Com’è andato il voto ad Agrigento: intervista a Geraldo Alongi ex capogruppo Pdl

Intervista con il consigliere comunale più votato alle ultime amministrative della città di Agrigento: Geraldo Alongi, di professione medico, è ritornato in Aula Sollano nelle file del Pdl. Ha poi deciso di dichiararsi indipendente. Con l’ex capogruppo Pdl, facciamo il punto sulla situazione politica. L’éscaletion del M5S alle politiche e il suo futuro in consiglio comunale. 

Eletto con il Pdl, ha poi deciso di dichiararsi indipendente proprio alla vigilia delle Politiche, perché?

Non ho condiviso, congiuntamente ai miei amici elettori, le scelte compiute a livello nazionale e regionale e ancor di più quelle agrigentine.
A livello nazionale l’amico Angelino Alfano, che stimo e reputo persona perbene, per un momento ha cercato con tutte le forze di liberarsi e liberare l’intero partito da una classe dirigente ormai politicamente obsoleta e tentare la via delle primarie, una via poi stoppata più che abbandonata. A livello regionale non sono riuscito a inquadrarmi accanto ai tanti che hanno svigorito il partito, a iniziare da Miccichè per finire con Lombardo, che nonostante un’alleanza esclusivamente fine a se stessa, hanno continuato in campagna elettorale a sottolineare i loro distinguo dal PDL. In ultimo non ho condiviso le scelte effettuate a livello locale, mi riferisco alle scelte politiche non a quelle degli uomini, anche se la politica e le idee alla fine camminano sulle gambe degli uomini.

Una scelta fatta senza nessun rimpianto ?

Ho un rammarico: aver creduto per un momento a un genuino rinnovamento del PDL attraverso il Segretario Nazionale e di conseguenza di essermi speso, con convinzione, per le Comunali e successivamente per le Regionali, votando e facendo votare il mio amico Nino Bosco, i cui risultati del consenso sono sotto gli occhi di tutti. Con la delusione, poi, di dovermi ritrovare di fianco alla Lega Nord nella grande ammucchiata che si scioglierà come la neve in Lombardia, e sotto il sole in Sicilia e soprattutto ad Agrigento. Contro nessuno ho preso la sofferta decisione di allontanarmi e scegliere la liberazione da schemi che non condividevo più e non condividevamo più.

In quale area politica si riconosce adesso?

Sto valutando con attenzione, non mi riconoscerò certamente in un qualche movimento, perché sono uomo di partito e non di movimenti, i quali sono sempre provvisori, improvvisati e poco organizzati. A me piace l’organizzazione e ancor di più la democrazia interna, una democrazia in cui anche il tuo pensiero può e deve essere preso in considerazione, a prescindere se condiviso o meno. Un partito dove si dialoga e dove con il tuo voto puoi esprimere la tua scelta e le tue idee dall’interno. Per la verità non sono molti i partiti che hanno queste caratteristiche. Sono rimasto talmente deluso che guarderò certamente altrove rispetto al PDL e lontano e distante dal populismo. Non ho fatto mistero, dichiarandolo pubblicamente in Consiglio e alla Stampa, di aver votato alle Politiche per il mio amico Amedeo Bianco, Presidente Nazionale dell’Ordine dei Medici, ospite delle liste PD ed eletto Senatore della Repubblica, e per chi sa leggere i risultati elettorali, l’impegno mio e dei miei amici di sempre è stato visibile ad Agrigento e non solo.

Il Pdl pero’ sembra non perdere colpi anche in provincia di Agrigento?

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Una prima verità è che sono stato il primo eletto in assoluto, in un contesto interno ed esterno difficile e variegato, grazie ai tanti amici che mi seguono, contribuendo non poco al successo del PDL in città e trascinandomi in Consiglio anche qualche altro Consigliere della lista.
Una seconda verità è che ad Agrigento il PDL non è stato il primo partito né alle Regionali né alle Politiche. È bene rammentare che il PDL alle Politiche del 24 e 25 Febbraio scorso ha raccolto sette milioni e 300 mila voti, contro i 13 milioni e 600 mila delle precedenti Politiche del 2008. Vale a dire che si sono persi per strada più di sei milioni di elettori.

Come spiega questa escalation del MS5 anche ad Agrigento?

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Il Movimento 5 Stelle in tutta la penisola ha conseguito un risultato eclatante perché più degli altri ha saputo interpretare il disagio e il malessere che vivono i giovani e i meno giovani, la carenza di opportunità lavorative e chi più ne ha più ne metta, ma prima di tutto è stato un voto di netta protesta verso i volti politici di sempre e verso la casta in generale. Credo e spero che dalla protesta si possa passare agli atti propositivi, ma soprattutto al rispetto della Costituzione e degli impegni europei e se così sarà (anche se le premesse non lasciano ben sperare) potrebbe anche rappresentare una risorsa. Ha ragione Matteo Renzi quando dice che bisogna non cercare di convincerli a determinate scelte, ma sfidarli sulle scelte.

I partiti facciano un esame di coscienza, chi più chi meno, perché il Grillismo è figlio dell’esagerazione, dell’esasperazione e dell’arroganza dei partiti tradizionali. Occorre cambiare mentalità e soprattutto bisogna avere l’onestà mentale di riconoscere i propri errori e cambiare musica, anche cambiando i solisti solitari dell’orchestra.

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E il PD ?

Sono convinto che anche il PD sia responsabile della smisurata crescita del Grillismo. Ciò detto, il centro sinistra, nessuno può negarlo, rimane la forza di maggioranza relativa alla Camera e al Senato, oltre che governare in Sicilia. Mi pare anche che sia stata l’unica forza politica che ha creduto e applicato le primarie a tutti i livelli, e non è cosa di poco conto. Occorre che il PD si apra ulteriormente alle forze sane e moderate del paese cercando di avvicinare gli elettori e gli eletti perbene che sono delusi del PDL (e del centro destra più in generale) che non sono pochi, e i delusi del centrino che sono tanti. Se riesce in questo, sono convinto che recupererà i tanti simpatizzanti che hanno fatto altre scelte e i nuovi che possono condividere un rinnovato percorso nell’ottica della fresca fase politica che si apre.

Ci sarà un suo passaggio al partito di Bersani quindi ?

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Credo di averLe già risposto sopra.

Attualmente si considera alla maggioranza o all’opposizione?

Sono stato all’opposizione costruttiva di questa Amministrazione Comunale, ho votato, come tutti sanno, Pennica senza giochetti. Ho considerato Zambuto un mio avversario e non un mio nemico e credo lo stesso pensi lui di me. Chi considera nemico un avversario credo che non abbia la maturità e lo spessore per fare politica. Farò la mia scelta politica a prescindere dall’Amministrazione Zambuto che quindi non è assolutamente condizionante. Se il partito al quale aderirò, sarà a tutti i livelli alleato del partito di Zambuto, che credo sia l’UDC, non avrei discriminanti, se invece seguisse una strada diversa, continuerei a fare opposizione costruttiva. La mia scelta non dipenderà da Zambuto e dalla sua Amministrazione.

Un parere sull’operato  dell’Amministrazione attiva?

Non posso dare un giudizio complessivamente positivo, tanti uomini animati da buona volontà, forse anche troppi, nel senso che abbiamo anche assistito ad una sfilata di Assessori, con maggioranze variabili e per questo l’azione amministrativa non è stata efficace. I problemi sono tanti, i risultati pochi.

I suoi prossimi impegni in aula Sollano?

Mi batterò per il problema degli scarichi a mare, come ho fatto sin da subito dopo la mia elezione, per la pulizia e il decoro della città, interessandomi anche delle pessime condizioni del manto stradale dopo qualsiasi intervento di manutenzione di Girgenti Acque e della ditta che esegue la manutenzione e gli allacci del gas, invitando i dirigenti a una maggiore attenzione. Non trascurerò, da medico, il problema dell’elisoccorso e tutti quelli che possano avere un risvolto igienico-sanitario. Lo farò come sempre con tutte le mie forze e con tutta la mia convinzione che il “Bene Comune” vada considerato tale e non “di nessuno” come spesso e purtroppo succede.

Sarò attentissimo ai problemi sociali e sarò di pungolo nei confronti dell’Amm.ne Comunale per creare nuovi progetti e iniziative che possano creare sviluppo e lavoro da proporre al Governo Regionale e spero a quello Nazionale con l’occhio puntato sull’Europa che rappresenta una fonte non indifferente da cui attingere. 

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