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E’ possibile adottare un bambino di Haiti?

Le immagini dei bambini di Haiti scampati al terremoto, feriti, soli e spaventati stanno giustamente commuovendo il mondo.

E tante coppie, che desidererebbero avere un figlio, in questi giorni si chiedono se sia possibile adottare un piccolo haitiano.

Sì, è possibile, così come è possibile farlo con bambini di vari Paesi del mondo. Ma la situazione di emergenza in cui i piccoli si trovano non deve far pensare che possa trattarsi di una “scorciatoia” per chi desidera adottare un bambino.

Anzi, in questo momento possiamo dire che per adottare un bambino di Haiti ci vuole più tempo, rispetto ad altre ipotesi di adozione internazionale. Vediamo perché.

L’iter dell’adozione internazionale

Per adottare un bambino, sia italiano che straniero, occorre seguire un iter ben preciso, previsto dalla legge n. 184 del 4 maggio 2003 (e successive modifiche).

In entrambe le forme di adozione, la procedura si apre con la presentazione di un’apposita domanda, da parte della coppia, al Tribunale per i minorenni di riferimento. Nel caso di coniugi residenti nella provincia di Agrigento, è competente il Tribunale per i minorenni di Palermo.

Alla presentazione della domanda fanno seguito una serie di colloqui e di accertamenti, che si svolgono sia presso lo stesso Tribunale, sia con i servizi sociali di riferimento degli aspiranti genitori.

La conclusione è diversa per le due forme di adozione. In quella nazionale, la coppia verrà semplicemente inserita in una banca dati, e successivamente chiamata presso il Tribunale qualora si prospetti la possibilità di ricevere uno o più bambini in adozione. In quella internazionale, il Tribunale dichiara la coppia idonea all’adozione: successivamente, essa dovrà mettersi in contatto con uno degli Enti, accreditati dalla CAI (Commissione per le Adozioni Internazionali), che curano le adozioni internazionali.

Ogni Ente è, diciamo così, “specializzato” in adozioni in Paesi diversi: alcuni curano i rapporti con Paesi dell’Est come  Russia ed Ucraina; altri con Stati del Sud America, altri ancora con l’India, e così via.

L’Ente prescelto  provvede quindi ad assistere i coniugi nella fase successiva, che porta all’adozione di un bambino straniero.

Enti accreditati su Haiti: la situazione in Italia

In Italia esiste, al momento,  solo un Ente accreditato alle adozioni su Haiti; lo scorso anno è stata portata a buon fine una sola adozione in quel Paese (fonte: CAI). Per altre due adozioni, le procedure sono in corso.

Dunque, in questo momento, in base alla situazione concreta ed alla normativa vigente, adottare un bambino  haitiano non è un modo per diventare genitori velocemente. Infatti:

1)    Bisogna, come sempre, attendere i tempi dell’iter adottivo, ed ottenere la dichiarazione di idoneità da parte del Tribunale per i minorenni.

2)    Bisogna mettersi in contatto con l’unico Ente accreditato che cura le adozioni su Haiti.

3)    Occorre poi aspettare; non si sa quanto tempo, visto l’esiguo numero di adozioni di bambini di quel Paese andate a buon fine. E visto, anche, che per riprendere le fila degli iter adottivi occorrerà attendere il ritorno alla normalità.

Tutto questo, salvo novità normative, che non sembra si profilino per adesso. Ci terremo comunque aggiornati.

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