Differenziata e centri di stoccaggio , intervento dell’assessore Fontana



Nell’ambito della fervente attività dei nemici della differenziata, in questi giorni si continuano a leggere o sentire sciocchezze sull’area di deposito temporaneo di Villaggio Mosè.
Mentre stiamo cercando soluzioni alternative, abbiamo comunque incontrato gli abitanti della zona per chiarire loro di cosa si tratta. C’era il rischio che qualcuno prendesse sul serio qualcuna di queste sciocchezze. Per esempio quella che descrive queste aree come delle maxi discariche. Sarebbe utile che costoro, prima di esprimere giudizi su questioni che non conoscono, facessero una breve gita di istruzione almeno per scoprire di cosa parlano. Per non andare troppo lontano potrebbero per esempio fare una passeggiata dentro la discarica di Bellolmpo, scattare qualche foto, fare qualche ripresa con il telefonino o con il drone, per poi compararle con ciò che hanno visto a Villaseta o al Villaggio Mosè. E per carità di patria tralasciamo questioni un po’ più complesse della banale osservazione visiva come il “disturbo odorigeno” o la “produzione di percolati”. Le “aree di deposito temporaneo” sono spazi che sostituiscono, nei comuni che ne sono sprovvisti, i Centri Comunali di Raccolta (non essendo impianti industriali vanno localizzati proprio nei centri abitati) ai sensi di una delle disposizioni che nel 2016 la Regione ha emanato per favorire l’avvio della differenziata. Per ciò che riguarda invece i trasbordi dell’umido dai gasoloni a un mezzo più grande, va ricordato che si potrebbero fare anche per strada ai sensi dell’art. 193 del codice ambientale.  Da decenni, per esempio, i rifiuti di tutto il centro storico di Agrigento vengono trasbordati dai gasoloni su mezzi più grande in via Volpe, ma i soliti soloni che si oppongono alla differenziata (senza peraltro avere il coraggio di dichiararlo apertamente) non hanno mai denunciato tale “gravissima efferatezza”. Né, tantomeno, hanno denunciato la presenza da oltre sette anni di due isole ecologiche dove si stocca la frazione secca dei rifiuti (cioè la medisima attività che si svolge nelle “aree di deposito temporaneo”): quella di piazzale La Malfa, adiacente a un ufficio e ad alcune rivendite di frutta e verdura; quella di Fontanelle, prossima addirittura a una scuola.
Forse gli agrigentini dovrebbero riflettere sulle vere ragioni che stanno dietro gli attacchi alla differenziata da parte di soggetti che in passato hanno sostenuto o hanno fatto parte delle amministrazioni che, negli ultimi vent’anni, non hanno avviato la differenziata e non hanno realizzato i CCR. Insomma hanno creato le enormi difficoltà che oggi Agrigento sta cercando di superare.
https://youtu.be/J0yQvfc6Vac

Ultima modifica: 21 dicembre 2017