Elezioni regionali – Guardare prima alle persone e poi ai Partiti o alle coalizioni



Elezioni regionali – Guardare prima alle persone
e poi ai Partiti o alle coalizioni
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A questo pare che si orientino tanti cittadini responsabili in Sicilia. E forse è questo, – in vista delle elezioni regionali del prossimo 5 novembre – il consiglio da dare ai tanti siciliani giustamente imbarazzati e frastornati. Che si devono confrontare con la forte tentazione di disertare le urne, anche in conseguenza di quanto incredibilmente avvenuto nelle settimane precedenti e soprattutto negli ultimi giorni, prima delle ore 16 del 6 ottobre u.s., data ultima per la presentazione delle liste.
Ci riferiamo a quella “faida” praticata da tanti, sia a destra che a sinistra, del “tutti contro tutti”, per l’inserimento in una lista in grado di assicurare la conquista di una delle 70 poltrone di Sala d’Ercole, come deputato regionale.
Una ricerca affannosa che ha registrato un aumento incredibile di cambia casacca e di contorsionismo politico.
Ma per non cadere in quel tipo di generalizzazione che giustamente sempre viene deplorato, ci viene da dire che anche in questo penoso scenario, ci sembra doverosa – secondo noi – la valutazione del caso per caso.
E riaffermato questo principio, però subito ci viene di dire che abbiamo assistito a tutto uno scenario che, non senza motivo, ha fatto parlare più che di tragedia, di vera e propria farsa. Il cui vertice – ci sembra – sia stato raggiunto nel comportamento di quel candidato, campione abilissimo di contorsionismo politico che, nella fretta di passare da un campo all’altro, non ha avuto nemmeno il tempo di farsi fare un’altra foto per stampare dei nuovi manifesti.
E così, con una semplice operazione grafica, ha sostituito la scritta “Micari presidente” con quella “Musumeci presidente”, aggiungendo il simbolo di Forza Italia. La punta di un iceberg che sintetizza tante altre situazioni nelle due grandi coalizioni di centro sinistra e centro destra, che prevedibilmente sembrano raccogliere assieme – secondo le statistiche – il maggio numero di consensi.
Basta ! l’esempio, – (fatto realmente avvenuto e non inventato, come forse altri episodi in questo periodo) – è abbastanza eclatante e significativo della realtà da affrontare.
Ci pare anche che imperversano in questi giorni, polemiche strumentali e/o strategie varie di persuasione di massa, con prove cosiddette tecniche di unione o allarmi di “terremoti politici”, coinvolgendo perfino la stessa Magistratura che invece magari svolge il proprio lavoro a prescindere dalle dinamiche elettorali.
In questa concreta situazione l’assoluta necessità di affinare le proprie doti di discernimento, puntando anzitutto alla persona a cui bisogna dare fiducia, per la sua credibilità, serietà, coerenza del suo personale percorso di vita, unitamente alla sua capacità di svolgere con la necessaria competenza la responsabilità del ruolo che deve svolgere.
E ciò anzitutto nella scelta tra i cinque candidati, del nuovo Presidente delle Regione Sicilia; e subito dopo del deputato, come componente di un’Assemblea Regionale qualificata, in grado di approvare le scelte migliori per invertire quella politica che ha determinato la situazione che è sotto gli occhi e l’intelligenza di tutti.
Una situazione che non poteva non richiamare l’attenzione e preoccupazione dei Vescovi siciliani. I quali nel documento finale della recente loro sessione autunnale, tra l’altro, hanno voluto dare ampio spazio proprio alle prossime elezioni regionali. Ecco qualche passaggio che riteniamo particolarmente significativo: “La Chiesa siciliana non può non interrogarsi sulle condizioni di vita delle donne e degli uomini della nostra Regione, sulle possibilità di trovare soluzioni ai numerosi bisogni che affliggono la popolazione”.
Ed hanno voluto condividere “alcune riflessioni alla luce della Dottrina sociale della Chiesa peri annunciare una parola di speranza”. Hanno chiesto di “promuovere incontri nel territorio per offrire agli elettori luoghi di confronto con i candidati all’Assemblea Regionale Siciliana e con i candidati alla Presidenza”. “Auspichiamo – hanno aggiunto – una competizione elettorale corretta e leale, attenta ai problemi concreti della nostra gente e non preoccupata del successo di parte e dell’occupazione dei posti di potere. La Sicilia non può più aspettare e grava su tutti la responsabilità di elaborare soluzioni praticabili ed efficaci nel superiore interesse dei cittadini e dei poveri e degli ultimi in modo prioritario”.
Diego Acquisto

Ultima modifica: 15 ottobre 2017