, in via Senatore Sammartino, un uomo, che sarebbe stato armato di pistola, ha rapinato una edicola arraffando i soldi in cassa e scappando. Durante la concitata fuga, il bandito ha perso il bottino lungo la strada ed è stato recuperato dai Carabinieri.

14 gennaio, A Sciacca la Polizia ha sorpreso due vandali, di 20 e 40 anni, intenti a danneggiare gli specchietti delle auto in sosta nel centro storico. I due sono stati denunciati alla Procura.

14 gennaio, Ad Agrigento, in via Imera, un uomo di 51 anni, al volante della sua automobile, si è schiantato contro un’ altra automobile. I Carabinieri lo hanno soccorso e trasportato in ospedale perché ferito. E’ stato sottoposto a controlli, ed è risultato positivo all’ alcol test. I militari lo hanno denunciato per guida in stato di ebbrezza e gli hanno ritirato la patente.

15 gennaio, La Corte d’Appello di Palermo, presieduta da Gioacchino Natoli, ha ribaltato la sentenza di primo grado di condanna, e ha assolto, “perché il fatto non sussiste”, Vincenzo D’Ancona, 47 anni, ex presidente del Consiglio comunale di Lampedusa, imputato di avere preteso una tangente dall’imprenditore agrigentino, Massimo Campione. D’Ancona, difeso dall’ avvocato Luigi Troja, in primo grado, e in abbreviato, è stato condannato a 1 anno di reclusione per tentata concussione per aver preteso, nel 2008, una tangente di 10 mila euro da Massimo Campione al fine di sbloccare la pratica su alcuni pagamenti di crediti vantati dall’imprenditore. La Corte d’Appello, inoltre, ha assolto Angelo Cucina, 37 anni, imputato di abuso d’ufficio ed edilizio per aver costruito un canile abusivo e mai utilizzato.

15 gennaio, A Palma di Montechiaro è stato chiuso un centro d’accoglienza Sprar per ragioni igieniche e sanitarie. Ebbene, più nel dettaglio, i Carabinieri della stazione di Palma e l’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento hanno compiuto una ispezione nel centro “Omnia Academy”, in contrada Orti, lungo la statale 115, con sede legale a Favara. Nel corso dei controlli sono state riscontrate numerose e gravi carenze igieniche e sanitarie in tutti gli ambienti della struttura, che attualmente ospita 18 cittadini extracomunitari maggiorenni richiedenti asilo di varie nazionalità, oltre alla mancanza dell’ impianto di climatizzazione e riscaldamento, pochi arredi presenti, insufficienti e fatiscenti, mancanza di acqua calda in una delle due cucine e del bagno, e mancanza di frigorifero per la conservazione degli alimenti deperibili. Poi il forno della cucina, oltre ad essere inefficiente, è incrostato e arrugginito, e infine, in parte dei locali, vi sono evidenti infiltrazioni di acqua piovana.

15 gennaio, Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Franco Provenzano, ha rinviato a giudizio l’ ex presidente del Consiglio di amministrazione della Banca di credito cooperativo San Francesco, Vito Augello, 73 anni, di Canicattì. E’ stato disposto il non luogo a procedere a favore di Luigi Salvatore Di Franco, 61 anni, di Canicattì, vice presidente della stessa banca. Inoltre, alla banca è stata inflitta una multa di 60 mila euro per illecito amministrativo. Si tratta dell’ inchiesta su presunte irregolarità nella gestione della banca di credito cooperativo “San Francesco” di Canicattì, poi commissariata dalla Banca d’Italia. Augello per due anni avrebbe falsificato i bilanci, nel 2010 e nel 2011, per nascondere che la Banca avesse superato le soglie di rischio sofferenza imposte dalla legge, ostacolando le funzioni di vigilanza della Banca d’Italia.

15 gennaio, A Canicattì i poliziotti del locale Commissariato, coordinati dal vice questore aggiunto, Valerio Saitta, hanno scoperto i responsabili dei recenti furti a danno di diversi istituti scolastici della città. Si tratta di due romeni, e uno dei 2 è minorenne. Gli indagati sono incastrati dalle immagini registrate dalle telecamere di video sorveglianza.

15 gennaio, Ad Agrigento la Polizia ha trattenuto in Questura per accertamenti un immigrato dal Gambia perché nel suo telefonino cellulare sono state scoperte fotografie della bandiera nera dell’Isis e di attacchi terroristici. Le foto, come sarebbe stato verificato dalla Digos, sarebbero state scaricate da internet. Il caso è frutto di controlli in parchi e luoghi di bivacco, e anche in alcune strutture dove sono ospitati i richiedenti asilo. 5 stranieri sono stati sorpresi non in regola con il permesso di soggiorno.

15 gennaio, Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, il pubblico ministero, Santo Fornasier, nell’ ambito dell’ inchiesta antidroga a Porto Empedocle cosiddetta “Red Scorpion”, ha chiesto la condanna a 2 anni e 3 mesi di reclusione per Filippo Grilletto, 32 anni, e a 9 mesi per Raimondo Marnalo, 34 anni.

15 gennaio, Ad Agrigento al palazzo di giustizia la Procura ha invocato la condanna a 1 anno e 4 mesi di reclusione a carico di un medico dermatologo di Favara, Giuseppe Vitello, il quale, anziché procedere ad accertamenti istologici sulla natura di una escrescenza sulla pelle, avrebbe tranquillizzato il paziente bruciando la stessa escrescenza. Il paziente, Vincenzo Arancio, è morto dopo 2 anni trattandosi invece di un carcinoma che, secondo la Procura, sarebbe stato facile da diagnosticare.

15 gennaio, Ad Agrigento i tecnici di Girgenti Acque hanno scoperto 67 allacci abusivi. Più in particolare, in via Callicratide diverse famiglie di uno stabile si sarebbero approvvigionate con derivazioni abusive. Sui luoghi dove si sono svolti i rilievi e gli accertamenti hanno lavorato anche gli agenti di Polizia, che hanno provveduto a denunciare gli abusivi alla Procura per furto aggravato.

15 gennaio, A Porto Empedocle la Polizia ha denunciato alla Procura, per danneggiamento aggravato, un uomo di 52 anni perché, ubriaco, intorno alla mezzanotte, ha danneggiato vandalicamente 25 fioriere nel centro cittadino.

15 gennaio, A Canicattì ignoti hanno imperversato nell’ autorimessa comunale. Hanno rubato una radio custodita all’interno di un mezzo a cui sono stati rotti i vetri. Indagini in corso.
E altrettanto ignoti hanno imperversato a Calamonaci dove hanno tentato di entrare furtivamente dentro gli Uffici del Comune praticando, forse con un trapano, un foro alla porta di ingresso. Poi hanno desistito.

16 gennaio, La Procura di Agrigento ha iscritto nel registro degli indagati, per l’ omicidio del marmista di 68 anni, Giuseppe Miceli, lo scorso 6 dicembre a Cattolica Eraclea, due operai edili, entrambi di Cattolica Eraclea. Si tratta di G.S, sono le iniziali del nome, di 47 anni, e G.C, di 40 anni, ai quali sarebbero anche state sequestrate le automobili per ulteriori accertamenti. Forse, sarebbero i due le persone a bordo dell’ automobile che la sera dell’omicidio è stata vista sfrecciare fuori da via Crispi, teatro del delitto, imboccando perfino una strada contromano.

16 gennaio, Ad Agrigento, a San Leone, lungo le spiagge del Viale delle Dune anche una bara, posta su due tavoli in plastica di un chiosco estivo chiuso durante l’ inverno. Secondo i primi accertamenti, si tratterebbe di una bara utilizzata per abbellire una festa di Halloween, e che poi è stata custodita, macabramente, all’ interno del chiosco.

16 gennaio, I Carabinieri della Tenenza di Favara, della stazione di Raffadali, e del Nucleo Cinofili di Palermo hanno arrestato Antonio Crapa, 45 anni, di Favara, il quale, nella propria abitazione, in un condominio, avrebbe allestito un supermercato della droga, meta di tanti clienti, come accertato dagli investigatori. L’ uomo si è dotato anche di telecamere di videosorveglianza per custodire la propria attività di spaccio. I Carabinieri gli hanno sequestrato 120 grammi di cocaina, 200 grammi di hashish, bilancini e taglierini. La cocaina sarebbe stata venduta a 100 euro al grammo. E l’hashish a 20 euro al grammo.

16 gennaio, A Caltabellotta 2 bambine di 12 anni sono state aggredite da un cane rottweiller e sono state costrette a ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso dell’ospedale di Sciacca, tra punti di sutura e prognosi di alcuni giorni. Il cane è di proprietà della famiglia di una delle due bambine. Le piccole si sarebbero recate, insieme alla madre di una di loro, in campagna, per portare il mangiare al cane il quale, però, all’ improvviso, avrebbe aggredito le bambine. Indagini sono in corso da parte dei Carabinieri della compagnia di Sciacca, diretti dal capitano Salvatore Marchese, che hanno acquisito le informazioni utili per ricostruire quanto accaduto. E’ intervenuto anche il Servizio Veterinario dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento.

16 gennaio, La giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Agata Genna, ha assolto, “perché il fatto non costituisce reato”, l’agrigentina Guglielmina Liotta, 42 anni, imputata del reato di ricettazione per essere stata sorpresa dai Carabinieri in possesso di un telefono cellulare di marca Motorola il cui furto è stato denunciato 4 anni addietro da un cittadino di Partinico durante la sfilata dei carri allegorici al carnevale di Sciacca. Il pubblico ministero ha chiesto la condanna della donna a 2 mesi di reclusione e al pagamento di una multa di 300 duro. I difensori, gli avvocati Marco Padùla e Daniele Re, hanno dimostrato la totale infondatezza dell’impianto accusatorio.

18 gennaio, Scandalo a Licata dove la Procura di Agrigento e i Carabinieri hanno accertato che la Cooperativa sociale Onlus Suami, anziché curare e assistere persone con gravi handicap fisici e psichici, li avrebbe costretti in un vero e proprio lager, dove i malati sarebbero stati maltrattati, puniti, nutriti con alimenti scaduti e in alcuni casi legati con delle catene. Gli indagati sono 8, e le misure cautelari imposte, firmate dal Tribunale di Agrigento, sono 5, invocate dal sostituto Alessandro Macaluso e dal procuratore Renato Di Natale nell’ ambito dell’ inchiesta intitolata “Catene spezzate”. E’ stata arrestata ai domiciliari Caterina Federico, 33 anni, di Licata, assistente sociale, e responsabile ex facto della gestione della Casa di cura. Poi, il divieto di dimora è stato imposto ad Angelo Federico, 30 anni, Domenico Savio Federico, 25 anni, e Giovanni Cammilleri, 25 anni. E poi l’ interdizione dall’esercitare l’ufficio direttivo della cooperativa è stato imposto a Salvatore Lupo, 40 anni, di Favara. La sede della Casa di cura è stata sottoposta a sequestro preventivo. Gli indagati risponderanno, a vario titolo, di maltrattamenti di persone affidate per ragioni di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia, e sequestro di persona. Secondo quanto emerso dalle indagini, persone con deficit mentali e fisici sarebbero state costrette al digiuno, al divieto di contatti telefonici con i familiari, ed alla reclusione all’interno delle stanze da letto. In un caso, uno dei disabili è stato costretto il giorno e la notte legato con catene in ferro alla struttura metallica del proprio letto. Infine, oltre alle precarie condizioni igienico-sanitarie, all’interno della struttura è stato accertato anche l’utilizzo di acque contaminate da batteri coliformi, mentre gli alimenti distribuiti sono stati in pessimo stato di conservazione e scaduti.

18 gennaio, A Palma di Montechiaro, in contrada Celona Rinio, hanno subito un incendio 4 auto – compattatori della società Dedalo ambiente, impegnata nel servizio di raccolta dei rifiuti urbani, all’ interno del deposito dei mezzi. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco, che hanno lavorato diverse ore per domare le fiamme, Carabinieri e Polizia che dubitano poco sulla origine dolosa del fuoco. Il sindaco di Palma di Montechiaro, Pasquale Amato, ha scritto su Facebook : “Cari farabutti, il danno vero purtroppo non si limita alla distruzione di 4 autocompattatori, che non e’ cosa di poco, comprati coi soldi dei contribuenti, ma all’arretramento e diffidenza che ingenererà nel mondo esterno. Contiamo nella reazione di riscatto solidale che il mondo civile, delle persone perbene e dei religiosi saprà dare”. Al sindaco di Palma hanno espresso solidarietà e incoraggiamento la vicepresidente della Regione, Mariella Lo Bello, e la presidente del Consorzio legalità e sviluppo, Maria Grazia Brandara.

18 gennaio, La Direzione investigativa antimafia di Agrigento e la seconda sezione penale del Tribunale di Agrigento, su proposta della Direzione distrettuale antimafia presso la Procura di Palermo, hanno confiscato beni per 400mila euro a Damiano Marrella, 67 anni, di Montallegro, presunto esponente di spicco della locale famiglia mafiosa, attualmente detenuto. La confisca comprende beni mobili e immobili.

18 gennaio, Dalla morte alla vita a Porto Empedocle dove i familiari di Francesco Casà, morto all’ età di 60 anni, hanno acconsentito, con encomiabile generosità, all’ espianto e alla donazione degli organi. All’ ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento è giunta una equipe dell’ Ismett di Palermo. Il fegato e i reni di Francesco Casà, per il quale sono trascorse 6 ore dalla dichiarata morte cerebrale prima dell’ espianto, hanno salvato la vita a 3 persone bisognose di trapianto. Casà è suocero del collega fotoreporter, Calogero Montana Lampo.

18 gennaio, Sarebbe opportuno che nella zona industriale di Agrigento fossero disposti più numerosi pattugliamenti di Polizia e Carabinieri, con i fari delle automobili funzionanti perché nella zona industriale, che industriale è ormai solo sulla carta, è assai carente l’ illuminazione pubblica. E ciò perché un secondo furto è stato compiuto in poco tempo. Adesso ignoti hanno forzato nottetempo una saracinesca, sono entrati dentro il deposito del corriere espresso Bartolini, che si occupa di spedizioni in Italia ed all’estero, e hanno rubato numerosi pacchi e plichi provocando ingenti danni.

18 gennaio, A Favara, in corso Vittorio Veneto, è crollata una porzione del controsoffitto dell’ Ufficio postale. L’ Ufficio tecnico comunale ha disposto lo sgombero precauzionale e la chiusura temporanea dei locali in attesa del ripristino delle condizioni di sicurezza. Sono stati gli impiegati postali ad accorgersi del crollo, avvenuto verosimilmente nottetempo o durante il fine settimana. Sul posto sono intervenuti Vigili del fuoco e Carabinieri.

18 gennaio, A Sciacca, per alcuni giorni, un totem info – point, quindi una struttura mobile dove sono fornite, anche in video, informazioni turistiche, ha trasmesso invece un video pornografico. La giunta comunale ha annunciato una indagine interna per scoprire i responsabili di quanto accaduto e denunciarli all’autorità giudiziaria. Nel frattempo, ovviamente, il totem informativo è stato ripristinato nell’ uso corretto.

18 gennaio, A Lucca Sicula ha subito un incendio il trattore di proprietà di un agricoltore di 80 anni. I danni al mezzo, parcheggiato all’ interno di un’area recintata, sono ingenti. Sul posto hanno lavorato i Carabinieri e i Vigili del fuoco. Non è stata scoperta traccia di liquido infiammabile, ma non si esclude la matrice dolosa delle fiamme.

18 gennaio, A Porto Empedocle ignoti ladri hanno imperversato tra la contrada Inficherna e Piana Cavallo dove hanno rubato ingenti quantità di cavi elettrici ad alta tensione provocando un danno economico alla società Enel di circa 18.000 euro. Indagini in corso.

18 gennaio, Il Tribunale di Sciacca ha assolto, perché il fatto non costituisce reato, Salvatore Di Gangi, 74 anni, di Sciacca, difeso dall’ avvocato Giovanni Vaccaro, imputato di violazione degli obblighi inerenti la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza. Di Gangi, detenuto per mafia fino al 2010, e poi libero, avrebbe violato due volte le misure cautelari che gli sono state imposte incontrando dei pregiudicati. In dibattimento è stato dimostrato che si è trattato di incontri occasionali, nel 2011 e nel 2012, con persone condannate da tempo e per reati non particolarmente gravi.

19 gennaio, Ad Agrigento i poliziotti della Squadra Volanti hanno denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica, per corruzione di minorenni, due agrigentini quarantenni che avrebbero costretto una bambina di 8 anni ad assistere ai loro atti sessuali. La Polizia è intervenuta in via Quartararo, in contrada Calcarelle, perché una donna, al 113, ha segnalato il pianto di una bambina, e i poliziotti hanno sorpreso, a bordo di un’automobile appartata, una prostituta e un suo cliente, impegnati in un rapporto sessuale. Sui sedili posteriori dell’ automobile anche la piccola, figlia della donna.

19 gennaio, A Licata, al rettifilo Garibaldi, 5 banditi, alcuni con il volto travisato e altri no, apparentemente non armati, hanno rapinato la “Banca Sella”. I malviventi hanno minacciato i cassieri e hanno ottenuto circa 5mila euro. Poi sono fuggiti a bordo di 2 automobili. Indaga la Polizia.

19 gennaio, Ad Agrigento i poliziotti della Squadra mobile, diretti da Giovanni Minardi, hanno arrestato Bassirou Sarr, 21 anni, originario del Senegal, indagato di favoreggiamento dell’immigrazione, in concorso con gli organizzatori del traffico di migranti operanti in Libia. L’ 11 gennaio scorso, il senegalese si sarebbe adoperato per il trasporto illegale di 101 migranti dalla Libia verso l’Italia, procurando agli stessi l’ingresso illegale nel territorio nazionale, ed esponendoli al pericolo di vita a bordo di una imbarcazione non adatta a trasportare così tante persone.

19 gennaio, A Palma di Montechiaro la Polizia ha arrestato in carcere, su ordine del Tribunale di Agrigento, Carmen Stamatin, 40 anni, originaria della Romania, già detenuta ai domiciliari, per non osservanza delle prescrizioni imposte dalla misura cautelare. Pertanto la donna è stata trasferita a Petrusa.

19 gennaio, Ad Agrigento, i poliziotti della Squadra Volanti, agli ordini di Tommaso Amato, hanno arrestato un tunisino, residente con la famiglia da anni nel quartiere Bibirria, perché avrebbe scippato il portafogli di un uomo di Campofranco, di 23 anni, nei sottopassaggi, ad Agrigento, tra il Viale della Vittoria e piazza Stazione. Il presunto ladro è stato identificato dopo la denuncia presentata dalla vittima, che ha riconosciuto il tunisino in una foto.

20 gennaio, Il Tribunale di Agrigento, a fronte della richiesta di 1 anno di carcere, ha condannato a 3 mesi di reclusione ciascuno, per resistenza e lesioni, James Burgio e Alessandro Rizzo, arrestati il 10 maggio scorso a seguito di una rissa in un locale notturno di Agrigento. Burgio e Rizzo, giudicati in abbreviato, sono stati difesi dagli avvocati Salvatore Collura e Daniele Re.

21 gennaio, La Corte d’Appello di Palermo ha assolto, “perché il fatto non sussiste”, l’ imprenditore agrigentino Diego Sferrazza, 46 anni, operante nel settore casalinghi, imputato di avere evaso l’ Iva per 160 mila euro tramite una presunta falsa dichiarazione dei redditi. Dunque, la sentenza della Corte d’Appello annulla la precedente condanna inflitta dal Tribunale di Agrigento. La Corte ha accolto le tesi difensive del difensore di Sferrazza, l’avvocato Daniele Posante, che ha dimostrato che la dichiarazione dei redditi presentata dall’imprenditore non è stata infedele.

21 gennaio, A Palma di Montechiaro i Carabinieri hanno arrestato, in flagranza di reato, Zied Ben Maftah, 26 anni, originario della Tunisia, per tentato furto in abitazione allorchè in via Gino Selici, al civico 10, nel centro abitato, è stato sorpreso intento a scardinare la finestra di un appartamento. L’ africano ha tentato la fuga ma è stato inseguito e acciuffato dai Carabinieri, subito intervenuti dopo la telefonata di un vicino della casa bersaglio.

21 gennaio, Il Tribunale di Sciacca ha condannato un uomo di Menfi, G M sono le iniziali del nome, 61 anni, al pagamento di una multa di 800 euro perché ha costruito una recinzione con rete metallica sulla spiaggia senza averne autorizzazione, e occupando abusivamente il suolo pubblico.

21 gennaio, I Carabinieri della Compagnia di Sciacca, capitanata da Salvatore Marchese, hanno arrestato ai domiciliari, in flagranza di reato, un uomo ed una donna di Menfi, S G sono le iniziali del nome, di 39 anni, e B G , di 19 anni, entrambi incensurati, per detenzione e trasporto illecito di sostanza stupefacente allorchè sono stati sorpresi lungo la statale 624, cosiddetta Fondovalle, nei pressi del bivio Gulfa, a bordo di un’automobile e in possesso di 50 grammi circa di hashish e 2 grammi di cocaina. Nel corso delle successive perquisizioni domiciliari è stato sequestrato anche un bilancino elettronico di precisione.

22 gennaio, La Procura di Sciacca ha concluso le indagini preliminari e ha chiesto il giudizio immediato, dunque ricorrendo l’evidenza della prova, a carico di 3 giovani di Ribera, imputati di avere coltivato, trasportato ed illecitamente detenuto 40 chili di marijuana. La droga è stata scoperta il 18 giugno scorso. E poi, 3 mesi dopo, sono stati arrestati ai domiciliari Edoardo Bordonaro, 24 anni, Giuseppe Costa, 22 anni, e Simone Capizzi, 23 anni. L’udienza per il giudizio immediato è in calendario il 24 febbraio.

22 gennaio, I Carabinieri della Compagnia di Cammarata hanno arrestato, per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, Eugenio Gibilaro, 51 anni, di Agrigento, muratore, e Salvatore Capraro, 27 anni, di Agrigento, camionista. I due hanno violato un posto di blocco lungo la 189 urtando uno dei militari preposti al controllo. L’ auto dei fuggitivi è stata inseguita e bloccata. Gibilaro e Capraro, difesi dall’ avvocato Daniele Re, sono stati ristretti ai domiciliari in attesa della direttissima in programma domani.

22 gennaio, Un motopesca di quasi 8 metri di lunghezza è affondato a circa un miglio dalla costa tra Porto Empedocle e San Leone. Il capobarca è stato salvato e trasportato a bordo da un altro motopesca. Al rientro a Porto Empedocle, però, nessuno dei due pescatori ha informato dell’incidente l’Autorità Marittima. Ecco perché la Capitaneria ha inflitto ai due una multa di 172 euro per omessa denuncia dell’evento occorso. La Capitaneria ha inoltre diffidato l’armatore del motopesca affondato a provvedere, entro 20 giorni, alla rimozione della barca, sia per motivi di tutela ambientale che di sicurezza della navigazione. Se non rimuove la barca affondata, sarà denunciato alla Procura della Repubblica di Agrigento per il reato di inquinamento.

22 gennaio, Ad Agrigento, nella chiesa del Santissimo Crocifisso, o più conosciuta come San Vito, sono state danneggiate la tastiera dell’organo a canne e una statua che raffigura San Giuseppe. L’episodio, denunciato alla Polizia, sarebbe avvenuto al mattino, tra le ore 10 e le 12. Indagini in corso.

22 gennaio, Il Tribunale di Agrigento ha trasferito dai domiciliari in carcere Salvatore Camilleri, 18 anni, di Agrigento, arrestato dai Carabinieri perché, insieme a due complici, avrebbe rapinato due operai di Girgenti Acque intenti a lavorare in strada, nel quartiere Esseneto. Poi, Camilleri è stato denunciato dalla Polizia per evasione dai domiciliari e per guida senza patente. Ecco il perché del trasferimento in carcere.

23 gennaio, Ancora un furto notturno, ed è il terzo consecutivo in due settimane, ad Agrigento, nella zona industriale, dove ignoti, indisturbati e favoriti dalla mancanza di illuminazione pubblica, sono entrati dentro lo stabilimento di una ditta di alluminio e legno, di proprietà di A M , sono le iniziali del nome, 52 anni, di Aragona, e hanno rubato un furgone Ford Transit carico di materiali.

23 gennaio, Ad Agrigento raffica di furti notturni. Al Viale Cannatello ignoti sono entrati dentro il negozio di prodotti elettronici “Euronics” e hanno rubato 6 telefoni cellulari Poi hanno forzato una porta antincendio, sono entrati dentro il supermercato “R7” e hanno rubato circa 900 euro da 4 casse. Poi, terminato il lavoro indisturbati, hanno ritenuto opportuno consumare il caffè e hanno tentato di forzare le macchinette del caffè collocate all’esterno del negozio “Brico”.

23 gennaio, Il Tribunale civile di Agrigento, e in particolare la giudice Luciana Razete, ha condannato l’avvocato agrigentino ed ex consigliere comunale Giuseppe Arnone a risarcire un danno pari a 50 mila euro all’ex vice sindaco di Agrigento e imprenditore, Carmelo Picarella, oggi defunto, oggetto di accuse ritenute diffamatorie e ingiuriose da parte di Arnone. Gli interessi del defunto Picarella sono curati dagli avvocati Salvatore, Francesco e Marco Patti. Il giudice civile, tra l’altro, scrive che “Le condotte dell’Arnone non trovano alcuna causa di giustificazione nel diritto di critica politica e di cronaca, invocato del tutto genericamente con riferimento all’esercizio di diritti costituzionali a tutela della legalità dal convenuto”. E l’avvocato Giuseppe Arnone replica alla sentenza civile di condanna e afferma : “Come spesso accade nella mia vita, i goals che mi capita di subire, poi si ribaltano con gravi perdite per l’avversario. Il defunto Picarella, ad oggi, mi ha risarcito per circa 60mila euro. Adesso questa cifra verrà notevolmente moltiplicata in quanto questa sentenza mi legittima a promuovere tutte le numerose azioni che rimangono nei confronti dei suoi eredi. Ovviamente chiederò con urgenza alla Corte di Appello di sospendere la sentenza, allegando i verbali testimoniali che provano le condotte di Picarella”.

23 gennaio, Il Tribunale di Agrigento, accogliendo le istanze del difensore, l’avvocato Daniele Re, ha scarcerato Eugenio Gibilaro, 51 anni, di Agrigento, muratore, e Salvatore Capraro, 27 anni, di Agrigento, camionista, arrestati dai Carabinieri lungo la 189 per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Il pubblico ministero ha chiesto la conferma degli arresti domiciliari. A Gibilaro e Capraro è stato invece imposto l’obbligo di dimora nel comune di residenza. La direttissima è in calendario l’ 8 marzo.

23 gennaio, Investimento mortale lungo la statale 640 Agrigento – Caltanissetta, in contrada Favarella, dove un uomo 50enne, diretto verso Agrigento, a bordo di una Ford Focus, ieri sera ha investito una donna che gli è sbucata all’improvviso in un rettilineo intenta ad attraversare la strada. Si tratterebbe di una donna dell’ Est Europa, tra i 50 e i 60 anni, che è morta sul colpo. L’ investitore ha subito allarmato la Polizia.

23 gennaio, A Sciacca, al palazzo di giustizia, a conclusione della requisitoria, il pubblico ministero Michele Marrone ha chiesto la condanna di 6 imputati tra ex amministratori e dirigenti del Comune di Sciacca, tecnici e imprenditori, accusati di abuso d’ufficio in riferimento alla destinazione a sede scolastica di uno stabile in via Brigadiere Nastasi. 1 anno e 10 mesi di reclusione per l’ex assessore alla Pubblica istruzione Gianfranco Vecchio, poi 1 anno e 6 mesi per il dirigente dei Lavori pubblici Aldo Misuraca, 1 anno per il dirigente Giuseppe Liotta, 1 anno e 4 mesi per gli imprenditori Domenico e Biagio Russo, e poi 1 anno e 5 mesi per il tecnico di fiducia dei Russo, Massimiliano Trapani. L’edificio in via Nastasi, di proprietà dei fratelli Russo, sarebbe privo del cambio di destinazione d’uso e del parere igienico-sanitario, e dunque non sarebbe idoneo allo svolgimento dell’attività scolastica.

23 gennaio, La Polizia ha denunciato a piede libero alla Procura una ragazza di 20 anni, residente a Canicattì, perchè si prostituirebbe con il passaparola, e, dunque, avrebbe concordato con un anziano canicattinese un rapporto sessuale, con il pagamento di 35 euro.
Appena conclusa la prestazione sessuale, all’interno di un’abitazione in uso alla ragazza, lei, approfittando dell’ uomo in bagno, gli avrebbe rubato 350 euro dai pantaloni. L’anziano ha denunciato il furto alla Polizia. E i poliziotti hanno accertato che è stata la giovane a impossessarsi dei 350 euro .

23 gennaio, I poliziotti della Squadra Volante di Agrigento, capitanati da Tommaso Amato, hanno arrestato Hassen Nabil, 34 anni, originario della Tunisia, per resistenza e minaccia a pubblico ufficiale. I poliziotti sono intervenuti nel centro storico per sedare una lite in famiglia, e appena giunti sul posto si sono imbattuti in una donna scappata da casa perché il marito ha aperto la valvola della bombola del gas, barricandosi in casa. Appena i poliziotti sono entrati dentro l’abitazione, il tunisino gli si è scagliato contro, minacciandoli, impugnando 2 coltelli e tentando di colpirli. E’ stato immobilizzato e arrestato in flagranza di reato.

23 gennaio, A Favara, in via Pietro Nenni, un uomo, travisato da cappuccio e occhiali da sole scuri, è entrato dentro una rivendita di tabacchi armato di pistola, e ha costretto il titolare a consegnargli l’incasso della giornata. Poi è fuggito. Un’ora addietro, un’ altra rapina dello stesso genere è stata tentata in un’altra tabaccheria in via Agrigento, ma il rapinatore, forse la stessa persona, è stato indotto alla fuga dalle urla di alcuni avventori. Indagano i Carabinieri.

23 gennaio, A Licata i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari Paolo Mancuso, 48 anni, sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza, perché sorpreso senza documenti di identità, e senza patente perché gli è stata revocata, alla guida di un motocarro “Piaggio Ape”. E a Canicattì i Carabinieri hanno arrestato in carcere il già detenuto ai domiciliari per violenza privata, Sorin Burciu, 40 anni, originario della Romania e domiciliato a Canicattì, perché responsabile di ripetuti episodi di evasione dal domicilio.

25 gennaio, La Procura della Repubblica di Sciacca ha notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari, anticamera della richiesta di rinvio a giudizio, ad Antonino Nugara, Antonino Corsentino e Gaetano Cani, già amministratori della società “Athena”, nell’ambito di una inchiesta sulla gestione dell’istituto scolastico paritario “Liceo delle Scienze Sociali “Rotolo” di Menfi. I 3 avrebbero costretto diversi docenti della scuola a rinunciare al compenso per il lavoro prestato, a firmare le buste paga mensili a titolo di quietanza del compenso in realtà non corrisposto, nonché a firmare, già dal momento della stipulazione del contratto di lavoro, una lettera di dimissioni “in bianco”, priva di data, in modo da potere interrompere in qualsiasi momento e unilateralmente il rapporto di lavoro. Agli indagati è stato contestato il delitto di estorsione, trattandosi di condotta posta in essere con la minaccia, a volte esplicita, che, altrimenti, gli insegnanti avrebbero perso il lavoro e la conseguente possibilità di accumulare punteggio utile per le graduatorie per l’insegnamento nelle rispettive classi di concorso. Un avviso di conclusione delle indagini è stato notificato anche alla segretaria della scuola, ritenuta responsabile di avere aiutato gli amministratori della società Athena ad eludere le indagini, condotte dall’aliquota Carabinieri della sezione di polizia giudiziaria della Procura di Sciacca.

25 gennaio, A Comitini, nelle campagne, ignoti hanno rubato, in vari luoghi, ingenti quantità di cavi elettrici provocando black out a danno dei residenti. A lavoro i tecnici dell’ Enel. Indagano i Carabinieri.

25 gennaio, Ad Agrigento ignoti malviventi hanno tentato di compiere un furto nella zona industriale, in contrada San Benedetto. Il tentativo è fallito a seguito del sopraggiungere delle pattuglie dei Carabinieri che hanno sorpreso i banditi in fuga a bordo di due automobili, li hanno inseguiti fin nei pressi di Realmonte, dove i criminali hanno abbandonato le auto e sono fuggiti a piedi per le campagne dileguandosi.

25 gennaio, A Sciacca, all’ interno della Chiesa del Sacro Cuore, ignoti hanno rubato le elemosine custodite in un’apposita cassetta. Il furto è stato denunciato alla Polizia. Gli agenti hanno indagato e hanno denunciato a piede libero un uomo originario della Romania, ritenuto l’autore del furto.

25 gennaio, A Ribera la Polizia ha denunciato a piede libero alla Procura un gioielliere di 50 anni perché nel suo negozio sono stati scoperti oggetti in oro, dei quali il commerciante non avrebbe giustificato la provenienza. Si tratta di preziosi per un valore di 15 mila euro tra anelli, bracciali, orecchini e collane.

26 gennaio, Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, la pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia, Maria Teresa Maglino, a conclusione della requisitoria, ha chiesto alla sezione penale presieduta da Giuseppe Melisenda Giambertoni la condanna a 9 anni di reclusione a carico dell’ imprenditore di Racalmuto, Lillo Romano, 59 anni, imputato di concorso esterno all’ associazione mafiosa allorchè avrebbe contribuito a rafforzare Cosa nostra dapprima favorendo il gruppo capeggiato da Maurizio Di Gati, suo compaesano, e poi il gruppo avverso di Giuseppe Falsone. L’ inchiesta si è avvalsa anche delle dichiarazioni di alcuni pentiti, tra cui il racalmutese Ignazio Gagliardo, già dipendente ed estortore di Romano. L’8 febbraio prossimo arringheranno i difensori, gli avvocati Salvatore Pennica e Nino Caleca.

26 gennaio, E’ stata condannata anche in Appello la banda composta da catanesi e palmesi ritenuti responsabili della rapina a danno della Banca Popolare Sant’Angelo a Licata il 23 dicembre del 2013. I giudici di secondo grado hanno confermato la sentenza emessa dal Tribunale di Agrigento a conclusione del giudizio abbreviato, e hanno condannato a 5 anni di reclusione ciascuno Vincenzo Gattarello, 33 anni, e Andrea Gulisano, 42 anni, entrambi di Catania. Poi, 4 anni di carcere ciascuno per Carmelo Bordino, 46 anni, e Biagio Monachello, 33 anni, entrambi di Palma di Montechiaro, e per Salvatore Cavallaro, 23 anni, di Catania. Un sesto rapinatore, Santo D’Arrigo Sciattella, 25 anni, ha già patteggiato 3 anni e 10 mesi di reclusione. La rapina fruttò 38mila euro, 21 dei quali recuperati perché le indagini dei poliziotti del Commissariato di Palma di Montechiaro, coordinate dal sostituto procuratore Salvatore Vella, consentirono nell’immediatezza del colpo di arrestare quasi tutti i rapinatori e recuperare gran parte del bottino.

26 gennaio, Ad Agrigento, in via San Vito, nei pressi di piazza Diodoro Siculo, un uomo di 35 anni si è imbattuto nella sua ex compagna, una donna di 30 anni in compagnia del suo nuovo compagno. Lui, l’ ex, verosimilmente non rassegnato e animato dalla gelosia, l’ ha insultata, minacciata, bloccata, l’ ha picchiata, le ha rubato la borsetta e poi è scappato. Sul posto sono intervenuti i poliziotti della squadra Volante, capitanati da Tommaso Amato. La donna è stata soccorsa in Ospedale.

26 gennaio, Il Tribunale di Sciacca, presieduto da Fabio Passalacqua, ha condannato un uomo di Menfi, R R sono le iniziali del nome, 55 anni, a 6 mesi di reclusione perchè avrebbe detenuto, in maniera illecita, nella propria abitazione, 20 cartucce calibro 9 e per essere stato sorpreso in possesso di un coltello a serramanico.

26 gennaio, Ad Agrigento, al Villaggio Mosè, un ladro intento a scardinare la finestra di un’ abitazione al pian terreno è stato indotto alla fuga dalla proprietaria che, resasi conto delle intenzioni del criminale, ha iniziato a urlare, si è affacciata e lo ha costretto a scappare. Poi ha telefonato alla Polizia. Indagini in corso.

26 gennaio, A Campobello di Licata ignoti sono entrati dentro un bar in via Vittorio Emanuele e hanno rubato le macchinette da gioco e i soldi in cassa. E a Palma di Montechiaro, invece, la Polizia ha denunciato a piede libero due giovani presunti responsabili del furto di monete dai distributori di merendine in una scuola elementare.

27 gennaio, Il giudice per udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, ha condannato a 8 anni di carcere Salvatore Gesù Amato, 29 anni, di Palma di Montechiaro, imputato perché il 5 dicembre 2014 a Camastra avrebbe sparato contro Domenico Mancuso, 38 anni, anche lui palmese. Amato avrebbe affiancato, bloccandola, l’automobile di Mancuso, e poi, fuori dall’ auto, ha sparato 6 colpi con una pistola semi automatica calibro 9 che hanno colpito Mancuso di striscio, provocandogli ferite all’emi-costato sinistro, spalla sinistra, ginocchio sinistro, alla testa e al braccio sinistro. Il pubblico ministero, Salvatore Vella, ha invocato la condanna dell’ imputato, difeso dall’ avvocato Salvatore Collura, a 21 anni di reclusione.

27 gennaio, La Procura di Sciacca ha disposto il giudizio immediato a carico di un uomo di 62 anni di Sambuca di Sicilia, V M sono le iniziali del nome, meccanico, arrestato dai Carabinieri lo scorso 28 ottobre 2015 e imputato di prostituzione minorile e violenza sessuale aggravata commessa nei confronti di minore. L’inchiesta è frutto di uno spunto investigativo dei Carabinieri che hanno notato l’anziano, già noto per precedenti simili, intrattenersi con un ragazzo di 12 anni all’interno di un esercizio pubblico e poi a bordo di un’ automobile.

27 gennaio, A Ravanusa i Carabinieri della locale Stazione hanno arrestato Vasile Petru Strugaru, 48 anni, originario della Romania, per maltrattamenti in famiglia, lesioni personali, rifiuto d’indicazioni sulla propria identità personale e minaccia a un Pubblico Ufficiale. I Carabinieri sono intervenuti a casa del romeno, e lo hanno sorpreso agitato, dopo avere aggredito la moglie, colpita con violenza alla testa con un pesante mazzo di chiavi. La donna è stata soccorsa nella Guardia medica del paese. L’ uomo, che ha rifiutato di fornire le proprie generalità e ha minacciato di morte i militari, è stato arrestato.

28 gennaio, La Procura di Agrigento ha disposto il giudizio immediato a carico di un favarese imputato di tentato omicidio a colpi di scalpello. Si tratta di Gaspare Vecchio, 36 anni, già sottoposto alla libertà vigilata, e che adesso risponderà anche di tentato omicidio, resistenza e minaccia a pubblico ufficiale. Vecchio, lo scorso 26 settembre 2015, è entrato dentro casa di un favarese di 37 anni, Emanuele Di Dio, e lo avrebbe colpito alla testa e al viso con uno scalpello di ferro. La moglie della vittima dell’ aggressione ha reagito e ha indotto l’aggressore, armato anche di un coltello di 30 centimetri, alla fuga. Quando Gaspare Vecchio è stato rintracciato dai Carabinieri a casa sua ha resistito e minacciato i militari. Scalpello e coltello sono stati sequestrati. Emanuele Di Dio è stato soccorso in Ospedale con 20 giorni di prognosi.

28 gennaio, Il Tribunale di Agrigento, a fronte della richiesta del pubblico ministero di condanna ad a 1 anno di carcere, ha assolto Lorenzo Iacono, 27 anni, di Santa Elisabetta, difeso dagli avvocati Nino e Vincenza Gaziano, arrestato il 2 aprile 2014 dai Carabinieri perché sorpreso in possesso di 31,3 grammi di marijuana.

28 gennaio, A Licata i Carabinieri hanno arrestato Giuseppe Famà, 29 anni, perché ha violato gli obblighi di sorveglianza speciale che gli sono stati imposti. Famà è stato sorpreso fuori dalla propria abitazione in evidente stato di alterazione psicofisica, e oltre le ore 18, termine entro cui rientrare a casa.

29 gennaio, Ad Agrigento al Villaggio Mosè, in un cantiere per la ristrutturazione di una palazzina lungo Viale Cannatello, un operaio, Antonio Vitello, 55 anni, di Favara, è morto precipitando da un ponteggio di 18 metri. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, i poliziotti della Squadra Volanti, i Carabinieri, l’ Ispettorato del Lavoro e i tecnici dell’ Azienda sanitaria provinciale per verificare eventuali carenze di sicurezza nel cantiere teatro del sinistro.

29 gennaio, Il Tribunale di Caltanissetta, a fronte della richiesta di condanna da parte del pubblico ministero a 2 anni e 6 mesi di reclusione, ha assolto l’ avvocato agrigentino Giuseppe Arnone, difeso dall’ avvocato Daniela Principato, dai reati di calunnia e diffamazione a danno dei magistrati Ignazio De Francisci, Claudio Corselli e Laura Cameli, già in servizio alla Procura di Agrigento. Arnone invece pagherà un’ammenda in riferimento alla stesura e alla esibizione di uno striscione. Le motivazioni della sentenza assolutoria sono attese dal giudice monocratico Salvucci.

29 gennaio, Ad Agrigento ignoti sono entrati all’interno del serbatoio della Rupe Atenea, dopo aver forzato il lucchetto e la catena all’ingresso del deposito che custodisce lo stesso serbatoio. Ad accorgersi di quanto accaduto sono stati i tecnici di Girgenti Acque, che hanno allarmato la Polizia. Sporta denuncia contro ignoti per danneggiamento.

29 gennaio, La Procura della Repubblica di Agrigento ha chiesto il rinvio a giudizio di due imprenditori nel settore del calcestruzzo di Siculiana, Angela Lo Iacono, 64 anni, e il marito, Vincenzo Grado, 67 anni, perché avrebbero denunciato falsi episodi di racket, provocando prima l’arresto e poi il processo a carico di alcuni concorrenti nella loro attività imprenditoriale, traendo quindi un vantaggio per la loro azienda. Ciò è emerso nell’ ambito dell’ inchiesta antimafia “Nuova Cupola”. La Lo Iacono e il marito Drago avrebbero falsamente accusato i titolari della impresa Beton, Gerlando Gibilaro e Salvatore Guarragi, entrambi di Porto Empedocle, di avere minacciato tutti gli imprenditori della zona a non acquistare il calcestruzzo dalla Ditta Drago – Lo Iacono.

29 gennaio, Ad Agrigento, a Villaseta, ha subito un incendio l’ automobile, posteggiata in via Kennedy, di un ex sottufficiale delle Forze dell’ ordine adesso in pensione. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco di Agrigento. Indaga la Polizia.

29 gennaio, A Sciacca gli agenti della Polizia Ferroviaria di Agrigento, in collaborazione con la Polfer di Palermo, hanno sequestrato in un’ auto – demolizione matasse di cavi in alluminio e trecce di alluminio sguainate, di dubbia provenienza, per 1480 chili. Nella stessa ditta, inoltre, i poliziotti hanno controllato l’applicazione delle normative ambientali e amministrative, che regolamentano le attività dei rottamatori e riciclatori, contestando al titolare delle irregolarità nei registri di carico e scarico e nelle autorizzazioni ambientali. Durante il controllo sono state identificate 17 persone.

30 gennaio, A Palma di Montechiaro sono stati utilizzati finanche i pali della segnaletica stradale per costruire i carri allegorici di carnevale. 4 persone sono state denunciate dai Carabinieri, che hanno sequestrato 2 carri . I 4, tra ventenni e trentenni, risponderanno di danneggiamento aggravato e ricettazione in concorso. A seguito dell’ ispezione in un garage, di proprietà di uno dei 4 denunciati, i Carabinieri hanno scoperto che i 4 hanno arbitrariamente utilizzato dei pali della segnaletica stradale verticale, poco prima divelti e asportati nel centro abitato del comune di Palma di Montechiaro, per costruire la struttura portante di due carri allegorici in occasione del prossimo Carnevale.

30 gennaio, Come pubblicato lo scorso 25 gennaio, ad Agrigento una ragazza ha denunciato che, nottetempo, un amico di 26 anni, appena fuori da un locale del centro storico, è stato seguito da un extracomunitario che poi è riuscito a salire sulla sua automobile, tra spintoni e pretese di soldi. Gli ha rubato dalla tasca il cellulare, minacciandolo con una bottiglia di vetro, e poi è andato via indisturbato. Ebbene, il malvivente è stato incastrato dalle immagine registrate dagli impianti di video sorveglianza, e la Polizia lo ha arrestato. Si tratta di un uomo di 26 anni, Rochdi Daoura, originario della Tunisia.

30 gennaio, A Licata i Carabinieri hanno denunciato a piede libero alla Procura di Agrigento un uomo di 40 anni originario del Marocco, bracciante agricolo, per il reato di porto ingiustificato di armi e oggetti atti ad offendere. Nel centro cittadino il marocchino è stato perquisito e sorpreso in possesso di un coltello a serramanico, della lunghezza complessiva di 23 centimetri, di cui 10 di lama. L’ arma è stata sequestrata.

30 gennaio, Accogliendo quanto richiesto dal difensore, l’ avvocato Tanja Castronovo, il Tribunale di Sorveglianza di Palermo ha concesso l’ affidamento in prova ai servizi sociali a favore di Calogera Sferlazza, 55 anni, di Favara, già in semilibertà, che sconta la condanna a 6 anni di reclusione per tentato omicidio e detenzione e porto abusivo di armi allorchè il 2 luglio 2008, nelle campagne intorno a Favara, in contrada Giarrizzo, sparò 3 colpi di pistola contro Giovanni Alonge, 66 anni, anche lui di Favara.

30 gennaio, La Corte d’Appello di Palermo, accogliendo il ricorso del difensore, l’ avvocato Daniela Posante, ha assolto, “perché il fatto non sussiste”, l’ex dirigente dell’Ufficio tecnico comunale di Racalmuto, Calogero Marco Chiarelli, 68 anni, imputato di abuso di ufficio per avere autorizzato l’ installazione di un’ antenna per la telefonia cellulare, nonostante la vicinanza con asili, oratori e strutture per anziani. Come spiegato dall’ avvocato Posante, tale autorizzazione è stata concessa per evitare che la Ericsson avviasse un’azione di risarcimento danni che avrebbe pregiudicato la situazione finanziaria del Comune di Racalmuto.

30 gennaio, Ad Aragona, in via Messina, all’ interno di un magazzino al piano terra di una palazzina è divampato un incendio. I locali sono adibiti a rimessa e officina, e 4 automobili da corsa, utilizzate per gare di rally, sono state bruciate dalle fiamme, nonostante il tempestivo intervento dei Vigili del fuoco del Comando provinciale di Agrigento. Oltre al magazzino, è stato danneggiato anche il primo piano soprastante. Indagano i Carabinieri della locale Stazione, che hanno compiuto i rilievi di rito.

31 gennaio, A Lampedusa i Carabinieri della locale stazione hanno arrestato ai domiciliari, per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, Nicola Cucina, 25 anni, imprenditore, perquisito in via Mazzini e sorpreso in possesso di 9 grammi di cocaina divisi in 9 dosi, 5 grammi di hashish e 530 euro, forse provento dell’attività di spaccio. Il tutto è stato sequestrato.

1 febbraio, Ad Agrigento, nel centro storico, dietro piazza Ravanusella, nel cortile Navarra, i poliziotti della Narcotici della Squadra Mobile, agli ordini di Michelangelo Lo Piparo, si sono insospettiti dell’ andirivieni continuo, si sono appostati e hanno sorpreso un uomo e una donna in possesso di droga a fini di spaccio. Massimo Trupia, 42 anni, già sorvegliato speciale, e Natalie Verons, 40 anni, nata in Belgio ma da sempre residente ad Agrigento, risponderanno di 35 grammi di hashish, 15 flaconcini di metadone e circa 600 euro, forse provento dell’illecita attività di spaccio. Un agrigentino di 23 anni è stato denunciato per favoreggiamento e segnalato come assuntore di droga.

1 febbraio, Il Tribunale di Agrigento ha condannato a 3 anni e 4 mesi di reclusione un ragazzo di 25 anni di Casteltermini, imputato di violenza sessuale continuata nei confronti di persona minore di anni 14 e violenza sessuale continuata nei confronti di persona minore di anni 18. Il giovane avrebbe ripetutamente abusato sessualmente della sorella, già da quando lei ha avuto poco meno di 12 anni. Il castelterminese è stato trasferito nel carcere di contrada Petrusa ad Agrigento.

1 febbraio, A Favara, nel corso di un servizio straordinario di controllo del territorio, i Carabinieri della compagnia di Agrigento e della tenenza di Favara hanno arrestato, su ordine del Tribunale di Sorveglianza di Palermo, N G, sono le iniziali del nome, 27 anni, residente a Favara, per il reato di detenzione illegale di armi commesso a Favara nel 2010. L’ uomo sconterà 4 mesi ai domiciliari. Poi, sono stati controllati 45 veicoli, 72 persone, ritirate 5 patenti di guida e sequestrate 2 autovetture, poi alcol test per 39 persone e 5 denunciate per guida in stato di ebbrezza alcolica. Poi sono stati controllati alcuni esercizi commerciali.

1 febbraio, Ad Agrigento, in via Manzoni, in un negozio gestito da cinesi, un commerciante cinese è stato selvaggiamente picchiato da un cliente nordafricano il quale avrebbe preteso che gli fosse concesso il credito su una confezione di cartine. Il cinese già nei giorni precedenti avrebbe accordato il credito, non ricevendo però successivamente il pagamento. Al no del cinese, l’africano si sarebbe scagliato contro di lui colpendolo a calci e pugni, e costringendolo al ricovero in ospedale. Poi è scappato. Indagano i Carabinieri.

1 febbraio, La Corte d’Appello di Palermo ha dichiarato inammissibile l’appello proposto dalla Procura Generale e ha confermato la sentenza emessa il 12 settembre 2013 dal Tribunale di Agrigento, presieduto da Ottavio Mosti, al processo sui Centri commerciali in città, uno a Villaseta e l’altro al Villaggio Mosè. Sono stati assolti tutti gli imputati, che sono 14 : l’ex sindaco Aldo Piazza, poi Calogero Noto Campanella, Pasquale Vinciguerra, Giuseppe Principato, Salvatore Pennisi, Francesco Vitellaro, tutti tecnici o funzionari comunali, poi l’ex comandante della Polizia municipale di Agrigento, Vincenzo Nucera, il dipendente comunale Piero Vinti, il tecnico Melchiorre Piraneo, e gli imprenditori Carmelo Condorelli, Calogero Saeva, Gaetano Scifo, Gianni Marianelli e Aniello Setola. Gli imputati hanno risposto, a vario titolo, di abuso in atti d’ufficio, falso, e truffa aggravata ai danni della Comunità Europea. La sesta sezione della Corte d’ Appello ha condannato le parti civili Wwf e Legambiente al pagamento delle spese di giudizio d’appello, e a rifondere all’imputato Vincenzo Nucera le spese del secondo grado di giudizio liquidate in 2000 euro oltre Iva e Cpa. Il collegio difensivo è stato composto dagli avvocati Giuseppe Scozzari, Rosa Salvago, Totò Tirinnocchi, Nino e Vincenza Gaziano, Isabella Giuffrida, Nicola Grillo, Daniela Posante, Enrico e Fabio Quattrocchi, Giuseppe Contado e Raimondo Alaimo.
A seguito della sentenza d’Appello sul processo sui Centri commerciali ad Agrigento, interviene l’ avvocato Giuseppe Arnone, difensore dell’ imprenditore Giuseppe Burgio, che commenta : “Il reato principale al centro del processo dei Grandi Centri Commerciali è la tentata estorsione di Scifo e Setola ai danni del mio unico assistito, Giuseppe Burgio. Il fatto di gran lunga più importante, è il pieno accoglimento da parte della Corte d’Appello della mia impugnazione, quale legale di Burgio. L’assoluzione di Scifo e Setola adesso non esiste più, e la Corte d’Appello nelle motivazioni dovrà spiegare perchè il Tribunale di Primo Grado ha sul punto gravemente errato”.

2 febbraio, I Carabinieri della Compagnia di Sciacca hanno arrestato ai domiciliari Piero Maniscalco, 35 anni, ed Emanuele Gambino, 29 anni, entrambi di Sciacca, intercettati lungo la strada statale 624 cosiddetta “Fondovalle” a bordo di una Fiat Punto. I due si sono disfatti di un involucro lanciandolo dal finestrino dell’ auto e sono scappati. Una pattuglia li ha inseguiti e bloccati. Un’altra pattuglia ha recuperato l’ involucro con dentro circa 50 grammi di hashish e 0,5 grammi di cocaina.

2 febbraio, I Carabinieri della Compagnia di Canicattì hanno compiuto un servizio di serrato controllo del territorio. Ecco gli esiti : a Castrofilippo un uomo di 48 anni in automobile denunciato perché si è opposto a sottoporsi all’ alcol test. E poi, a Canicattì due minorenni di anni 16 e 17 sono stati denunciati per guida senza patente perché mai conseguita. E ad Aragona altri due ragazzi di 19 e 27 anni sono stati segnalati come assuntori di droga perché sorpresi a fumare uno spinello.

2 febbraio, I Carabinieri della compagnia di Agrigento, della compagnia di Licata e della tenenza di Favara hanno arrestato due romeni per furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale. Si tratta di Ionut Pitigoi, 25 anni, e di Cristian Grigore, 21 anni, entrambi domiciliati a Catania. I due sono stati sorpresi nei pressi della zona industriale agrigentina a bordo di un autocarro appena fuori da un deposito di autodemolizioni. I due sono scappati in direzione Licata, prima a bordo del mezzo, poi a piedi, ma sono stati inseguiti e acciuffati. Sull’ autocarro sono state scoperte e sequestrate circa 3 tonnellate di matasse di rame, appena rubate dallo stesso deposito di autodemolizioni.

3 febbraio, A Canicattì ha subito un furto il negozio Cva Canicattì Viticultori associati. I ladri sono entrati furtivamente e hanno rubato oltre 200 bottiglie, tra vino e olio, dagli scaffali del punto vendita, inaugurato nell’ottobre del 2014 nell’ ambito del progetto cosiddetto “Diodoros”, intrapreso nel 2011 in collaborazione con il Parco della Valle dei Templi di Agrigento. Il danno complessivo ammonta a circa 2 mila euro. Nel bottino vi è anche il pregiato vino “Diodoros”, frutto dei vigneti sotto il tempio di Giunone, e circa 150 bottiglie di olio extra vergine d’oliva, prodotto nei terreni del Parco della Valle dei Templi di Agrigento.

3 febbraio, A Palma di Montechiaro, in contrada Trainito Cipolla, un bracciante agricolo di 62 anni, Domenico Racalbuto, è morto perché il suo trattore si sarebbe ribaltato in salita inciampando in un grosso masso e lui è stato schiacciato dal mezzo cingolato. Inutili i soccorsi.

3 febbraio, A Cattolica Eraclea i Carabinieri della locale stazione hanno arrestato un uomo originario della Romania. E’ accusato di violenza sessuale a danno di minore. Il presunto pedofilo avrebbe abusato di una ragazzina di 14 anni.

3 febbraio, I poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento, agli ordini di Giovanni Minardi, hanno arrestato Salem Dridi, 42 anni, e Ghazi Mouelhi, 23 anni, entrambi originari della Tunisia, indagati per il reato di reingresso illegale nel territorio nazionale.
I due tunisini, nonostante fossero già stati espulsi, sono rientrati nel territorio dello Stato prima del termine senza l’autorizzazione del Ministero dell’Interno, attraverso la frontiera marittima di Lampedusa, dove sono sbarcati il 26 gennaio scorso. E la Squadra Mobile ha arrestato, su ordine del Tribunale di Modena, Abderahmen Akil, 34 anni, marocchino, che sconterà la pena residua di 2 anni e 1 mese per affari di droga.

4 febbraio, Ancora trattori e motozappe mortali nell’agrigentino. Dopo il bracciante agricolo di Palma di Montechiaro, Domenico Racalbuto, 62 anni, adesso, a Favara, è morto l’ anziano Giuseppe Vetro, 74 anni, dilaniato dalle lame della sua motozappa in contrada Pioppo, nelle campagne, dove Vetro ha posseduto un appezzamento di terreno. Le lame del mezzo si sarebbero impigliate nei pantaloni dello sventurato. Inutili i soccorsi. Indagini in corso.

4 febbraio, Il Tribunale di Sciacca ha condannato a 6 mesi di reclusione un pasticcere di Ribera, Emanuele Sabella, imputato di resistenza a pubblico ufficiale a seguito di un alterco con il comandante della Polizia municipale di Ribera, Antonino Novara, in riferimento al divieto di transito e di posteggio al lungomare di Seccagrande, che durante l’ estate è isola pedonale. Il pasticcere risarcirà i danni al pubblico ufficiale costituito parte civile, e gli pagherà le spese legali.

4 febbraio, A Canicattì, nei pressi del Viale della Vittoria, i Carabinieri hanno arrestato due ladri sorpresi, dopo avere forzato un ingresso, a praticare un foro in un muro di una casa adiacente al bar “Pausa caffè”. Si tratta di Alessandro Milazzo e Gioacchino Amato, entrambi di 37 anni.

4 febbraio, A Menfi i Carabinieri hanno arrestato Antonino Spatola, 36 anni, perché presunto responsabile, con altre persone al momento ignote, del reato di rapina e lesioni aggravate. Nel maggio 2014, intorno alle ore 22, 4 banditi sono entrati dentro la casa di un’anziana, l’ hanno picchiata, e le hanno rapinato denaro per 450 euro e alcuni oggetti preziosi.

4 febbraio, Innanzi al Tribunale di Agrigento è iniziato il processo a carico di un uomo di 32 anni di Palma di Montechiaro, imputato per una “fuitina”, che in Sicilia è la fuga d’amore tra due fidanzati. La fuitina non è un reato, a meno che lui ha 32 anni e lei ne ha appena 16. Infatti, l’uomo è stato denunciato dalla famiglia della giovane per sottrazione di minore. L’episodio risale al 2012. Dopo la fuitina, la coppia è stata rintracciata a Genova dalla Polizia. La fidanzatina ha sempre dichiarato di essere stata consenziente all’allontanamento.

5 febbraio, A Sciacca, nei pressi del cimitero, in via Monte Kronio, un incidente stradale ha provocato la morte di un ragazzo di 16 anni. Si tratta di Sebastian Soldano. Il minorenne, in sella a uno scooter, per cause ancora in corso di accertamento da parte dei carabinieri, si è scontrato con un camion. Il passeggero di Sebastian Soldano ha subito delle ferite ed è stato soccorso all’ospedale “Giovanni Paolo secondo” di Sciacca.

5 febbraio, La giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, accogliendo le istanze della difesa, ha revocato la misura cautelare del divieto di dimora a favore di Giovanni Camilleri, 26 anni, infermiere professionale di Licata, inquisito nell’ ambito dell’ inchiesta cosiddetta “Catene Spezzate” su presunti gravi casi di maltrattamento a danno di disabili ospiti della Comunità gestita dalla cooperativa Suami.

5 febbraio, Una donna di 37 anni sarebbe stata denunciata alla Procura della Repubblica di Agrigento, per lesioni, perché non avrebbe rivelato al partner di essere affetta dal virus dell’Aids. L’uomo, di 47 anni, avrebbe contratto la malattia. Teatro di quanto accaduto è un paese della provincia di Agrigento.

5 febbraio, Il Tribunale di Agrigento ha assolto, “perché il fatto non sussiste”, Carmelo Leonardi, 22 anni, e Vincenzo Turcoli, 32 anni, entrambi di Licata, imputati di detenzione di stupefacenti a fini di spaccio. I due sono stati sorpresi dalla Guardia di Finanza nel 2013 a bordo di un’ automobile di proprietà di un altro licatese che è stato processato col rito abbreviato. La droga è stata nascosta dentro l’auto, all’ insaputa dei due passeggeri, Leonardi e Turcoli.

6 febbraio, Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Franco Provenzano, ha convalidato l’arresto, disposto dai pubblici ministeri Alessandra Russo e Salvatore Vella, a carico di uomo di 46 anni originario della Romania e domiciliato a Cattolica Eraclea, arrestato lo scorso 2 febbraio dei Carabinieri della stazione di Cattolica Eraclea per violenza sessuale a danno della nipotina di 13 anni, che ha vissuto con lui insieme ad altri parenti. L’indagine è scattata dopo un esposto dei servizi sociali del Comune di Cattolica, e vi sarebbe anche la denuncia da parte di una parente. La tredicenne è stata affidata ad un centro d’accoglienza per minori ed è assistita da uno psicologo. Il romeno, difeso dall’avvocato Giovanni Crosta, ha negato di avere mai abusato sessualmente della bambina. Alla madre della ragazzina, di 56 anni, sono stati imposti gli arresti domiciliari perché, convocata in caserma per accertamenti, e dopo avere appreso dell’ indagine, ha telefonato al fratello e lo ha avvisato delle indagini a suo carico e del pericolo di essere arrestato. Il romeno è stato quindi subito sottoposto a fermo prima che fuggisse dall’ Italia.

6 febbraio, A Sciacca, al palazzo di giustizia, il pubblico ministero, Michele Marrone, a conclusione della requisitoria, ha chiesto la condanna a 3 mesi di reclusione ciascuno a carico di 2 tecnici dell’ Anas imputati, in abbreviato, a seguito del crollo del ponte Verdura, lungo la strada statale 115, nel tratto tra Sciacca e Ribera. Si tratta di Antonino Tumminello, 48 anni, capo cantoniere addetto alla sorveglianza del tratto di strada, e Ignazio Calvaruso, 59 anni, capo del nucleo manutenzione dell’Anas, con competenza del tratto interessato al cedimento. La difesa dei due indagati, gli avvocati Giovanni Vaccaro, Domenico Galtà e Celestino Cardinale, ha ribadito la richiesta di assoluzione. Il giudice del Tribunale di Sciacca, Roberta Nodari, ha rinviato l’ udienza al primo aprile per eventuali repliche e per la sentenza.

6 febbraio, La Corte d’Appello di Palermo, in totale riforma della sentenza del Tribunale di Agrigento, ha assolto Paolo Di Marco, di Cammarata, imputato per violazione della disciplina che regolamenta il divorzio e, in particolare, per il mancato versamento degli obblighi di assistenza all’ex moglie. Di Marco è stato difeso dall’ avvocato Rosa Salvago del Foro di Agrigento.

6 febbraio, A Castrofilippo i Carabinieri hanno arrestato in carcere Fortunato Antonio Marsala, 56 anni, beneficiario di misura alternativa al carcere dal novembre 2015, perché è stato sorpreso in casa insieme ad un pregiudicato, violando dunque le prescrizioni dei domiciliari. Arrestato anche, per le stesse ragioni, Salvatore Casella, 31 anni, ai domiciliari dall’ aprile 2015, perché sorpreso all’ esterno dell’ abitazione, in una piazza del paese.

6 febbraio, A Favara i Carabinieri della locale Tenenza hanno arrestato Luigi Pullara, 52 anni, per furto di energia elettrica. Nel corso di un controllo nell’ abitazione di Pullara, i Carabinieri hanno scoperto l’allaccio abusivo alla rete Enel tramite due conduttori in rame.

6 febbraio, A Licata i Carabinieri della locale Compagnia, nel corso di 3 giorni di controllo del territorio, hanno controllato 150 persone e 127 veicoli. Poi 21 destinatari di misure cautelari. Sono state 52 le contravvenzioni al Codice della Strada, soprattutto per uso del cellulare alla guida e per mancato uso della cintura di sicurezza. 7 ciclomotori e motocicli sono stati sottoposti a fermo amministrativo di 60 giorni per senza casco, e 7 autoveicoli e motoveicoli sono stati sequestrati per mancanza di assicurazione. 15 carte di circolazione ritirate per infrazioni al Codice della strada. 4 persone segnalate per uso personale di sostanze stupefacenti. Un denunciato per guida di un ciclomotore senza patente, perché mai conseguita, e senza assicurazione, e un altro denunciato per tentato furto di materiale ferroso nei pressi della stazione ferroviaria di Licata.

6 febbraio, La Procura di Agrigento, tramite la Polizia, ha notificato 10 avvisi di conclusione delle indagini preliminari, quindi anticamera della richiesta di rinvio a giudizio, a carico di altrettanti indagati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Si tratta di un commercialista revisore contabile, e 9 extracomunitari, tutti residenti a Canicattì. Dall’ inchiesta è emerso che il commercialista, con diversi incarichi in enti locali della zona, sarebbe stato il consulente della costituzione di falsi rapporti di lavoro tramite cui marocchini, tunisini e cinesi hanno ottenuto il permesso di soggiorno. Alcuni indagati hanno dichiarato che per le pratiche avrebbero pagato da 500 a mille euro a titolo di “spese di istruttoria” ed altre somme per l’ottenimento del permesso di soggiorno.

8 febbraio, L’ inchiesta sul residence di lusso a ridosso di Scala dei Turchi. La Procura di Agrigento notifica 12 avvisi di conclusione delle indagini preliminari. A cavallo tra agosto e settembre 2013 è esploso il caso “Cose Turche”. MareAmico di Claudio Lombardo scopre che a Scala dei Turchi, spiaggia di marna bianca a Realmonte, sono state progettate 25 villette di lusso per proprietari vip. Il Comune di Realmonte, e il sindaco dell’ epoca Piero Puccio, revocano in fretta e furia la delibera del 23 ottobre 2008 che ha approvato il piano di lottizzazione cosiddetto “Borgo Scala dei Turchi”. Poi, l’ assessore regionale a Territorio e Ambiente dell’epoca, Mariella Lo Bello, ha sguinzagliato i Commissari, che hanno rilevato delle irregolarità, e la Regione ha ordinato la sospensione dei lavori. E poi è stata la Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Agrigento a sospendere le autorizzazioni di sua competenza concesse alla società di Siracusa, la Comaer. Almeno 25 villette, da vendere tra 500mila e 1 milione di euro, sono state cancellate. Anche, e ovviamente, la Procura della Repubblica di Agrigento ha indagato. A Realmonte la Comaer ha acquistato dei terreni per 60mila metri quadri in contrada Canalotto da un Istituto religioso di suore. E le suore li hanno ricevuti in dono dalle sorelle di un ricco medico defunto. E la società Comaer ha stipulato con il Comune di Realmonte una convenzione, nel 2008, con l’allora sindaco, l’ingegnere Giuseppe Farruggia, che poi è stato tra i direttori dei lavori. Adesso la stessa Procura agrigentina ha notificato l’ avviso di conclusione delle indagini preliminari, anticamera della richiesta di rinvio a giudizio, a 12 indagati, a vario titolo, dei reati di lottizzazione abusiva, abuso edilizio, abuso d’ufficio, e falsa perizia. Si tratta dei responsabili della società titolare del progetto, la siracusana Comaer, poi dirigenti della Soprintendenza ai beni culturali di Agrigento, poi liberi professionisti, e poi amministratori e tecnici comunali di Realmonte. Tra i responsabili della Comaer gli indagati sono Gaetano Caristia, 70 anni, e Sebastiano Comparato, 81 anni. Poi, tra gli amministratori e tecnici comunali di Realmonte : Giuseppe Farruggia, 62 anni, ex sindaco, Giuseppe Vella, 56 anni, a capo del settore Urbanistica ed edilizia, Cristoforo Giuseppe Sorrentino, 52 anni, funzionario dell’ Ufficio tecnico comunale e responsabile del procedimento della lottizzazione Comaer, e poi Giovanni Francesco Barraco, 55 anni, Giovanni Farruggia, 59 anni, e Daniele Manfredi, 55 anni, direttori dei lavori della lottizzazione Comaer. E poi, tra i dirigenti della Soprintendenza di Agrigento gli indagati sono Antonino Terrana, 58 anni, Vincenzo Caruso, 60 anni, Agostino Friscia, 63 anni, e Vincenzo Carbone, 63 anni. Secondo i magistrati a lavoro nel palazzo di giustizia in via Mazzini ad Agrigento, il progetto di costruzione del Borgo Scala dei Turchi è stato adottato non legittimamente, e sono quindi illegittime le concessioni edilizie successive. La trasformazione del terreno, gravato da vincoli paesaggistici e archeologici, è stata eseguita in mancanza di titolo abilitativo. E la Procura ravvisa anche la collusione tra, da una parte, i funzionari pubblici, che sono amministratori e tecnici di Realmonte, e i dirigenti della Soprintendenza di Agrigento, e, dall’ altra, i privati lottizzatori. E l’anello di congiunzione sarebbe stato l’ex sindaco di Realmonte, Giuseppe Farruggia, che è stato, al tempo stesso, sindaco e progettista.

8 febbraio, I Carabinieri della stazione di Palma di Montechiaro hanno arrestato ai domiciliari, in flagranza di reato, Maria Domenica Rallo, 20 anni, di Palma di Montechiaro, casalinga, per violazione di domicilio e danneggiamento aggravato. In via Germania la 20enne, dopo aver forzato e divelto la serratura della porta d’ingresso, è entrata nella casa di un 60enne, approfittando della sua assenza, per occupare abusivamente l’appartamento.

8 febbraio, A Palma di Montechiaro i Carabinieri hanno denunciato a piede libero I I sono le iniziali del nome, 57 anni, e C C, 18 anni, studente, per porto ingiustificato di armi e oggetti atti ad offendere, perché, sottoposti a perquisizione personale e veicolare, sono stati sorpresi in possesso di un coltello a serramanico e di una noccoliera tirapugni in metallo. Coltello e noccoliera sono stati sequestrati.

8 febbraio, A Montallegro i Carabinieri hanno arrestato Cristinel Andrei Amariei, 24 anni, originario della Romania e residente a Palermo, sorpreso a rubare in una casa in contrada Canalotto. Il romeno è scappato a bordo della sua automobile, è stato inseguito sulla 115 e bloccato. La refurtiva è stata recuperata e restituita al proprietario.

8 febbraio, Accogliendo le istanze del difensore, l’avvocato Giuseppe Barba, è stato scarcerato Luigi Pullara, 52 anni, di Favara, arrestato dai Carabinieri per furto di energia elettrica a vantaggio della propria abitazione.

9 febbraio, A Palma di Montechiaro la Polizia ha arrestato Calogero Napoli, 25 anni, di Palma di Montechiaro, agricoltore, sorpreso, nel corso di un servizio di pattugliamento, a spacciare alcune dosi di cocaina a ragazzi minori di 18 anni nei pressi di un cortile. I 3 minorenni sono stati segnalati come assuntori di stupefacenti alla Prefettura di Agrigento.

9 febbraio, A Sciacca, nei pressi di Porta Palermo, si è scatenata una rissa tra romeni. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri che hanno arrestato 3 stranieri. C. P. di anni 29, C. C. T. di anni 18 e D. V. D. di anni 19. Risponderanno di rissa in stato di ebbrezza alcolica e lesioni personali a danno di uno di loro, con prognosi di 20 giorni.

10 febbraio, La Guardia di Finanza di Trapani ha sgominato una presunta associazione criminale impegnata nella ricettazione e nel riciclaggio di oro e argento di provenienza illecita. 2 arrestati ai domiciliari, 1 con obbligo di dimora a Palermo, e 19 denunciati. Tra gli arrestati ai domiciliari vi è Salvatore Messina, 51 anni, di Porto Empedocle, e poi Maurizio Messina, 44 anni, residente a Valderice. L’organizzatore e principale artefice del traffico illecito sarebbe stato l’empedoclino Salvatore Messina, il quale, avvalendosi della complicità di alcuni esercizi commerciali, i cosiddetti “compro-oro”, in tutta la provincia di Trapani, avrebbe ricettato centinaia di oggetti e monili in oro e argento provenienti per lo più da furti in appartamenti e rapine, per poi fonderli in lingotti e rivenderli con false fatturazioni ad altre società, i “banco metalli”, a Catania e Roma.
Nel corso delle indagini le Fiamme gialle hanno sequestrato oltre 2 chili di monili in oro e argento di provenienza furtiva. Il valore complessivo delle operazioni di riciclaggio accertate, relative alla illecita commercializzazione di oltre 20 chili di oro e 6 chili di argento, ammonta a circa 1 milione di euro.

10 febbraio, A Canicattì la Polizia ha denunciato alla Procura due ragazze, di 20 e di 29 anni, per minacce contro un anziano del luogo. Le due donne avrebbero minacciato l’ uomo il quale, poche settimane addietro, ha denunciato la 20enne la quale, dopo un rapporto sessuale, gli ha rubato 300 euro dal portafogli. Le minacce sarebbero state rivolte al denunciante per indurlo a ritirare la denuncia. Invece l’anziano, come nel primo caso, si è ancora una volta rivolto alla Polizia per denunciare le due donne. Anche la 29enne risulta essere stata denunciata per il furto di una carta bancomat ad un altro canicattinese.

11 febbraio, Tangenti per concessioni e autorizzazioni edilizie : 8 condanne inflitte dal Tribunale di Agrigento nell’ ambito dell’ inchiesta cosiddetta “Self Service”. Due assoluzioni. Il Procuratore aggiunto, Ignazio Fonzo, e il sostituto Luca Sciarretta, titolari del fascicolo, e i poliziotti della Digos, all’epoca diretti da Carlo Mossuto, hanno sollevato il coperchio dalla pentola ribollente di tangenti all’ Ufficio tecnico comunale di Agrigento. I pagamenti sarebbero stati olio indispensabile per lubrificare la concessione delle licenze. “Dazioni ambientali” : così sono state definite dai magistrati, tra i 300 e i 2.400 euro, e che sono state immortalate da una raffica di fotografie scattate nel “punto G” del pagamento. Dopo le manette, il 29 novembre 2011, si è scatenata una raffica di confessioni, ammissioni di colpa, patteggiamenti e condanne. Adesso è stata emessa la sentenza del Tribunale ordinario di primo grado. 4 anni di carcere sono stati inflitti all’architetto Luigi Zicari, 63 anni, funzionario dell’ufficio tecnico comunale. Poi 2 anni di reclusione ciascuno per l’ex dirigente dell’ufficio tecnico, Sebastiano Di Francesco, e per altri 3 imputati, gli architetti Pietro Vullo, 46 anni, e Roberto Gallo Afflitto, 46 anni, soci dello stesso studio, e per l’imprenditore Gerlando Tuttolomondo, 78 anni. Poi sono stati condannati due vigili urbani, Rosario Troisi, 58 anni di età, ad 1 anno e 4 mesi, e Calogero Albanese, 56 anni di età, ad 1 anno e 2 mesi. 7 mesi sono stati inflitti a Massimo Lorgio, 47 anni. Lorgio è imputato solo di alcuni lavori edilizi ritenuti abusivi, e i due vigili urbani, Troisi e Albanese, sono imputati per avere chiuso un occhio innanzi ai lavori edilizi presunti abusivi di Massimo Lorgio. E sono stati assolti la madre di Lorgio, Pasqualina Sciarratta, 85 anni, e Alfonso Vullo, 38 anni, titolare di una concessione edilizia e imputato di aver pagato una tangente. La requisitoria in aula è stata sostenuta dal pubblico ministero, Alessandro Macaluso, che il 12 marzo 2015 ha invocato la condanna degli stessi 8 poi condannati in sentenza, e l’assoluzione dei 2 assolti, Sciarratta e Vullo. La sezione penale giudicante è stata presieduta da Francesco Paolo Pizzo, a latere Ermelinda Marfia e Rosanna Croce. A seguito della sentenza di primo grado, in ordinario, emessa dal Tribunale di Agrigento nell’ ambito dell’ inchiesta cosiddetta “Self Service”, interviene il difensore dell’ ex dirigente dell’ ufficio tecnico comunale di Agrigento, Sebastiano Di Francesco, l’ avvocato Angelo Nicotra, che afferma : “Il Tribunale ha assolto l’ ingegnere Di Francesco dalla partecipazione nell’associazione a delinquere contestata, escludendone l’esistenza. Inoltre ha escluso il coinvolgimento in fatti di corruzione a carico dello stesso Di Francesco, come peraltro già non contestato dall’accusa. E poi ha assolto l’ ingegnere Di Francesco da 22 capi di imputazione per abuso d’ufficio relativi ad altrettante pratiche edilizie in contestazione che, dunque, sono state ritenute legittime, dichiarando la prescrizione per altra pratica. La condanna del Di Francesco a 2 anni per abuso d’ufficio, che naturalmente sarà appellata con auspicio di esito favorevole, è relativa a sole 7 pratiche edilizie, delle quali almeno in 3 casi non è stata rilasciata alcuna concessione edilizia. E ciò è l’esito in primo grado delle 200 pratiche edilizie trattate durante la dirigenza dell’ ingegnere Di Francesco dell’ ufficio tecnico del Comune di Agrigento, e che sono state prese in esame dall’accusa. Pertanto, con questa sentenza il Tribunale ha demolito l’impalcatura dell’accusa a carico del Di Francesco” – conclude l’ avvocato Angelo Nicotra.

11 febbraio, Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, a conclusione della requisitoria, il pubblico ministero, Andrea Maggio, ha chiesto la condanna a 16 anni di carcere a carico di Angelo Azzarello, 27 anni, di Palma di Montechiaro, imputato dell’omicidio della sua compagna, Alina Condurache, 22 anni, originaria della Romania e residente a Naro. Azzarello ha confessato di essere stato l’autore del delitto, compiuto la notte tra il 3 e il 4 dicembre 2014 a Palma di Montechiaro, in contrada Cipolla. L’ imputato si difende sostenendo di avere sparato per sbaglio, perché avrebbe tolto la sicura dalla pistola.

11 febbraio, La Corte d’Appello di Palermo ha confermato la sentenza emessa a conclusione del giudizio abbreviato il 14 aprile 2014 dal Tribunale di Agrigento che ha condannato a 1 anno e 6 mesi di reclusione Charly Bennardo, 32 anni, di Favara, ritenuto responsabile di tentata violenza sessuale a danno di una ragazza di 24 anni di Favara. Bennardo, il 3 aprile 2013, nel centro storico del paese, avrebbe seguito in strada la ragazza e poi l’avrebbe palpeggiata tentando di abusare sessualmente di lei.

11 febbraio, A Ribera i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari Francesco Bono, 63 anni, per il reato di estorsione che sarebbe stato commesso lo scorso 17 agosto quando è stato arrestato in flagranza di reato perché, con regolarità, da circa due mesi, avrebbe preteso, minacciandola, somme di denaro da una donna romena a lavoro in un bar della città.

11 febbraio, Accogliendo le istanze dei difensori, gli avvocati Marco Padula, Antonio Casalicchio e Daniele Re, il Tribunale di Agrigento ha assolto, “perché il fatto non sussiste”, Pietro Losi, 50 anni, dall’ accusa di minacce gravi e lesioni, e il figlio Dario Losi, 28 anni, dall’ accusa di lesioni, a danno di un carrozziere di Agrigento. Dario Losi è stato condannato a 2 mesi di reclusione, pena sospesa, solo per il reato di minacce gravi.

11 febbraio, Lungo la strada statale 640 Agrigento – Caltanissetta, i ladri sono entrati furtivamente nottetempo dentro il cantiere della impresa palermitana “Siess s.r.l.”, e hanno trafugato circa 150 litri di gasolio da due dei mezzi articolati parcheggiati. A denunciare quanto accaduto è stato uno dei rappresentanti della ditta proprietaria dei mezzi. Sul posto, per un sopralluogo, sono intervenuti i poliziotti della Squadra Volanti di Agrigento.

11 febbraio, Ad Agrigento nottetempo ignoti vandali hanno danneggiato 12 automobili, soprattutto a danno degli specchietti retrovisori, tra le vie Callicratide, Empedocle, Esseneto e Manzoni. Indagini in corso da parte della Polizia.

11 febbraio, Ad Agrigento, in via Crispi, innanzi al Cinema Concordia, una donna di 81 anni, Teresa Castro, appena fuori dalla Chiesa nel luogo e intenta ad attraversare la strada, è stata investita da un’ automobile Fiat 500 rossa condotta da una donna. Inutili i soccorsi. I rilievi di rito sono stati compiuti da Carabinieri e Polizia. Indagini in corso alla ricerca di eventuali responsabilità.

12 febbraio, I poliziotti della Squadra mobile di Agrigento, capitanati da Giovanni Minardi, hanno arrestato 3 presunti responsabili, in concorso, del reato di favoreggiamento dell’ immigrazione clandestina. Si tratta di Ndong Sekou, originario del Senegal, Touray Musa, cittadino gambiano, e Mohamed Abdul Rahim, del Camerun. I 3 avrebbero trasportato 124 migranti dalla Libia verso Lampedusa il 25 gennaio scorso, esponendoli al pericolo di vita e utilizzando una barca in precario stato di galleggiabilità.

12 febbraio, Il Tribunale del Riesame, accogliendo il ricorso della Procura presso la Direzione distrettuale antimafia di Palermo, ha emesso 16 misure di custodia cautelare in carcere nell’ ambito dell’ inchiesta antimafia nell’ agrigentino cosiddetta Icaro. Si tratta di misure che sostituiscono le precedenti misure meno affliggenti imposte dal Tribunale di Palermo e contro cui la Procura ha presentato ricorso ritenendole insufficienti. Pertanto, se la Cassazione, su ricorso dei difensori, confermerà quanto disposto dal Riesame, saranno carcerati 16 indagati. Si tratta di Giacomo La Sala, 47 anni, e Santo Interrante, 34 anni, entrambi di Sciacca. Ciro Tornatore, 80 anni, di Cianciana. Francesco Tortorici, 38 anni, di Licata. Tommaso Baroncelli, 41 anni, di Santa Margherita Belice. Mauro Capizzi, 47 anni, di Ribera. Pietro Campo, 64 anni, di Santa Magherita Belice. Vito Campisi, 45 anni, di Cattolica Eraclea. Diego Grassadonia, 54 anni, di Cianciana. Antonino Grimaldi, 48 anni, di Cattolica Eraclea. Vincenzo Marrella, 42 anni, di Montallegro. Stefano Marrella, 60 anni, di Montallegro. Vincenzo Marrella, 60 anni, di Montallegro. E poi altre 3 misure : Carmelo Bruno, 47 anni, di Motta Santa Anastasia, con obbligo di dimora nel comune di residenza. Roberto Carobene, 48 anni, di Catania, con obbligo di dimora nel comune di residenza e divieto di uscita notturno. E poi Gaspare Nilo Secolonovo, 42 anni, di Santa Margherita Belice, agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico.

13 febbraio, I Carabin