17052012

Epolis, i candidati della lista civica. Top secret sindaco

Piera Graceffa, Ciro Fuschino e Antonino Milioto, sono i primi tre candidati per la lista civica di Epolis.  I nomi sono stati resi noti dagli stessi interessati nel corso della riunione del martedì, tenutasi ieri sera, nella sala riunioni dell’Hotel Pirandello.

Ancora “segreto”- si fa per dire –  il nome del candidato sindaco, anche al termine della riunione ristretta che i “maggiorenti” di Epolis hanno avuto dopo l’assemblea.

“Ma – assicura la presidente di Epolis, Piera Graceffa – entro qualche giorno sarà reso noto il nome del candidato sindaco” perché – com’è stato detto e ribadito più volte – è necessario procedere verso il cammino della distinzione del movimento, sul quale pesa l’onere di dettare l’agenda politica ad Agrigento.

Per la cronaca, la riunione è stata aperta dalla  prolusione di Angelo Vullo che ha delineato l’attuale panorama poltico-partitico della città.

“Da un lato c’è Zambuto, candidato uscente, sostenuto – ha detto Angelo Vullo – da Udc, Api, Patto per il Territorio. Dall’altro c’è la candidatura di Arnone, annunciata da “anni”.

L’Mpa è contro Zambuto e pare stia convergendo su Piero Marchetta o, ipotesi fatta da Vullo, potrebbe sostenere una candidatura della società civile – ( quella di Epolis? ) nell’ambito di una scelta condivisa dall’alleanza.

Stesso discorso, contro Zambuto, per il Pd e Grande Sud.

“Il Pdl – che ha sostenuto finora la necessità delle primarie – potrebbe consociarsi con l’Udc ma – ha concluso Angelo Vullo – senza la candidatura di Zambuto”.

E’ stata, poi, la volta di Totò Pennica che ha sostenuto la necessità di organizzare liste civiche avvicinando la Chiesa e il mondo del volontariato.

“Dobbiamo andare avanti – ha detto – ed evitare di farci dettare i tempi dalla politica; evitiamo di sforzarci di pensare a cosa “pensano” i politici, posto che abbiamo già ufficializzato programmi e idee. Noi ci siamo distinti per cui dobbiamo evitare di essere ostaggio dei tatticismi degli altri che tentano di attraversarci; dobbiamo smarcarci da tutto ciò evitando di farci prescegliere dalla politica”.

I primi tre candidati al Consiglio comunale della lista civica di Epolis ad essersi rivelati, Piera Graceffa, Ciro Muschino e Antonino Milioto hanno voluto manifestare le ragioni della loro scelta riassumibili così: necessità che ognuno assuma le proprie responsabilità; tentare di creare le condizioni perché i figli, oggi 14enni, possano rimanere a lavorare ad Agrigento, rimanendo, comunque cittadini liberi e senza targhe partitiche o di appartenenza; convertire la rabbia per l’immobilismo in passione politica per Agrigento per la quale accettare la sfida in prima persona, al fine di far rivivere la politica, quella vera, quella che si propone obiettivi da raggiungere per il bene comune.

Interventi si sono avuti, inoltre, da parte di Sandra Scicolone, la quale ha puntualizzato che spendersi politicamente non dev’essere un sacrificio ma un servizio.

Molto interessante è stato l’intervento di Paolo Licata, simpatizzante di Epois, il quale, dopo essersi detto assolutamente d’accordo con le valutazioni di Totò Pennica, come del resto hanno fatto tutti, ha lucidamente proiettato la politica avanti di alcuni anni, invitando Epolis a farlo.

“Io propugno una sistemazione esplosiva della città – ha detto l’architetto Licata – le strade in costruzione, il porto a cosa serviranno se non in un sistema europeo?

Paolo Licata ha tracciato i limiti storici di una parte del nostro passato e delle interazioni etniche che sulle nostre coste si sono consumate.

Siamo una frontiera e un confine;  chi meglio di noi potrebbe gestire e ospitare, in Agrigento, l’Autorità per l’immigrazione? Perché Frontex, l’Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea – ha brillantemente “regalato” all’uditorio, Paolo Licata – non deve avere sede in Agrigento?

 

Il viatico per Epolis, come si può notare, assume sempre più connotati di “alto respiro”; di livello, verrebbe da dire, fin troppo alto per un confronto con la “palude politica” fin qui registrata.

Ma costituisce uno dei segni distintivi di Epolis, ricco al suo interno di persone di grande cultura, di capacità prospettico-politiche; che ha iniziato un cammino tendente all’emancipazione sociale, politica e culturale della città, che non può e non deve abbandonare; che dovrà continuare lavorando, come abbiamo già scritto e com’è stato detto anche da Paolo Licata, per i prossimi cinque anni.

Leonardo Guida

 

 

 

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