Pubblichiamo comunicato integrale di Massimo Raso, Segretario della Cgil agrigentina sul caso Ignazio Cutrò, per il quale lo Stato ha tolto la protezione poichè non ritiene sussistere alcun pericolo per la sua persona e per la sua famiglia.
“Abbiamo appreso con amarezza che Ignazio Cutrò, Presidente della Associazione Nazionale Testimoni di Giustizia, ha perso il ricorso al TAR contro la revoca delle misure di protezione e che, pertanto,
Come Organizzazione Sindacale abbiamo espresso, in varie occasioni, sincera ammirazione per l’attività svolta da Ignazio Cutrò e che hanno consentito dapprima la condanna dei suoi estorsori ed il contributo dallo stesso dato per far crescere una coscienza antimafiosa ed invogliare altri Imprenditori a seguire il suo esempio.
Così come abbiamo espresso la nostra vicinanza quando lo Stato o il Sistema bancario, incurante del contributo dato e della particolare situazione del Cutrò, è venuto meno – a nostro giudizio – ai suoi doveri.
Adesso quest’altra brutta notizia che non comprendiamo e che sicuramente lancia un segnale negativo alla società.
Nell’esprimere a Lui, alla moglie Giuseppina e ai suoi figli, Giuseppe e Veronica, la nostra vicinanza, chiediamo alle Autorità di P.S., a quanti hanno la responsabilità della sicurezza in questo Paese, di riconsiderare tali scelte e di assicurare protezione e sicurezza a Lui e a quanti hanno coraggiosamente scelto di stare “dalla parte dello Stato” e contro la mafia”.

Ultima modifica: 17 gennaio 2018