Don Franco Montenegro non fa sconti

Quelle dell’arcivescovo di Agrigento don Franco, nel corrente linguaggio giornalistico, credo che possano essere definite battute al vetriolo; battute che stanno facendo il giro del web, riprese anche dalla grande stampa nazionale, religiosa e non… battute che trovano unanimi consensi e mettono d’accordo, gli anticlericali più sfegatati che hanno a disposizione i mezzi più potenti di comunicazione sociale e tante testate giornalistiche cattoliche, nazionali e locali, che pur in mezzo a tante difficoltà economiche ancora tengono il campo sul difficile fronte di un’evangelizzazione del sociale, da piegare ai valori del Vangelo per l’autentica promozione ed il servizio all’uomo ed alla società di questo terzo millennio.

Ricordiamo che Mons. Montenegro è stato alla ribalta dei media nazionali, all’inizio dello scorso luglio, quando ha negato la celebrazione eucaristica ai funerali religiosi di Giuseppe Lo Mascolo, accusato dalla magistratura inquirente di essere il vicecapo della mafia di Siculiana. Adesso nella recente intervista, don Franco, parlando di amarezze e speranze alla giornalista della rivista Jesus, Vittoria Pisciandaro, dice testualmente, così come riportato nel testo in circolazione, che arrivando ad Agrigento ha constatato che “la parola “mafia” era assente nei discorsi dei preti e nella catechesi. L´ha rimessa in circolazione, in convegni diocesani e nelle feste popolari ”.

Non solo. Dice che per tante, troppe cose “Agrigento è all´ultimo posto. Solo per il tasso di infiltrazione mafiosa siamo i primi”. Aggiunge chela mafia “influisce sulle scelte politiche ed economiche….. Per favorire guadagni illeciti e supremazia criminale, ha tutti gli interessi a incrementare il clientelismo, il controllo sociale, l´emarginazione. La criminalità organizzata crea ma anche approfitta della povertà, provoca mancanza di posti di lavoro e povertà culturale”.

Ce n’è per tutti e in tutte le direzioni. Noi non vogliamo né sminuire né aumentare la portata di queste affermazioni, che, sicuramente hanno il nobilissimo scopo di scuotere le coscienze assopite degli agrigentini, autorità, clero e popolo, dove non mancano, come lo stesso don Franco riconosce, potenzialità di intelligenza e di bene. A parte il taglio delle affermazioni, assolutamente indovinato per farsi ascoltare ed invitare a riflettere, ci pare che i famosi “digiuni a pane ed acqua” proclamati dal suo predecessore, mons. Carmelo Ferraro e gli stessi suoi infuocati discorsi, in occasione delle famose stragi di mafia o del funerale del giudice Livatino, qualcosa sicuramente l’hanno prodotto, anche se i preti avrebbero sicuramente potuto fare di più, soprattutto quelli che hanno alimentato una spiritualità pseudo mistica o “angelica” che ha prodotto, – per dirla con don Franco – “cristiani insipidi, imbottiti di un buonismo che non cambia le cose”.

Non possiamo dimenticare però che questa Chiesa agrigentina ha forgiato pure coscienze come quella del giudice Antonino Saetta o del giudice Livatino, del quale ultimo è bene avviato il processo di beatificazione e del quale don Franco scrive: “L´esempio di Livatino è una grazia, una proposta di fedeltà che diventa coraggio”.

Nessuno può pensare e sicuramente non lo pensa don Franco che, così come il male, il bene possa sorgere ed affermarsi spontaneamente, senza un retroterra di spiritualità fecondata dall’evangelizzazione più genuina e dalla potenza della grazia di Dio. Ben vengano allora le battute al vetriolo, che – come sappiamo – è uno degli acidi più corrosivi e pericolosi per l’ epidermide umana…e il cui uso in senso corrente, giornalisticamente, serve per dare forza ad un messaggio che viene proposto ad un terreno dove, lasciando il segno, si reputa capace di dare frutto.

Diego Acquisto

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7 Commenti on “Don Franco Montenegro non fa sconti”

  • VOLONTARI DI STRADA wrote on 4 agosto, 2012, 13:26

    Batta 5 Don Franco……..siamo con Lei!!!!!!!!!!!

  • Dario wrote on 5 agosto, 2012, 9:17

    Grande Arcivescovo……. Si parla in questa maniera…… SVEGLIAMOCI….bisogna cambiare nn c’e’ futuro…

  • Silvana da Torino wrote on 5 agosto, 2012, 18:38

    Condivido tutto e mi auguro che avvenga al piu’ presto il cambiamento tanto auspicato….ma gli agrigentini vogliono veramente cambiare? Vogliono un futuro diverso per i loro figli? Vogliono sostituire le solite facce che sanno solo prenderli in giro?……Non lo so,so che un primo passo per scuoterli lo sta facendo lui e spero che sia ascoltato e soprattutto seguito a fatti e non solo a parole.Don Franco e’ grande ed e’ un onore grande ed un grande privilegio averlo come vescovo ,ma vorrei che non fosse un voce fuori dal coro.Saluti papali da Silvana.

  • birtinu wrote on 5 agosto, 2012, 18:43

    Ringrazio ogni giorno il Santo Padre per il Pastore che ha inviato a guidare e custodire la Chiesa di Agrigento.

  • Silvia wrote on 6 agosto, 2012, 1:41

    Il VEscovo Montenegro rappresenta una chiesa sganciata dalla realta’ che non conosce le problemiche delle varie realta’ della sua diocesi, dispone trasferimenti indiscriminati senza porsi il problema dell’opportunita di certi interventi, fa il gioco degli incastri per accontentare qualcuno, che chiesa!! E. Che pastore e che danni!! Altro che operaio nella vigna del Signore. Grazie

  • Salvatore Rampello wrote on 6 agosto, 2012, 13:00

    Credo che le parole della arcivescovo scuotano la coscienza degli uomini e non solo dei cristiani. Dobbiamo domandarci cosa vale il nostro impegno nel sociale e nella politica se poi non siamo in grado di dire cosa va fatto e cosa va evitato. La giustizia sociale proposta da Cristo parte dagli ultimi e noi che diciamo di essere suoi discepoli dobbiamo partire proprio da questi per non sentirci dire non vi conosco. La sfida oggi e’ la poverta’. Non ci puo’ essere riscatto per il genere umano se ci aggreghiamo ai forti e ai potenti. Beati i poveri scrive Luca perche’ di essi e’ il regno dei cieli. E’ finito il tempo di essere tiepidi, bisogna che la politica il volontariato prenda una posizione chiara: bisogna essere sale della terra e luce del mondo, costi quel che costi. Cristo e’ morto sulla croce perche’ scomodo ai potenti. Chi si fregia del suo nome deve seguirlo. Forza Don Franco non sentirti mai solo in questa giusta. Battaglia. Salvatore Rampello vice segretario API agrigento

  • Francesca wrote on 7 agosto, 2012, 8:22

    Come al solito Don Franco getta la verità agrigentina in faccia. Il problema è che se ne parlerà per un po’, ma nulla cambierà, perchè “l’agrigentino non vuole cambiare”. Ai funerali di Falcone, 20 anni fà, la giovane vedova di un uomo della scorta, disse proprio così:
    “loro non cambiano…. “..E’ mafia, andare in comune dall’amico, è mafia “segnalare” qualcuno, ed è nella nostra logica, nel nostro idioma. Alcuni mesi fà dovevo prenotare mio papà per una visita, mi hanno risposto di andare personalmente e che, in ogni caso se ne parlava a settembre. Non potendomi recare, ho mandato un amica che lavora lì e…… per l’indomani c’era il posto. Io non l’ho preso però!!! Se non iniziamo a pensare che il mondo è di tutti, che quando faccio un azione ha delle conseguenze per un altra persona, nulla cambierà! Ma non dobbiamo arrenderci, tanti granelli di sabbia fanno un deserto e se don Franco, ci continua a smuovere, dobbiamo approfittare di tale grazia. Agrigento ha dalla sua la bellezza, l’aver dato i natali a delle belle teste (Livatino, drammaturghi e scrittori), ha ospitato tante altre belle persone (Karol il grande, suor Caterina Capitani)questo significherà qualcosa, o no??

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