Chi ha sparato all’avvocato Campo ?

febbraio 15, 2010 by Elio Di Bella  
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Chi ha sparato all’avvocato Campo ?

Sulla stradale Alcamo-Castelvetrano, a pochi chilometri oltre l’abitato di Gibellina, una vettura “Topolino” proseguiva la sua corsa verso Sciacca, dove la Democrazia Cristiana quella domenica  22 febbraio del 1948 apriva in quel paese la campagna elettorale per le elezioni politiche nazionali. A bordo dell’auto si trovavano l’avvocato Vincenzo Campo Ingrao, residente da molto tempo ad Agrigento, vice segretario regionale della Dc, uomo di punta del mondo cattolico agrigentino e suo figlio, che era alla guida della vettura. Read more

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La banda Capraro

Il mattino del nove luglio 1870 sei malfattori a cavallo armati sino ai denti, a dir di taluni testimoni, con fucili a doppia canna e revolver, vestiti a foggia di militi a cavallo, ed annunziandosi per tali della compagnia di Girgenti in cerca di briganti, andarono nell’exfeudo Giardinelli territorio di Sciacca del signor Parlapiano Calogero, cui fecero tanti ossequi, furono ben trattati ma dopo i pranzo si scoprivano per profughi, e chiedeano consiglio come regolarsi al Parlapiano; ed indi verso sera, chiudendo tutti i lavoranti al di lui servigio in un magazzino, lo sequestrarono conducendolo seco e lasciando l’ambasciata da recare alla sua famiglia di mandare onze 10 mila”. Read more

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“Quel posto è mio!” Delitto in chiesa

L’orgoglio miete vittime persino là dove non ce lo aspetteremmo davvero.  Questa  volta infatti la  tragedia, (anche questa per futili motivi) che emerge dalle antiche carte dell’Archivio di Stato di Agrigento ha come scenario un luogo che pure gli animi dovrebbe rappacificarli: una chiesa,  durante una solenne celebrazione liturgica. Read more

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Mala taliata

Suo padre, buon’anima, glielo ripeteva sempre, fino a “stonargli” la testa:” calati junchu quannu passa u patruni”, abbassati, come una canna piegata dal vento, quando vedi passare un signore, un Voscenza. Ma Antonino era troppo orgoglioso e certe volte, specie da ragazzo, rispetto per i Voscenza del suo paese di Villafranca Sicula pareva non averne proprio. E quindi suo padre tante volte aveva dovuto fargliela piegare a colpi di verga quella testa. Poi, crescendo, Antonino aveva preso giudizio. Ma malvolentieri. Read more

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Bimba senza testa

Appena saputo il “fatto” dal figlio, la povera Mariagrazia era scappata verso la chiesa, incredula e mentre correva minacciava il ragazzo che se il “fatto” non era vero, tornata a casa l’avrebbe bastonato, che non erano quelle cose da inventare per spaventare una povera madre. Read more

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Una città nella memoria: La Fratellanza. Quando nacque la mafia

mafialocand“Sulla metà di questo mese (aprile) furono visti uscire da Girgenti alla spicciolata e con diversi intervalli di tempo circa 90 carabinieri, 40 guardie di P.S. a cavallo e una cinquantina di soldati di fanteria.
Tutti questi agenti della Forza pubblica si riunirono poi al punto denominato “Quatrivio”, distante due chilometri dalla città. Ivi ponevano le baionette in canna e prendevano la via che mena a Favara.
Verso mezzanotte una carrozza fermatasi fuori delle porte di Favara e ne scendeva il Procuratore del re. Read more

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Una città nella memoria: Il biennio rosso in Provincia di Agrigento

dicembre 16, 2009 by Elio Di Bella  
Filed under Editoriali, Una città nella memoria

elio-di-bellaPochi anni della storia d’Italia moderna sono stati, come il biennio 1918-20, anni di profonda e generale crisi della società e dello Stato e di fermento rivoluzionario. Gli storici hanno chiamato questo periodo “biennio rosso”, per l’ansia rivoluzionaria da cui fu pervaso e per il ruolo preminente avuto dai movimenti socialisti e per il fascino che in quei mesi sembrò avere sul proletariato italiano la recente rivoluzione russa del 1917.

Appena conclusa la prima guerra mondiale, si era riaccesa tra gli italiani l’attesa di grandi cambiamenti. Ma fu subito evidente che profondamente mutate erano le condizioni delle province italiane all’indomani della grande guerra. Alle disillusioni causate dalla vittoria “mutilata”, si aggiunge il duro impatto con una dura crisi economica. Il deficit statale fa registrare una grave impennata. Read more

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Non c’è futuro senza passato

foto457Noi viviamo in contemporanea tre tempi: il presente del passato, che è la storia; il presente del presente, che è la visione; il presente del futuro, che è l’attesa. Credo che in questa celebre frase di Sant’Agostino ci sia la sintesi della nuova rubrica che prende il via su Agrigentooggi.

“Una città nella memoria” nasce con l’intento di proporre alcuni momenti della storia agrigentina poco conosciuti. L’autore è Elio Di Bella, noto giornalista e storico, che attraverso un’attenta ricerca, condotta in particolare su  documenti conservati presso l’Archivio di Stato della nostra città, riporta alla luce quello che è stato della Girgenti di un tempo. Read more

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