Decesso di Vincenzo Rigoli: ennesimo rinvio del processo penale per omicidio colposo



Celebrata oggi la terza udienza del procedimento penale che vede imputati i medici dell’Ospedale San Giovanni di Dio, Sergio Sutera Sardo e Salvatore Napolitano, per il reato di omicidio colposo nei confronti di Vincenzo Rigoli, il giovane di soli 19 anni deceduto per shock emorragico nella sala operatoria del nosocomio agrigentino nella notte tra il 16 ed il 17 dicembre 2012.

Nell’odierna seduta il giudice monocratico Dott.ssa Maria Alessandra Tedde, titolare del procedimento, si è vista costretta a rinviare la seduta d’aula a causa dell’assenza del Dott. Ragazzi, cofirmatario della perizia d’ufficio redatta insieme al Dott. Rinella su incarico del P.M.

Il citato C.T.U., teste del Pubblico MInistero, risultava già assente al dibattito d’aula del 9 ottobre u.s. – nel quale il Dott. Rinella è stato invece audito – e non avendo certezza anche nell’odierna seduta (così come nella precedente!) che la notifica a presenziare si fosse, di fatto, perfezionata, si è concordato tra le parti in causa un rinvio breve a data 13 novembre p.v. per ascoltare, oltre che il già citato Dott. Ragazzi, anche i testi di parte civile, nonchè i genitori di Vincenzo.

“Sono trascorsi quasi cinque anni dal decesso di Vincenzo ed è a dir poco straziante ritrovarsi alle udienze e dover assistere inermi alle defaillances della burocrazia : per paritetiche situazioni procedimentali subiamo l’ennesimo rinvio del processo” dichiarano i genitori, papà Giuseppe e mamma Michela Frasca.

“Rimaniamo, tuttavia, fiduciosi nella magistratura giudicante, affinchè si possa dare risposta univoca alla richiesta di giustizia che esercitiamo nei confronti di nostro figlio, con utilizzo di tempistica breve, nella speranza che quanto accaduto a Vincenzo non abbia più a verificarsi”.

Giuseppe Rigoli e Michela Frasca, genitori di Vincenzo.

Ultima modifica: 31 ottobre 2017