17052012

Capodanno 2009 ad Agrigento: tra turismo di passaggio e cenoni di San Silvestro

brindisiIl Capodanno 2009 ad Agrigento si preannuncia come un lungo week end dal clima  mite, animato da iniziative pubbliche e private che, anche se saranno “low cost”, cercheranno di non rinunciare a creare un’atmosfera festosa adatta a salutare degnamente il nuovo anno. “Il fatto di essere risultata dai recenti sondaggi come l’ultima città in classifica per qualità della vita, certamente influenza l’opinione pubblica e turistica – come ci illustra un’operatrice dell’hotel dei Pini , sito tra Agrigento e Porto Empedocle – e di sicuro non invoglia il turista a rimanere al di là di una giornata. Il nostro è un turismo di passaggio, e, soprattutto a Natale, si tratta per lo più di turisti italiani”. Molti alberghi , anche di quelli a più stelle, non hanno previsto né cenoni né veglioni per la notte di San Silvestro, complice la crisi, la voglia di non rischiare, il calo generale dell’afflusso turistico, che quest’anno supera il 20 per cento, rispetto alla passata stagione, e sperano in un miglioramento della situazione nel periodo della Sagra del Mandorlo.  Conoscono una situazione più stabile i piccoli alberghi e i Bed and Breakfast, che assistono ad un continuo passaggio di turisti, anche delle zone vicine, hanno le stanze quasi sempre piene, ma non più di due giorni di seguito. Il Direttore di Villa Eos, il signor Giovanni Russo Cirillo, cerca di darsi delle risposte: “ La verità è che ad Agrigento qualunque tipo di attività non può decollare a pieno perché manca la specificità delle mansioni, manca personale adeguatamente formato , specializzato, facilmente reperibile tra le risorse umane, in modo da poter dare tutto l’anno servizi tali per cui il turista, invece che andare via dopo aver visitato i Templi , decida di rimanere qualche giorno in più nella nostra città, molto in questo senso dovrebbe fare la formazione professionale nel settore turistico”. Un corso di laurea, specifico per il turismo, era stata una delle recenti proposte del Presidente della provincia di Agrigento, Eugenio D’Orsi, che è anche uno dei sostenitori più convinti della necessità dell’aeroporto.  Anche il direttore Russo Cirillo, e il personale del Demetra Resort , sito in contrada Maddalusa, intervistati da Agrigentooggi.it, hanno detto che le infrastrutture potrebbero dare una mano al turismo, e sconfiggere i viaggi “mordi e fuggi” , anche perché “ veicolare le strutture alberghiere, facendone buon uso, le trasforma in una vera e propria risorsa economica “ . Ormai gli alberghi di Agrigento sono in grado di fornire i migliori servizi e confort al turista, da quelli strettamente legati al pernottamento ai trattamenti benessere, senza trascurare la ristorazione che si classifica bene per qualità e varietà. Come il menu proposto per il cenone del 31 dicembre dal Demetra Resort , una cena raffinata dalle tante portate a base di pesce, dall’entrèe fino ad arrivare ai secondi: un menu da 75 euro che unisce tradizione ed innovazione, gli ingredienti del nostro passato , come il classico baccalà con patate, e la raffinatezza del gambero bianco e del branzino, la pasta fatta a mano ed il risotto mantecato; e, per finire, sorbetti di frutta e cannolo scomposto, rivisitazione dei nostri dolci tipici. Il Demetra , in via eccezionale, come ci comunicano i suoi operatori, sarà aperto come ristorante anche il giorno di Capodanno, come menu alla carta. “Ma i nostri servizi – come dicono gli operatori del Resort – vengono annullati dal fatto che non sono coadiuvati da itinerari turistici allettanti per il visitatore, ci vorrebbero eventi interessanti, per inserire la vacanza-tipo del turista in una sorta di pacchetto che magari lo porta a vedere tutte le nostre bellezze e gli regala momenti piacevoli di intrattenimento, tra arte e cultura”. Arte e cultura sono i due concetti da cui partire per rilanciare la nostra città, ma “si devono creare i presupposti istituzionali affinchè ciò avvenga” come afferma il signor Russo Cirillo, che , per scuotere le istituzioni competenti, cita, per la riflessione, una frase pronunciata da Papa Giovanni Paolo II nel ’95 a Palermo: “Provate ad immaginare che cosa sarebbero state senza l’arte le nostre chiese, ma ricordatevi , quando viene qualcuno a visitarle, di non fargliele trovare chiuse”.

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