Grandissimo successo all’evento organizzato dall’AIS Agrigento (Associazione Italiana Sommelier) “Catarratto & Perricone” svoltosi ieri sera ad Agrigento presso il ristorante Terracotta. Pienone di partecipanti all’iniziativa tra appassionati di vino, simpatizzanti e amanti del gusto che hanno coccolato il proprio palato durante la serata con la degustazione di ben 11 vini (6 Catarratto e 5 Perricone)prodotti da diverse aziende presenti ed intervenute all’evento: le cantine Ferreri, Feudo Montoni, Firriato, Porta del Vento, Castellucci Miano, Caruso Minini, Fazio e Lombardo. L’evento è stato presentato dal delegato provinciale Francesco Baldacchino che ha illustrato le caratteristiche e i cenni storici dei due vitigni. Parlando del Catarratto lo ha descritto come un vitigno bianco presente in tutta la Sicilia, in particolare nella zona di Trapani, per quanto riguarda il Perricone è un vitigno a bacca nera originario della Sicilia occidentale. Quando si parla di Catarratto e Perricone si parla di uve autoctone, di vitigni storici rappresentativi del patrimonio ampelografico siciliano.

Il catarratto è un vitigno di grande valore con personalità e carattere, nei secoli scorsi era utilizzato prevalentemente per la produzione di Marsala, vermouth e distillazione. Da ricordare il periodo di declino del vitigno a causa della fillossera, l’introduzione dei vitigni internazionali negli anni 80 e un ulteriore calo a favore del Grillo negli anni 90. Ma con il passare degli anni il Catarratto ha avuto una grande ripresa diventando una certezza nel nostro territorio. In Sicilia è la prima uva più coltivata con ben il 33% di vigneti, 2^ uva più coltivata in Italia, sesto vitigno autoctono più coltivato al mondo. Oggi il catarratto viene utilizzato per la produzione di grandi vini fermi in purezza, grandi vini fermi in blend(Inzolia,Grillo,Chardonnay),spumanti,vini con la macerazione delle bucce e vini da dessert. Il Catarratto ha ottenuto diverse certificazioni DOC : Alcamo, Contea di Sclafani, Contessa Entellina, Erice, Etna, Mamertino di Milazzo, Marsala, Monreale, Salaparuta, Sicilia. Ha una pianta mediamente vigorosa con foglia media pentagonale, pentalobata, dal grappolo mediamente compatto di grandezza media cilindrico/conico. L’acino con o senza pruina, dalla buccia spessa di colore giallo-verde. Il vitigno ha una buona resistenza alle malattie della vite. Il vino si presenta con un colore giallo paglierino con riflessi dal verdolino al dorato. Al naso fruttato, floreale, erbaceo e speziato. Al palato secco fresco sapido e minerale.

Il Perricone vitigno originario del mediterraneo orientale, conosciuto anche con altri nomi : perricone nero, pignatello, guarnaccio (nell’agrigentino), tuccarino. Anch’esso utilizzato prevalentemente in passato per la produzione del Marsala. Anche il Perricone ha attraversato un periodo di declino con difficoltà sia in vigna che in cantina portandolo quasi all’estinzione. Oggi il Perricone (precisando che è più vecchio del Nero D’Avola) è in grande ripresa, è meno difficile da coltivare, viene utilizzato per vino molto interessanti, spesso in blend con il Nero d’Avola ma anche da solo. Rappresenta lo 0,3% del vigneto siciliano, ed è l’undicesimo vitigno autoctono più coltivato in Sicilia. Perricone DOC : Alcamo, Contea di Sclafani, Delia Nivolelli, Eloro, Erice, Marsala, Monreale, Sicilia. La pianta è mediamente vigorosa dalla foglia media da cuneiforme a pentagonale, trilobata o pentalobata. Il grappolo è mediamente compatto cilindrico/piramidale. L’acino è di media grandezza dalla buccia pruinosa spessa e coriacea di colore blu scuro/nero. Il vino ha un colore rosso rubino più o meno carico, al naso fruttato e speziato, al palato secco, tannico e corposo. 

Davvero un evento interessante emozionante e stimolante soprattutto per il gusto e l’olfatto. Sentire il racconto affascinante di due vitigni così importanti del nostro territorio in una location maestosa come la chiesa sconsacrata di San Pietro, avendo la possibilità di sorseggiare in un calice il risultato del prodotto ottenuto di cui si sta parlando è davvero un’esperienza sensoriale paradisiaca coinvolgente e unica.
Dopo l’illustrazione dei due vigneti e le caratteristiche dei propri vini c’è stato un momento dedicato ai partecipanti che hanno potuto fare delle domande ai professionisti del settore presenti. Alla fine dell’evento un colorato e ricco banchetto realizzato dal Ristorante Terracotta. L’AIS(Associazione Italiana Sommelier) ringraziando i presenti all’iniziativa ha ricordato il prossimo appuntamento di martedì 13 Febbraio “Sotto il naso” degustazione tecnica dedicata ai vini del nostro territorio nella serata conclusiva del carnevale di Realmonte.

Gerlando Carratello Food Blogger presso
Tavula misa e Pani Minuzzatu

Ultima modifica: 26 gennaio 2018