17052012

Fontana riconfermato presidente regionale di Legambiente Sicilia

Al termine dei lavori del 9° congresso regionale, che ha
visto la partecipazione di 130 delegati, Mimmo Fontana è
stato riconfermato presidente regionale di Legambiente
Sicilia. Eletti il nuovo direttore regionale, Gianfranco
Zanna, i 62 componenti del direttivo regionale e i 38
delegati che parteciperanno al congresso nazionale di
Legambiente, che si svolgerà dal 2 al 4 dicembre a Bari.

Mimmo Fontana ha aperto il suo intervento sul rischio
idrogeologico: “Bisogna smettere di pensare che si tratti
di una questione ingegneristica, o affrontarlo come una
questione di protezione civile. È essenzialmente una
questione culturale. Una questione che va aggredita
seriamente e che può essere risolta solo cambiando il modo
di usare il territorio e, ancor prima, di pianificarne le
trasformazioni”.

Politiche regionali: “Pur avendo apprezzato alcuni segnali
di discontinuità, rispetto al passato, in termini di
proposta, dobbiamo prendere atto di una profonda incoerenza
sul piano delle scelte concrete. Sono ormai passati quasi
tre anni e siamo sostanzialmente fermi al palo: il nuovo e
alternativo piano rifiuti ancora non è stato approvato,
né tanto meno è stata restituita ai Comuni o ai loro
consorzi la responsabilità della gestione dei rifiuti.

Tutto è fermo per la scelta del presidente Lombardo di
concordare con il governo nazionale una dichiarazione
d’emergenza del tutto immotivata, ma che ha posto sotto
ricatto la Regione. Oggi, noi siciliani non possiamo
scegliere in autonomia il nostro modello di gestione dei
rifiuti, nonostante l’approccio innovativo della nuova
proposta trovi la condivisione del mondo ambientalista,
insieme a quello del lavoro e dell’industria.

Altrettanto seria è la situazione in campo energetico. Si
è passati dalla totale deregulation di Cuffaro a un blocco
quasi totale delle autorizzazioni per impianti d’energia
rinnovabile nei primi due anni di governo Lombardo. Due
posizioni estreme entrambe dannose, ma soprattutto
accomunate da un approccio semplicistico e approssimativo a
un settore complesso e strategico per il futuro del pianeta.
La conseguenza è stata in entrambi i casi l’assenza di
una politica adeguata.

Apprezziamo  gli sforzi che sta facendo l’assessore Marino
di modificare questo stato di cose. Ma riteniamo
indispensabile mettere a sua disposizione le necessarie
risorse umane per recuperare il tempo perduto e rilanciare
la diffusione delle rinnovabili in Sicilia”.

La svolta di Confindustria. “Per combattere il cancro che
corrode la Sicilia è fondamentale, ma non sufficiente,
sottrarsi al pagamento del pizzo. È indispensabile
modificare l’approccio al tema dello sviluppo che non
può essere misurato solo in termini quantitativi, ma deve
recuperare anche una dimensione etica puntando con decisione
a una prospettiva di sostenibilità. Confindustria Sicilia
è meritatamente diventata un punto di riferimento per
l’intera organizzazione nazionale sul tema della
legalità. Faccia pesare questo suo ruolo anche per provare
a sostenere quei pezzi di mondo industriale che stanno
scommettendo sul futuro, puntando sull’innovazione
tecnologica e di processo”.

Conclusioni: “La situazione in Sicilia è molto seria, ma
non possiamo perdere l’ottimismo che ci contraddistingue e
che da trent’anni ci da la forza d’interpretare, insieme
a tanti altri, la voglia di cambiamento che pure esiste in
questa regione. Una forza che ci ha consentito di vincere
importantissime battaglie di cui andiamo molto fieri ma che
spesso non siamo in grado di rivendicare a sufficienza: il
blocco di una pessima riforma urbanistica, il restauro della
villa del Casale, la cancellazione del piano inceneritorista
di Cuffaro, l’istituzione del Parco dei Monti Sicani e
della riserva dei Pantani di Pachino, solo per fare alcuni
degli ultimi esempi.

Ma forse in questo limite sta anche il nostro più grande
pregio: l’essere incontentabili. Voler sempre più di
quello che abbiamo ottenuto. Per noi è al meglio che non
c’è mai fine!!”.

Al congresso hanno partecipato, fra gli altri, Vittorio
Cogliati Dezza, presidente nazionale Legambiente; Rossella
Muroni, direttrice nazionale Legambiente; Pier Francesco
Rizza, presidente regionale WWF; Ivan Lo Bello, presidente
Confindustria Sicilia; il senatore Francesco Ferrante; Fabio
Granata, vicepresidente Commissione parlamentare Antimafia;
Roberto De Benedictis, vicepresidente Commissione Sanità
ARS; Vito Ferrantelli (vincitore del premio intitolato ad
Angelo Vassallo), sindaco di Burgio; Antonello Rizza,
sindaco di Priolo; Ugo Biggeri, presidente nazionale di
Banca Etica; una rappresentanza del comitato NO Muos di
Niscemi; Salvatore Cocina, commissario straordinario Arpa
Sicilia.

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