“E’ necessario che l’UE faccia tutti gli sforzi possibili per valorizzare i giovani professionisti, tanto più quando le loro attività investono campi delicati come quello delle opere pubbliche, dove è necessario garantire il massimo standard di qualità e sicurezza nell’interesse collettivo”.
Commenta così il Presidente dell’Ars, Francesco Cascio il monito lanciato all’UE dall’europarlamentare Salvatore Iacolino, Vice Presidente della Commissione Libertà Civili, Giustizia e Affari Interni, che chiede una modifica della normativa europea vigente che equipara ingegneri e architetti a meri fornitori di servizi.
Iacolino ha richiamato l’attenzione sull’inadeguatezza della normativa europea attuale, che equipara ingegneri e architetti ad aziende che forniscono un mero servizio, traducendosi ciò in un’oggettiva difficoltà dei progettisti di esercitare l’attività stessa ed essere competitivi rispetto a macrorealtà del settore.
“In un momento storico-sociale – conclude il Presidente dell’Ars – in cui è molto difficile offrire valide soluzioni occupazionali ai giovani, un’Europa che vuole essere competitiva deve valorizzare e non limitare le possibilità di accesso ai rapporti con le pubbliche amministrazioni per quelle categorie di liberi professionisti che, come appunto architetti e ingegneri, fondano su questo gran parte della possibilità stessa di sopravvivere. Continuando su questa strada si rischia, invece, di vanificare i loro sforzi e decretare quindi la morte di tanti piccoli studi professionali”.






