Cruciale oggi per la politica lo scottante problema del lavoro



Cruciale oggi per la politica lo scottante problema del lavoro

Cruciale per una politica che vuole davvero rispondere ai bisogni reali del tessuto sociale, recuperando fiducia e come vero antidoto al disinteresse ed al conseguente astensionismo soprattutto della fascia giovanile.

Insomma proprio per l’Italia di oggi, dove – come rivela il 51° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese, presentato ieri, 1° dicembre a Roma, – emerge il profilo di una società che, in estrema sintesi, ci sembra bene fotografata nella sofferenza per il “mal di futuro”, in una situazione in cui il nostro sistema economico dimostra “nel suo complesso di essere impreparato al futuro”. E poi in un’opinione pubblica divisa tra “coccole di massa” e “rancore”.

E per quanto riguarda le coccole è facile pensare subito alle tante strabilianti promesse che specie in questi giorni si sentono soprattutto da qualche parte politica; mentre per quanto riguarda il rancore, è più facile pensare alla parte politicamente opposta, che negli ultimi anni non è stata capace di fermare l’incredibile allargamento della fascia della povertà, consentendo l’incredibile accentuarsi delle diseguaglianze sociali, come forse nessun Governo prima era stato capace di fare.

In questo quadro la crescita dell’astensionismo, il rancore, la rabbia, che cercano sfogo, magari sbagliando, ma volendo proprio forse anche sbagliare, per punire comunque i responsabili di questo disastro. Responsabili che nell’ultimo decennio si sono avvicendati nel governo del paese.

Ed ecco quindi adesso, l’urgenza di considerare davvero cruciale il problema-lavoro nella preparazione dei programmi per le prossime elezioni politiche, se si mira davvero al bene del paese Italia.

In questo senso vorremmo suggerire, – perché ci sembrano utili – le proposte concrete che sono venute fuori dall’ultima settimana Sociale dei Cattolici dello scorso ottobre a Cagliari, in quattro ambiti: “formazione e scuola-lavoro, digitale e nuovo lavoro, modelli di vita e tempi di lavoro, politiche del lavoro e Ue”.

E ciò in coerenza col tema proposto che parlava di “Lavoro libero, creativo, partecipativo e solidale”.

Quattro aggettivi che ci sembrano proprio azzeccati, che Papa Francesco ha utilizzato nella “Evangelii Gaudium” per descrivere le condizioni attraverso le quali il lavoro può diventare l’attività nella quale “l’essere umano esprime e accresce la dignità della propria vita”.

Da parte della politica più attenta e responsabile abbiano sentito solo qualche riscontro, anche se però davvero significativo.

Un riscontro che parlava dell’urgenza di dare priorità e centralità al lavoro, da assicurare anzitutto nei processi formativi, e poi della riforma degli appalti che devono essere orientati non più al “massimo ribasso” ma alla “massima dignità” del lavoro.

Priorità e centralità al lavoro ! Non c’è da perdere tempo. Ed a Cagliari i cattolici, liberi ormai dalla nostalgia del Partito unico e militanti nei diversi Patiti politici, si sono impegnati ad essere di nuovo incisivi nella società, come lo furono ai tempi dello Statuto dei lavoratori, attingendo al patrimonio della Dottrina Sociale ella Chiesa.

Urge sull’economia e sul lavoro, un messaggio profetico , con un patto sociale per un nuovo modello di sviluppo che rimetta al centro la dignità della persona e non faccia del profitto l’idolo a cui tutto si sacrifica.

Diego Acquisto

Ultima modifica: 2 dicembre 2017