Dalle vedute di Lojacono al Giardino Botanico: ad Agrigento Le Vie dei Tesori

Dalle vedute di Lojacono alle 20 mila piante del Giardino Botanico: il secondo weekend ad Agrigento de Le Vie dei Tesori dal 22 al 24 settembre

 

AGRIGENTO. 21.09.2017. Ma quanti possono dire di conoscere una delle più belle collezioni del vedutista palermitano Francesco Lojacono: forse soltanto pochi storici dell’arte. Eppure, se si visita l’ex Collegio seicentesco dei Padri Filippini, ad Agrigento, si scopre che accanto ad opere di Piero Novelli e Luca Giordano, esiste una ricchissima raccolta di capolavori del paesaggismo ottocentesco che restituiscono la luce e i colori di una Sicilia ormai scomparsa. Se invece si cerca uno scenario naturale e incontaminato, non ci si deve lasciarsi scappare i 70 mila metri quadrati di verde incastonati nel cuore della Valle dei Templi, a poche decine di metri dalla linea delle fortificazioni dell’antica Akragas e del Parco archeologico. Oltre 20 mila piante riferibili a oltre trecento culture ed essenze diverse: è un museo a cielo aperto il Giardino Botanico, nato negli anni ’90 su spinta dell’allora Provincia di Agrigento e dell’Università di Palermo: chi lo visita, scoprirà anche ipogei, caverne naturali, reperti fossili calcarenitici.

Pindaro chiamò Agrigento “la più bella città dei mortali”: ed a recuperarne la memoria, è facile dargli ragione. Dopo il bell’exploit dello scorso weekend, Agrigento si prepara infatti al secondo fine settimana – da domani, venerdì 22 settembre, a domenica – de Le Vie dei Tesori, il festival nato a Palermo e da quest’anno esportato ad altre quattro città siciliane – anche Messina, Caltanissetta e Siracusa -: tra ipogei sconosciuti e chiese barocche inattese, andando alla ricerca anche di luoghi inediti nella Valle dei Templi, in collaborazione con CoopCulture e con altre associazioni ed istituzioni del territorio. Uno storytelling che recupera la memoria, secondo il format ormai consolidato del festival che l’anno scorso ha chiuso l’edizione 2016 con un totale di 215 mila visitatori in 15 giorni: quanti ne fa il Colosseo, il luogo più visitato d’Italia.

La formula si conosce: visite guidate con un contributo da 1 a 2 euro. E le ormai famose “passeggiate” alla scoperta del territorio, condotte da esperti, botanici, storici dell’arte. Si va da una passeggiata “emozionale”dalla foce del fiume Platani sino a Torre Salsa toccando le spiagge di Eraclea Minoa e Bovo Marina, il castello di Palma di Montechiaro e le calette della Vincenzina (sabato e domenica dalle 17,30, partenza da Bovo marina); ad un tour di arte contemporanea. che porta ai Sette cortili della vicina Favara dove ormai è una realtà la Farm Cultural Park (sabato e domenica, partenza alle 10 e alle 16). Spazio anche per un laboratorio/gioco – domani alle 11 al Funduk – incentrato sul vino, tra miti, riti, antiche ricette, curiosità degli antichi greci. Sperimentando il “Kottabos”, gioco d’abilità inventato intorno al 600 a.C. da un siciliano de poi diffuso in tutta la Grecia.

 

C’è pure Le Vie dei Tesori Card, per chi vuole sostenere il Festival e non perdersi nulla in tutte le città del circuito, in collaborazione con Trenitalia. In attesa di Palermo dove, nei cinque weekend compresi tra il 29 settembre e il 29 ottobre, Le Vie dei Tesori aprirà 110 luoghi, con 110 tour urbani, organizzerà una grande Notte bianca dell’Unesco, un Festival tutto dedicato ai bambini e un calendario di incontri, concerti, spettacoli.

Ultima modifica: 21 settembre 2017