Il Cimo all’Asp: ok ai corsi di formazione e videosorveglianza ma è necessario rendere sicuri gli ambienti di lavoro



AGRIGENTO. “Urge risolvere il grave problema della sicurezza negli ambienti di lavoro. E ciò per porre rimedio al fine di arginare un malessere generalizzato dovuto a gravi carenze strutturali, organizzative, e formative, in ragione di sicurezza negli ambienti di lavoro, per tutti  i tipi di  rischi ad esso, compreso lo stress da lavoro correlato”.

Il sindacato dei medici ospedalieri “Cimo”, attraverso la segretaria provinciale di Agrigento, Rosetta Vaccaro, chiede alla direzione strategica dell’Asp di Agrigento un intervento diretto e concreto per migliorare le condizioni nei luoghi di lavoro dei medici, degli infermieri e di tutto il personale che opera nel mondo della sanità agrigentina. Partendo dalla constatazione che la Direzione strategica Aziendale considera emergenza ed ha preso in considerazione il grave problema della violenza  alle donne e ai sanitari e che i fatti e la cronaca di questi tempi, hanno in crescendo sollevato il problema tanto che l’Asp, le forze di polizia, carabinieri e il Corpo della Guardia di Finanza, le Istituzioni scolastiche, la Prefettura, in questi giorni, sono state attive e vigili  sul  fenomeno, il Cimo suggerisce che è indispensabile e necessario incidere con appropriata metodologia culturale in relazione all’abbassamento del rischio dei lavoratori.

“Bisogna dare atto che  l’Asp ha pensato bene di svolgere dei corsi di formazioni per migliorare  la cultura relativa al controllo e  il contenimento della violenza che ogni giorno si manifesta – scrive in una nota la dottoressa Vaccaro. La Cimo di Agrigento ricorda alla Direzione Strategica e a tutte le Istituzioni, che il personale lavora in luoghi  non adeguati con carenza di strumenti  e di formazione. I lavoratori dipendenti della Azienda Sanitaria di Agrigento, sono costretti a erogare prestazioni sanitarie in assoluto rigore, in un contesto che non li pone in assoluta sicurezza nel posto di lavoro.

La Cimo di Agrigento chiede  una particolare attenzione organizzativa nei luoghi di Pronto Soccorso,  con numero di personale adeguato e formato, formazione del personale di tutti i punti sensibili come i front office.  La Cimo di Agrigento chiede la messa in sicurezza di molte strutture con loro adeguamento alle norme vigenti”.

Fin qui l’analisi della situazione. E la segretaria del Cimo aggiunge:

“Questa segreteria Cimo, molte volte ha segnalato agli organi competenti RSPP, SPRESAL e Direzione aziendale, le criticità  relativa agli ambienti di lavoro (esempio postazioni 118 alfa 3 di Agrigento) per non avere provveduto, con urgenza, al riparo dell’ambulanza del 118, per salvaguardare dalla calura i farmaci che perdono di efficacia e lo strumentario di bordo. Lo stesso rimedio va posto in essere per la postazione 118 di Cammarata.  Non può essere assolutamente trascurata la gravissima situazione strutturale e ambientale del Centro salute mentale  ed al Sert di via Imera  e le sedi delle Commissioni per le invalidità. E’ lodevole l’ intervento della Direzione Strategica protesa a tutelare la sicurezza degli operatori  e dei visitatori,  attenzionando le molteplici realtà  territoriali della nostra azienda, in relazione alle più svariate esigenze di sicurezza e  anche la tipologia   della sede da salvaguardare come anche la tipologia di utenza che vi afferisce”. Inoltre il Cimo suggerisce: “Sarebbe stato opportuno convocare una conferenza di servizio con le varie professionalità del territorio per potere comprendere se  è più razionale  l’integrazione di videosorveglianza con la vigilanza attiva con personale dedicato. Infatti, una guardia medica, un pronto soccorso, le postazioni dei 118,i  Sert, i CSM,  SPDC, i poliambulatori, hanno esigenze diverse e diversa va affrontata l’emergenza sicurezza.

Il medico di guardia medica che lavora da solo in una struttura sanitaria, specie in strutture prive di una possibilità di sicurezza fisica, vanno tutelati con un  approccio diverso. Infatti, non serve la videosorveglianza se poi ci si trova ad operare in locali decentrati, privi di idonee misure di sicurezza anche strutturali, come le vie di fuga, le scale di emergenza, le uscite di sicurezza ecc. La Segreteria Cimo di Agrigento, intende  sollecitare  la copertura dei posti vacanti, rafforzando il personale; far venire meno il NON GIUSTIFICATO atteggiamento violento ; fare svolgere dei corsi di preparazione a tutto il personale del front-office , al fine di dare, dove v’è carenza, la  giusta e appropriata risposta all’utenza.

Oggi in Italia è emergenza “Violenza” in genere ma è anche emergenza sicurezza negli ambienti di lavoro – tanto che il Presidente della Repubblica più volte ha raccomandato l’ attenzione del fenomeno. E noi vorremmo ricordare che i nostri lavoratori, sia medici che altro personale sanitario e amministrativo, è esposto a rischi gravi , chimico, biologico, muscolo scheletrico, da stress ambientale e strutturale. Essendo il concetto di  “Malattia” che non è solo  fisica, ma anche psicosociale – conclude Rosetta Vaccaro – ci appelliamo e chiediamo alla Istituzione sanitaria che i lavoratori dell’Asp, vengano salvaguardati e tutelati”.

Ultima modifica: 22 aprile 2018

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