AGRIGENTO - Terminata la regoular season dei campionati di Eccellenza e Promozione, nel vetusto Palmintelli di Caltanissetta, abbiamo incontrato il presidente regionale della FIGC dottor Sandro Morgana e gli abbiamo rivolto le dieci domande che gli avrebbe potuto rivolgere qualsiasi addetto ai lavori Presidente Morgana, esordiamo, intanto per lei in Eccellenza e Promozione c’è stata qualche sorpresa?
“In senso positivo assolutamente il Campofranco per la storica prima promozione in Eccellenza con tremila anime, compreso il sindaco, che si sono strette attorno alla squadra”.
Ed in senso negativo?
“Non me lo faccia dire a bruiciapelo”.
Un augurio al Licata lo dobbiamo fare.
“Certamente i gialloblù è una società che ha militato nelle serie superiori e merita di rappresentare la provincia di Agrigento in serie D”.
Dirigenti e tifosi che sono stati un pò discoli.
“Abbiamo registrato un acuirsi della condotta di violenza, con il pubblico e la tifoseria in modo minore”.
Partite che si sono concluse con risultati a tempo scaduto ed imprecazioni a non finire.
“Si disputano ottocento gare alla settimana e moltiplicate per una stagione è, in proporzione, un dato non tanto significativo – ha replicato Morgana – che capitano sessanta aggressione agli arbitri ed invece lo è perchè non ne dovrebbe capitare nemmeno uno”.
Dottore Morgana, per questo il Giudice Sportivo è stato quest’anno più pesante?
“E’ più pesante per quello che è avvenuto anche se noi attuiamo due atteggiamenti dei quali addirittura uno preventivo ma si vede che non è bastato”.
Oggi si parla molto di Daspo.
” Il daspo è uno strumento che non ci compete ed esula dalla nostra competenza è un provvedimento del Questore che magari, oltre a tutti gli accertamenti della digos, tiene anche conto dei nostri provvedimenti, è in parte una conseguenza di quello che abbiamo detto prima”.
Play Off e Play Out. Una squadra seconda che dovrà spareggiare con una quasi di centro classifica ed un’altra quasi salva che dovra incontrare un’altra quasi sull’orlo della retrocessione diretta, ma non si può dare il pareggio pure alla formazione di casa?
“E’ la legge del calcio ma non possiamo più tornare indietro, o vittoria e pareggio in campo neutro o partita aperta ad ogni risultato con gara che si disputerà, come si sta facendo, in casa della formazione meglio classificata”.
Questa è una proposta che le avevo fatto nella precedente stagione e, quindi, si è attuata in parte. Ora, però, gliene faccio un’altra. L’Akragas in Eccellenza sta spareggiando col Sant’Agata con una differenza di sei punti ed il kamarat con una probabile vittoria sul Casteldaccia avrebbe portato la differenza ad otto punti ed addirittura il Prizzi in promozione sta disputando gli spareggi con una differenza in meno di ben undici punti dove rischiano, dopo un buon campionato, Pro Favara e Dattilo e col Campobello salvo per il rotto della cuffia. Non le sembra positivo mettere dei puntelli, come punti di differenza, oltre i quali non si disputerebbe lo spareggio?
“Questa domanda mi è piaciuta è la terrò in evidenza proponendola al consiglio regionale”.
Un campionato nel corso del quale alcune formazioni si sono presentate in sette.
” Se lei si riferisce all’Akragas le dirò che nei biancazzurri ho notato tanta voglia di andare avanti pur nelle difficolta in cui si sono trovati e sono tutti da elogiare e, quindi, qualche volta ho hanno fatto solo per rimanere in piedi”.
Per altri è diverso?
“In Kamarat – Casteldaccia c’è stato qualcosa di strano e che non mi ha convinto. Ho ricevuto più di venti telefonate di protesta e di indignazione che mi hanno pure lasciato molto perpresso e proprio per questo ho trasmesso i dati alla Procura Federale per il prosieguo delle indagini”.
Gerlando MIcalizio.






